Montagna, due morti e tre feriti gravi nella giornata di ieri

Tra Lombardia ed Emilia Romagna, molti gli incidenti capitati a escursionisti e alpinisti causati dal ghiacchio e dalle condizioni avverse

Tanti, troppi incidenti gravi avvenuti nella giornata di ieri. Infortunio mortale nella mattinata di ieri in Valbondione, in Lombardia. Un uomo di 47 anni residente a Berzo San Fermo (BG) è caduto in un dirupo e ha perso la vita. È accaduto poco prima delle 9:00 a 1700 metri di quota, in località Tre croci. L'uomo era uscito da solo per un’escursione, poi ha incontrato un gruppo di persone che procedeva lungo lo stesso sentiero. Il sentiero, noto per essere una scorciatoia, è conosciuto come “lo scarico”, un’alternativa utilizzata soprattutto d’estate rispetto al sentiero che porta al rifugio Curò. Sul percorso però ieri mattina c’era del ghiaccio e l’uomo non indossava i ramponi. È scivolato e i traumi sono stati letali. Gli altri escursionisti hanno subito chiesto aiuto. Sul posto si è recato l’elisoccorso da Bergamo, con il supporto di alcuni tecnici della stazione di Valbondione.

Altro incidente mortale lungo un canale al Cornone del Blumone, nel gruppo dell’Adamello. Un uomo e una donna, alpinisti milanesi, stavano scalando lungo il canale, ma qualcosa è andato storto e sono precipitati. L'allertamento da parte della Centrale operativa è giunto in mattinata, intorno alle 10:30. L'uomo è deceduto dopo una caduta per circa 200 metri; la donna è stata portata in ospedale a Brescia in condizioni gravi. Sul posto sono intervenuti l'elisoccorso da Brescia e una squadra del Soccorso alpino, V Delegazione Bresciana. L'intervento è terminato nel primo pomeriggio.

Mentre è terminato in serata l’intervento che ha riguardato altri due alpinisti, uno di Cremona e uno di Lodi, nella zona del Medale, sopra Lecco. L’allertamento per i tecnici della XIX Delegazione Lariana del Cnsas è arrivato intorno alle 15:30. Stavano scalando lungo la Via Boga ma a un certo punto si sono trovati in difficoltà. Fatta la prima doppia, la corda si è bloccata e uno di loro ha deciso di arrampicare per cercare di sbloccarla ma è volato, per circa 25 metri, riportando diversi traumi. L’altro alpinista ha chiamato subito i soccorsi. Sul posto la stazione Cnsas di Lecco e di Valsassina - Valvarrone. C’erano anche i Vigili del Fuoco con la fotoelettrica per illuminare la zona. L’elicottero decollato da Como ha portato in cima al Medale diverse squadre, a più riprese, mentre altre si preparavano alla base della via per ricevere il ferito e allestire le calate con la portantina. L’infortunato si trovava circa a metà. Dopo il recupero e la messa in sicurezza, l’uomo è stato portato con la barella portantina attraverso il bosco fino all’ambulanza. Illeso l’altro alpinista, evacuato attraverso calate in parete.

L’ultimo intervento della giornata si è svolto invece poco dopo le 18.30, quando i tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico sono stati attivati dalla Centrale 118 Emilia Ovest per un grave incidente occorso a un cacciatore sulla sommità del Monte Barigazzo, sull'Appennino Parmense, nel comune di Varsi. Un cacciatore cinquantanovenne originario del posto si trovava sulla vetta del Monte al temine di una battuta di caccia, insieme ad alcuni amici. Sfortunatamente l'uomo ha perso l'equilibrio cadendo sul versante orientale della montagna, che nella parte sommitale mantiene una conformazione quasi verticale, compiendo un volo di oltre cinquanta metri e riportando diversi traumi. Gli amici, che hanno assistito alla scena e subito si sono resi conto della gravità dell'accaduto, hanno immediatamente lanciato l'allarme. Sono stati allertati i tecnici del Soccorso Alpino, l'ambulanza e l'automedica dell'Assistenza Pubblica di Varsi, i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri.I soccorritori, considerata le gravi condizioni dell'uomo, hanno iniziato le manovre di stabilizzazione, richiedendo un supporto aereo per velocizzare l'evacuazione dello sfortunato cacciatore. Il buio, tuttavia, ha richiesto l'allertamento di un elicottero HH139 del 15 Stormo SAR dell'Aeronautica Militare con visori notturni che, decollato da Cervia, ha caricato a bordo due tecnici ed un medico del Soccorso Alpino e li ha sbarcati con il verricello sul ferito, dove erano già presenti quindici operatori territoriali del Soccorso Alpino Emilia Romagna, tra cui un infermiere di area critica. Una volta stabilizzato, il ferito è stato imbarcato tramite verricello e condotto dal velivolo militare fino al campo sportivo di Varsi, dove nel frattempo era sopraggiunto da Brescia un elicottero sanitario. Affidato all'eliambulanza lombarda, il cinquantanovenne è stato trasportato in gravi condizioni all'Ospedale Maggiore di Parma e le squadre territoriali hanno potuto fare rientro. Le operazioni si sono concluse dopo le ore 22.00.

Non si hanno ancora notizie invece di Riccardo Tacconi, cinquattottenne di Milano, da quando venerdì mattina si è allontanato dalla sua abitazione di villeggiatura sul Nevegal per andare a correre senza far ritorno. Tantissimi i gruppi che autonomamente si sono mossi per dare il proprio supporto. Purtroppo - a parte una nuova segnalazione nella zona del campo scuola, a lungo percorsa dalle unità cinofile molecolari dell'Associazione nazionale carabinieri - nulla di utile è emerso per far luce sulla scomparsa dell’uomo.

red/gp

(Fonte: CNSAS)