Sisma Emilia: architettura e cultura in mostra a Cesena

A Cesena dal 6 al 21 marzo sarà esposta una mostra incentrata sull'architettura e la cultura del territorio emiliano, il sisma e l'idea di una ricostruzione fedele alla storia locale

Uno sguardo al prima e al dopo terremoto in Emilia: la storia dei territori, come il sisma li ha cambiati, i danni e la ricostruzione. E' quello a cui punta la mostra "Architetture padane", ideata e allestita dall'Ufficio Mostre del Dipartimento di Architettura dell'Alma Mater a Cesena. L'esposizione, promossa dal Comune di Cesena, sarà inaugurata mercoledì prossimo, 6 marzo, alle 17,30 nella Chiesa dello Spirito Santo, dove resterà esposta a ingresso libero fino al 21 marzo.

Dopo le due forti scosse del 20 e 29 maggio scorsi, la mostra "Interno perduto" del fotografo Giovanni Chiaramonte ha voluto dare una catalogazione dei danni che i territori avevano subito.
La nuova esposizione "Architetture padane" invece vuole da un lato investigare e documentare come sia stata gestita l'emergenza nei mesi seguenti, dall'altro si propone di ripercorrere la storia di questi territori. Una storia che il Dipartimento di Architettura si auspica non scompaia sotto le macerie.

Il nome della mostra, "Architetture padane", non a caso è il titolo che Aldo Rossi - a cui inoltre è intitolato il Dipartimento di Architettura - ha dato ad un libro e ad una mostra presentata nel 1984 a Mantova dove si sottolineava come l'identità del territorio padano si rispecchiasse soprattutto in valori architettonici precisi, che si facevano portavoci di un'antica tradizione rurale e culturale. L'architettura padana, nella sua semplicità estetica, rispondeva al rapporto tra le necessità fisiche dell'uomo e l'ambiente, rappresentava una "commistione tra campagna e città, tra terra e acqua" a detta di Rossi. Un'architettura che la mostra vuole far diventare punto saldo da cui far partire la ricostruzione dell'Emilia, per scongiurare appunto il pericolo che oltre ai muri sia crollata anche la storia di queste terre.

L'esposizione sarà divisa in tre sezioni: "Paesaggio e Storia", "Distruzione" e "Emergenza", ognuna delle quali rappresenterà un percorso tra progetti e fotografie.


Redazione/sm