Sisma in Emilia:
sono 27 le vittime

Salgono a 27 le vittime del terremoto in Emilia Romagna, dopo il decesso avvenuto ieri mattina della donna incinta che il 29 maggio, in seguito allo spavento per il terremoto aveva perso il bimbo ed era finita in coma.  A oggi nelle zone colpite dal sisma solo il 38 per cento degli edifici è stato giudicato agibile

Purtroppo Martina Aldi, la trentottenne di Finale Emilia ricoverata da una decina di giorni all'ospedale di Baggiovara, a Modena è deceduta ieri mattina, dopo aver lottato per giorni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale civile di Modena. Incinta di pochi mesi, dopo la forte scossa di terremoto dello scorso 29 maggio aveva accusato un malore, aveva perso il bambino ed era entrata in coma, senza più uscirne. Salgono così a 27 le vittime della serie di scosse sismiche che stanno scuotendo la Regione ormai da tre settimane e che non sembrano arrestarsi, anche se si stanno riducendo di numero (dalle 180 registrate il 29 maggio, ad una ventina la media delle ultime giornate) ma non di intensità (nella notte tra lunedì e martedì una nuova forte scossa di terremoto di magnitudo 4,3 -profondità 10,8 chilometri -è stata registrata alle ore 3:48 con epicentro vicino a Novi di Modena).

Prosegue di pari passo l'immane lavoro di verifica dell'agibilità degli edifici nelle zone colpite dal sisma: secondo la Protezione Civile che ha effettuato sopralluoghi nelle zone colpite dal terremoto tra Emilia-Romagna e Lombardia circa il 37% delle strutture sono state classificate agibili, il 17% temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, il 6% parzialmente inagibili, il 2% temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, il 33% inagibili e il 5% inagibili per rischio esterno. In Emilia le strutture già controllate sono 6.323: di queste, 2.392 sono state classificate agibili, 1.081 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 356 parzialmente inagibili, 84 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 2.072 inagibili e 338 inagibili per rischio esterno.

Sul versante delle indagini in corso, domani a Bologna si terrà un incontro importante, dato che in procura generale i pm delle due città che indagano sui crolli dei capannoni e le morti dei lavoratori, si incontreranno per un primo vertice, per coordinare gli accertamenti e le perizie sugli edifici crollati, stabilendo linee guida comuni che aiutino a capire chi sono i responsabili. Si era parlato nei giorno scorsi dell'ipotesi di una sola "super-perizia" per le due procure emiliane, la più qualificata possibile per accertare la verità sui cedimenti, per permettere di accelerare i tempi ed evitare di far eseguire due perizie distinte. Ma l'ipotesi non troverebbe tutti d'accordo: secondo altri, infatti, fare due accertamenti distinti permetterebbe di dare il via libera ai dissequestri in tempi più rapidi e consentirebbe alle aziende coinvolte di iniziare a mettere in sicurezza gli immobili ed eventualmente far ripartire l'attività produttiva. Il vertice per il coordinamento degli accertamenti sarà diretto dal procuratore generale di Bologna, Emilio Ledonne. Le due inchieste cercano di stabilire le cause per le quali i capannoni di recente costruzione non abbiano retto e verificare se siano state rispettate le norme antisismiche previste dalla direttiva regionale del 2003, o negligenze o mancanze nella costruzione, progettazione e collaudo degli edifici. Solo a Ferrara, dove sarebbero già stati individuati anche i periti, sono 30 gli indagati accusati a vario titolo di omicidio colposo per gli operai morti nei crolli della prima scossa, quella del 20 maggio: 8 gli indagati per i crolli alla Ursa di Stellata di Bondeno (un operaio morto), 15 per quello della Tecopress di Dosso (una vittima), 7 per le due vittime della Ceramica Sant'Agostino. A Modena l'inchiesta si occupa delle morti avvenute sul luogo di lavoro il 29 maggio, per cui ci potrebbero essere responsabilità di terzi. I proprietari dei capannoni crollati e i titolari delle relative aziende avranno la possibilità di partecipare con un loro consulente di parte alle autopsie, anche se buona parte del filone d'inchiesta modenese per omicidio colposo sia ancora contro ignoti.







Red/JG