I controlli dei volontari negli aeroporti (Fonte foto: DPC)

Nuovo coronavirus, Borrelli: "Pronti a controlli sui treni se necessario"

"Se ci sarà bisogno, siamo pronti", afferma in un'intervista al Corriere. Nel frattempo in Cina si supera la soglia dei mille morti

Si dichiara preparato il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, commissario per la gestione dell'emergenza coronavirus, che in un'intervista al Corriere della Sera difende la scelta di bloccare i voli con la Cina: "La nostra priorità è la salute dei cittadini e in questo modo la tuteliamo. Altri hanno fatto scelte diverse ma questo non ci condiziona, la guardia deve rimanere alta". La situazione - spiega - è in continua evoluzione e noi abbiamo pianificato interventi in tutti gli scenari possibili". Controlli nelle stazioni? "Se ci sarà bisogno, siamo pronti".

Il ministro degli esteri Luigi Di Maio nel frattempo annuncia che "in queste ore sta per partire un aereo militare italiano per andare a prelevare Niccolò", lo studente diciassettenne di Grado ancora bloccato a Wuhan. Il blocco dei voli diretti fra Italia e Cina "resterà fino a quando la comunità scientifica ci dirà che c'è un rallentamento dei contagi" di coronavirus: ha sottolineato il ministro, parlando ai giornalisti a Belgrado. "In ogni caso continueremo a supportare in ogni modo i nostri connazionali in Cina", ha detto, aggiungendo poi che "vogliamo essere più vicini al governo e al popolo cinesi, vogliamo dare una mano al Paese amico Cina". 

I due bambini provenienti dalla Cecchignola invece stanno bene: anche il secondo test effettuato presso l'Inmi Spallanzani è risultato negativo al 2019-nCoV. "È stato dunque predisposto il rientro alla Cecchignola con un mezzo dell'Ares 118 e d'intesa con l'Autorità sanitaria militare per completare il periodo di sorveglianza". Lo comunica la Direzione sanitaria dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. A quanto si è appreso è tornata alla Cecchignola anche la donna italiana che due giorni fa era stata portata allo Spallanzani perché affetta da congiuntivite. Anche su di lei il test ha avuto esito negativo.

La coppia di cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, positivi al virus, è tuttora ricoverata in terapia intensiva. Le loro condizioni cliniche sono stazionarie, con parametri emodinamici stabili: sta continuando il trattamento antivirale, la prognosi è tuttora riservata. "Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 53 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi, 38 risultati negativi al test, sono stati dimessi". "Quindici pazienti sono tuttora ricoverati - è spiegato - 3 sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva ed il giovane proveniente dal sito della Cecchignola), 10 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di risultato, 2 sono pazienti che, risultati negativi al test per nuovo coronavirus, rimangono comunque ricoverati per altri motivi clinici", conclude la Direzione sanitaria dello Spallanzani.

Brutto episodio a Roma, dove l'altro ieri un gruppo di ragazzi cinesi, tra cui una giovane incinta, è stato preso di mira da tre ragazzini. "Andate via dall'Italia perché siete infetti dal coronavirus" gli avrebbero urlato mentre attraversavano la strada in piazza dei Consoli in zona Tuscolana. Uno, un quindicenne, li avrebbe minacciati con un coccio di bottiglia. Sul posto è intervenuta la polizia che ha bloccato e portato in commissariato il 15enne mentre gli altri due sono scappati. Nessuno è rimasto ferito. La ragazza incinta è stata invece portata in ospedale a scopo precauzionale per lo spavento e dimessa con tre giorni di prognosi. Al termine delle verifiche il gruppo di cittadini cinesi, raggiunti dagli avvocati del consolato, ha deciso di non sporgere denuncia nei confronti del 15enne. 

La situazione in Cina
Il numero di infezioni confermate nell'epidemia di coronavirus in Cina ha raggiunto quota 42.638 a livello nazionale, con quasi 2.500 nuovi casi segnalati. Lo ha comunicato il governo cinese, che ha portato a 108 i nuovi decessi per il virus, 103 nella sola provincia di Hubei: la più colpita. La triste conta delle vittime a livello nazionale è di 1.016 morti.

La Cina stessa ha iniziato la sperimentazione sui topi di un primo possibile vaccino contro il nuovo coronavirus 2019-nCov. Lo riporta l'agenzia cinese Xinuha citando il portale locale yicai.com che riporta varie fonti del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). "Alcuni campioni del possibile vaccino sono stati iniettati ieri a oltre 100 topi", si legge, ricordando che "i test sugli animali avvengono in una fase molto precoce dello sviluppo di un vaccino e ancora molti passi dovranno essere fatti prima che sia pronto per la somministrazione agli esseri umani". 

red/gp

(Fonte: Ansa)