Immagine di repertorio (Fonte foto: Policlinico Sant'Orsola. Foto di Paolo Righi)

Istat: nell'anno della pandemia in Italia 100.000 morti in più

Si tratta del dato più alto dal dopoguerra

Nel 2020 in Italia è stato registrato il numero più alto di morti dal dopoguerra: nell'anno condizionato dal Covid-19, ci sono stati in media oltre 100mila decessi in più rispetto alla media 2015-2019, come evidenzia il rapporto Istat-Iss sull'impatto dell'epidemia Covid-19 sulla mortalità della popolazione residente nel 2020 e nel primo quadrimestre 2021. Ma attenzione: l'aumento dei decessi si riferisce a qualsiasi causa di morte, non soltanto a quelle causate dal coronavirus. Secondo il report giornaliero pubblicato dal Ministero della Salute, infatti, da inizio pandemia le vittime ufficiali per Covid-19 sono state 126.767.

Il numero più alto di vittime dal dopoguerra
"Come già nei precedenti Rapporti congiunti Istat-Iss, l’evoluzione della mortalità totale del 2020 e del 2021 è stata confrontata, a parità di periodo, con la media dei decessi del quinquennio 2015-2019. Nel 2020 il totale dei decessi per il complesso delle cause è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 decessi, 100.526 decessi in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso)", si legge. "Considerando le variazioni nei tassi standardizzati di mortalità, ottenuti rapportando i decessi alla popolazione a parità di struttura per età, la mortalità ha registrato nel 2020 un aumento del 9%, a livello nazionale rispetto alla media del quinquennio 2015-2019; le regioni che riportano aumenti significativamente più alti della media nazionale sono il Piemonte, la Valle D’Aosta, la Lombardia e la Provincia autonoma di Trento. Le Regioni del Centro e del Mezzogiorno non mostrano variazioni rilevanti", sottolinea il rapporto. In base ai dati, "l’Italia ha condiviso con la Spagna il primo drammatico incremento dei decessi a partire dal mese di marzo 2020. Tale incremento è comunque diminuito a partire dal mese di maggio 2020 fino al mese di ottobre quando si è verificata una nuova fase di rapida crescita dei decessi. Nel mese di dicembre e nei primi mesi del 2021 l’eccesso di mortalità in Italia è stato al di sotto della media europea per poi risalire leggermente nel mese di marzo 2021". "Analizzando la diffusione del virus nei primi mesi del 2021 le Province con il maggior tasso di incidenza sono state quelle del versante Nord-orientale: Bologna, Gorizia, Forlì-Cesena, Udine, Rimini, Bolzano/Bozen. Molto bassa appare l’incidenza in alcune province della Sardegna (Sud Sardegna, Oristano, Sassari), in alcune Province della Calabria (Catanzaro, Cosenza, Crotone) e della Sicilia (Ragusa, Enna, Agrigento)".

red/gp

(Fonte: AdnKronos, Istat)