Pericolo valanghe: urge un rapporto sul rischio nazionale

Da Nord a Sud, con le prime nevi e le piogge abbondanti, cresce la possibilità che si verifichino valanghe. A fronte di un pericolo che riguarda tutto il territorio nazionale, e che incrocia i temi del dissesto idrogeologico e della prevenzione ad esso associato, non esiste però un rapporto che fotografi la situazione nazionale

Bisogna distinguere due livelli: la manutenzione delle vie di comunicazione (strade, viadotti, ponti e gallerie) e quella degli impianti turistici (piste da sci, sentieri). Dell'ultima si occupa il Club Alpino Italiano, attraverso la Commissione Valanghe; relativamente al primo aspetto invece l'iniziativa è delegata alle province, che dispongono piani di intervento locali.
Va da sé che esiste uno squilibrio tra Nord e Sud Italia: le zone alpine sono le più efficienti nel monitoraggio del territorio, ma il livello di attenzione va scemando man mano che si procede lungo la dorsale appenninica. I prezzi pagati sono sotto gli occhi di tutti: la recente alluvione in provincia di Messina è solo l'ultimo di una serie di episodi drammatici che potevano essere evitati disponendo di dati certi.

Per Alessandro Sterpini, presidente della Commisione Servizio Valanghe Italiano del CAI, i passi da compiere obbligatoriamente sono almeno tre: analisi del territorio e della sua morfologia; analisi storiche dell'incidenza di valanghe; successiva messa in sicurezza delle aree a rischio. Un ulteriore approfondimento è la comprensione della dinamica delle valanghe, uno studio che permettere una valutazione più realistica dei pericoli: le conseguenze del distaccamento di un troncone di roccia - per esempio - variano anche in base alla composizione chimica della roccia stessa.

Si diceva che le regioni alpine sono le più virtuose. A Passo Gardena, la cui orografia da sempre è associata al rischio valanghe, i controlli puntuali avvengono in elicottero. Nella provincia autonoma di Bolzano il problema è sentito al punto che sull'argomento vengono organizzati frequenti dibattiti pubblici. Altrove non è così e non esistono mappe aggiornate - sull'esempio di quelle sismiche - che "coprano" tutta Italia. Se quindi sulle piste da sci si può stare sicuri (i dati sulle principali mete turistiche vengono aggiornati continuamente), non altrettanto si può dire delle vie di comunicazione, a ben vedere molto più "sensibili" alle valanghe, poiché la costruzione di una strada impatta con violenza sugli ecosistemi. E se c'è una stagione in cui tradurre in pratica le politiche di prevenzione, sicuramente è questa, che coincide con l'inizio dell'inverno vero e proprio.

Gianni Zecca