Immagine di repertorio (Fonte: Onu, foto di Albert Gonzalez Farran su Flickr)

Sudan, una frana distrugge un villaggio: più di mille morti

Secondo alcune fonti gli abitanti del villaggio sarebbero rimasti tutti uccisi, tranne un unico sopravvissuto

Una spaventosa frana in Sudan ha completamente distrutto il villaggio montano di Tarasin, nella regione occidentale del Darfur. Oltre mille le vittime: secondo il portavoce del Movimento di Liberazione del Sudan, Mohammed Abdun Rahman Al-Nayer, tutti gli abitanti del villaggio sarebbero rimasti uccisi, tranne un unico sopravvissuto, mentre l’ONU ha annunciato di essere al lavoro per rispondere alla catastrofe. 

Secondo quanto riportato da Rainews, nelle fasi di primo soccorso gli abitanti del villaggio stanno utilizzando strumenti rudimentali per scavare tra le macerie per recuperare i corpi, a causa della mancanza di attrezzature adeguate. Per aprire i valichi vicini e attraversare le montagne ci sarebbe bisogno di squadre di soccorso specializzate, le quali comunque dovrebbero attraverso terreni accidentati durante svariate ore di viaggio. A peggiorare la situazione ci sono le difficoltà di comunicazione dovute alla scarsità di rete internet. La regione nel 2018 aveva già subito smottamenti ma con un numero molto più basso di vittime. Secondo Al-Nayer, quella regione era disabitata fino al 2016, e successivamente migliaia di persone si erano rifugiate in quelle zone per sfuggire alle persecuzioni avviate dall’ex presidente Omar al-Bahir.

In Sudan ormai da tre anni si combatte una sanguinosa guerra civile, che ha causato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo, con carestie in Darfur, centinaia di migliaia di profughi in fuga, rischio crescente di epidemie. Il governatore del Darfur, Minni Minnawi, alleato con l'esercito regolare, ha definito la frana una “tragedia umanitaria che trascende i confini della regione”, e ha chiesto l’aiuto delle organizzazioni umanitarie internazionali “con urgenza”, “poiché la tragedia è più di quanto la nostra gente possa sopportare”. Nonostante gli appelli, gran parte del Darfur rimane inaccessibile alle organizzazioni umanitarie internazionali a causa dei combattimenti. 

red/gp

(Fonte: Rainews)