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Siccità in Piemonte: fiumi senza portata

In Piemonte i fiumi e i torrenti hanno tra il 35 e il 65% d’acqua in meno rispetto alle medie storiche degli anni precedenti e negli ultimi giorni la portata è calata di un ulteriore 20% per mancanza di piogge

Si aggrava, alla fine di un agosto avaro di precipitazioni, la siccità in Piemonte. Nel bollettino idrologico di Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) figurano corsi d'acqua ormai praticamente senza portata: il Chisola a Vinovo e il Banna a Santena, nel Torinese, l'Agogna a Momo, nel Novarese, il Bormida a Spigno e Cassine, l'Orba a Basaluzzo, nell'Alessandrino.

Analizzando la situazione per macro bacini fluviali, nel Po a monte della confluenza con la Dora Baltea le precipitazioni del mese sono state pari a 20.5 millimetri di pioggia, nella Dora Baltea 41,4; nel bacino Sesia-Agogna-Terdoppio 17,4 mm, nel Tanaro-Scrivia-Curone 5.1 mm; meglio nel bacino del Ticino, con 93,3 mm complessivi. 

In Piemonte secondo Coldiretti i fiumi e i torrenti hanno tra il 35 e il 65% d’acqua in meno rispetto alle medie storiche degli anni precedenti e negli ultimi giorni la portata è calata di un ulteriore 20% per mancanza di piogge. A patirne è soprattutto il comparto cerealicolo e in futuro potrebbe soffrirne anche quello zootecnico in difficoltà per mancanza di foraggi. “Con lo sconvolgimento climatico in atto si passa dal forte maltempo con rovesci disastrosi a carattere di nubifragi e trombe d’aria a periodi di siccità tanto che ora è a rischio il 40% della produzione estiva totale – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. L’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, ma per le carenze infrastrutturali se ne trattiene solo l’11%. Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie, Coldiretti è pronta a mettere in atto un tavolo di lavoro su un progetto concreto nel Recovery Plan per un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici, caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale. Il progetto – proseguono Moncalvo e Rivarossa – potrà prevedere la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti. L’idea è di costruire, senza uso di cemento per ridurre l’impatto l’ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione”.

red/gp

(Fonte: Ansa, Coldiretti)