La Carta di Verona
sul soccorso ai disabili

Adottata nel 2007, la Carta di Verona ha come scopo quello di delineare una visione comune e universale riguardo tutti gli aspetti delle attività necessarie a garantire la protezione e la sicurezza di persone con disabilità in situazioni di rischio ed emergenza

In caso di disastri, naturali o causati dall'uomo, le persone con disabilità corrono un rischio molto più grande, ad esempio trovandosi di fronte a barriere fisiche o riscontrando difficoltà di comunicazione; allo stesso modo, in occasione di grandi eventi o manifestazioni, le persone disabili necessitano di accoglienza e supporto particolari.

In un suo articolo, il prof. David Alexander, membro del Consiglio Scientifico del CESPRO - Centro Studio Condizioni di Rischio e Sicurezza e Sviluppo Attività di Protezione Civile di Firenze - ha messo in evidenza la complessità della questione. Infatti, mentre nell'immaginario comune la disabilità è quella di una persona su una sedia a rotelle che deve essere portata via da un pericolo, in realtà esistono numerose e diverse forme di disabilità: dalla difficoltà di mobilità, all'inabilità a vedere, dalla sordità ai problemi di comunicazione, dai disordini cognitivi alla necessità di utilizzare sistemi di supporto delle funzioni vitali. Appare quindi evidente come i disastri possono creare situazioni di discriminazioni verso le persone disabili. Per fare qualche esempio, in caso di terremoto una persona sulla sedia a rotelle non può rifugiarsi sotto un tavolo o uscire da un edificio utilizzando le scale, così come una persona affetta da difetti visivi o sorda potrebbe non riconoscere un pericolo o non sentire le istruzioni verbali per l'evacuazione; inoltre, chi dipende da attrezzature mediche, come ad esempio le macchine per la dialisi, potrebbe correre seri pericoli in caso di blackout elettrico. A tutto questo si aggiunge anche il fatto che, nella maggior parte dei casi, manca una reale integrazione tra le varie organizzazioni che lavorano con i disabili e gli esponenti del settore della protezione civile che pianificano e gestiscono la risposta alle emergenze.

Mentre in passato la questione di come fornire assistenza ai disabili in situazioni di emergenza è stata a lungo ignorata, nel novembre del 2007 a Verona si è svolta una Consensus Conference con lo scopo di concordare delle linee guida a livello europeo che tenessero in considerazione la salvaguardia dei cittadini più vulnerabili. Il risultato fu la "Carta di Verona sul salvataggio delle persone con disabilità in caso di disastri", che andò ad aggiungersi alla risoluzione del Parlamento Europeo sulle catastrofi naturali, prodotta nello stesso anno, e alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, che all'articolo 11 ricorda l'impegno assunto da tutti gli Stati Membri a prendere "tutte le precauzioni necessarie per garantire la protezione e la sicurezza delle persone con disabilità in situazioni di rischio, incluse le situazioni di conflitto armato, emergenze umanitarie e disastri naturali".

Lo scopo della "Carta di Verona" (art.1) è quello di delineare le basi per articolare una visione comune ed universale riguardo tutti gli aspetti delle attività che sono necessarie per garantire la protezione e la sicurezza di persone con disabilità in situazioni di rischio. Tra gli aspetti principali messi in evidenza dalla Carta, il principio della non discriminazione e delle pari opportunità (art.2), la necessità di coinvolgere le persone con disabilità e le loro organizzazioni nei processi decisionali riguardanti situazioni di emergenze umanitarie, negli eventi di disastri naturali o provocati dall'uomo e in tutte le relative attività di gestione dell'emergenza (art.3), la responsabilità delle istituzioni di garantire l'adeguato livello di protezione e sicurezza delle persone disabili in situazioni di rischio (art.5) e la necessità di formare, sensibilizzare e addestrare tutti gli attori coinvolti in situazioni di gestione del rischio e nei processi di salvataggio (art. 13).


Elisabetta Bosi