(immagine: wikipedia.org)

Osservazione della terra:
esportare il modello lucano

Intervenendo a Matera al simposio dell'Associazione europea delle strutture di telerilevamento, l'assessore alle Infrastrutture della Basilicata, Luca Braia, ha rilanciato il "modello lucano"

"Rafforzare ed esportare il modello lucano sull'osservazione della Terra e stringere le collaborazioni tra istituzioni, mondo della ricerca e impresa":questo l'auspicio lanciato a Matera dall'assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Luca Braia, in occasione del trentesimo simposio dell'Associazione europea delle strutture di telerilevamento (European Association of Remote Sensing Laboratories - EARSel).

All'evento, organizzato dal Cnr Imaa e sostenuto dalla Regione Basilicata, partecipano oltre 300 delegati in rappresentanza di 35 nazioni e vengono affrontati i temi inerenti all'osservazione dei fenomeni relativi al cambiamento climatico e allo stato delle missioni spaziali, in essere e di prossima emanazione, nell'ottica del nuovo sistema di finanziamento integrato destinato alle attività di ricerca e innovazione "Horizon 2020".

"Questo importante incontro - ha detto Braia - offre alla città di Matera e alla Basilicata l'opportunità di divetare protagonista mondiale settore dell'osservazione della Terra, scoprendo le potenzialità delle nuove ricerche a tutela del territorio dell'ambiente e del patrimonio archeologico italiano e mondiale".

Secondo Braia, infatti, il protagonismo della Basilicata in questo settore può essere rilanciato grazie alla caratteristiche geo topografiche del territorio lucano e grazie alla presenza di soggetti specializzati come il consorzio pubblico privato TeRN "Tecnologie per le Osservazioni della Terra e i Rischi Naturali" che raggruppa imprese, agenzie di ricerca e università. Si tratta di un consorzio finanziato dal MIUR nel 2005 finalizzato alla realizzazione del distretto tecnologico in Regione Basilicata.

"Tale realtà - ha osservato l'assessore - può diventare modello di sperimentazione di buone pratiche nel settore della tutela del territorio, anche con l'obiettivo di aumentare la capacità reattiva delle città e dei territori e di determinare ricadute economiche ed occupazionali dirette ed indirette. Nelle prossime settimane - ha annunciato Braia - organizzeremo, tramite il Dipartimento Regionale di Protezione Civile, una serie di incontri con gli amministratori locali per stimolare l'adozione del protocollo Onu "1000 città resilienti" finalizzato a ridurre gli effetti degli eventi naturali sulle città e sui territori. Modificare i comportamenti dell'uomo nei confronti dell'ambiente con l'ausilio delle conoscenze e delle tecnologie - ha concluso l'assessore Braia- è la strada giusta per fare della rete lucana sull'osservazione della Terra un modello esportabile in tutto il mondo, un sogno che potrebbe diventare realtà".

red/pc


(fonte: regione Basilicata)