Rotolon: la frana si muove
ma è "controllata a vista"

La frana del Rotolon è costantemente monitorata da geologi, militari e uomini della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco. Al momento gli abitanti delle contrade sono stati allontanati solo per precauzione

Dopo il grosso distaccamento di 200 mila metri cubi di detriti dello scorso 4 novembre, è di nuovo allarme per la frana del Rotolon a causa delle continue piogge che ieri hanno provocato una consistente fluidificazione di materiale, una colata di fango che sta scivolando a valle. I militari e i volontari che presidiano i check point hanno lanciato l'allerta e invitato quattro famiglie (in località Sudiri e Parlati) a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni. Ma si tratta di allontanamenti precauzionali perché, come ci ha spiegato il Sindaco di Recoaro Terme Francesco Angelo Perlotto "Fino a che non c'è un concreto pericolo per le abitazioni non voglio evacuare nessuno, perché poi è difficile che le persone possano rientrare nelle proprie case".

"Ogni tanto cade una quantità imponente di materiale. Questo succede da sempre"
- ha spiegato il Sindaco al giornaledellaprotezionecivile.it, aggiungendo che "la novità è il distaccamento della parte superiore, anche se per i geologi è improbabile che si verifichi una caduta simultanea di tutto il blocco". Potrebbero quindi verificarsi dei distaccamenti consistenti, anche di 200-300 mila metri cubi di materiale, "ma difficilmente tutti in una volta".

La frana è comunque "controllata a vista", come ha spiegato il primo cittadino anche in una comunicazione alla popolazione pubblicata sul sito del Comune: "A seguito dei colloqui intercorsi con gli esperti della Regione Veneto, il Corpo dei Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale dello Stato, Geologi e Protezione Civile, la zona di frana e l'alveo del torrente sono costantemente monitorati e tutti gli Enti sono a disposizione della popolazione". In particolare, i cittadini delle frazioni di Parlati, Maltaure, Facci, Sudiri e Turcati, quelle maggiormente esposte al rischio frana, "sono stati informati circa le regole da seguire in caso di emergenza".

Intanto la Regione ha autorizzato l'attivazione di un budget operativo di 200 mila euro per affrontare le spese relative ad alcune opere di massima urgenza per interventi sulla frana. "Si tratta di un primo stanziamento emergenziale finalizzato soprattutto al costante monitoraggio del fenomeno" - ha spiegato l'assessore alla Protezione Civile Daniele Stival - "Successivamente verranno realizzati quegli interventi strutturali necessari alla messa in sicurezza del territorio sottostante".

La frana del Rotolon è la più grave in Veneto ed è classificata come la terza più preoccupante in Italia
. "L'unica cosa positiva in questa situazione critica è che finalmente anche questa frana sarà sottoposta ad un monitoraggio serio, come già avviene ad esempio per lo Stromboli" - ha aggiunto Perlotti. Un controllo ulteriore potrebbe essere effettuato se venisse accolta la proposta di far diventare il Rotolon "un'aula universitaria a cielo aperto". Oltre a formare dei professionisti dell'emergenza con esperienza sul campo, "far diventare la frana un laboratorio, studiarla, fornirebbe un monitoraggio in più e potrebbe anche servire a far stare più tranquilla la popolazione delle contrade".



Elisabetta Bosi