Veneto: bene la neve per
le riserve idriche regionali

Le piogge e la neve che quest'anno stanno cadendo copiose sul Veneto, e non solo, scongiureranno la crisi idrica e la siccità che hanno caratterizzato il 2012

Già da febbraio 2012 si parlava di emergenza siccità in diverse regioni italiane: emergenza che poi si è protratta fino a settembre ed oltre, con le note conseguenze pesantissime su agricoltura, raccolti, erogazione di acqua sia potabile sia per uso irriguo, e per i tanti incendi boschivi alimentati dalla vegetazione secca, dalla calura e dall'assenza di precipitazioni.

Segno opposto nel 2013: dall'inzio dell'anno tanta la pioggia, l'umidità e la neve, anche a quote basse. Le troppe precipitazioni stanno causando molti eventi franosi e allagamenti, dovuti, in realtà, non tanto o non solo, agli elevati livelli di pioggia quanto al dissesto idrogeologico in cui versa la maggior parte del territorio italiano.

E il  Veneto, una delle aree più colpite dalla siccità 2012, quest'anno, almeno da questo punto di vista, tira un sospiro di sollievo: "il protrarsi delle nevicate in montagna - sui legge infatti in una nota regionale - presenta  aspetti positivi non solo dal punto di vista  turistico e ricreativo. Infatti continuano a riempirsi di neve quei grandi contenitori che sono i bacini montani, che durante l'estate restituiranno l'acqua ai fiumi e alle falde idriche della Regione".

"Tuttavia - fa presente l'assessore regionale all'ambiente Maurizio Conte - la neve in montagna non è poi un fenomeno così strano. Al di la del sensazionalismo di TV e giornali e della forzata spettacolarizzazione degli eventi atmosferici, quello che è successo in questo periodo pasquale non ha i caratteri di un evento eccezionale. Il territorio veneto si trova in un'area geografica caratterizzata da una estrema variabilità climatica come ci confermano gli andamenti termici e pluviometrici recenti e passati. Ad esempio la stagione 2000 - 2001 ha visto abbondanti nevicate e la neve, conservatasi in gran parte sulle montagne per l'intera estate, ha arricchito le riserve idriche dei nostri fiumi. Ma a questo ha fatto seguito un'estate, quella del 2003, tra le più calde della storia climatica recente, che ha sprecato gli accumuli gelati precedenti. Tutto questo ci dice che non è possibile fare previsioni certe perché le variazioni del clima seguono cicli temporali lunghi".

"In ogni caso - conclude Conte - stiamo assistendo oggi ad una fase di sensibile modifica del clima le cui cause forse non sono attribuibili solo al famigerato incremento dell'effetto serra. Tra le varie prove del cambiamento, una è fornita dalla riduzione dei ghiacciai alpini che ha subito una forte accelerazione a partire dalla metà degli anni '80 del secolo scorso. La riduzione delle masse gelate verificatasi negli ultimi trent'anni ha cambiato per molti versi il paesaggio d'alta quota. Un fatto, questo, che ci viene confermato dagli studi che la Regione porta avanti da tempo anche su queste porzioni di territorio più estreme e, nel contempo, più delicate e sensibili. Quindi, se per ora la neve continua a scendere, nel contempo si allontana il rischio della siccità estiva. E questo è già di per sé positivo".


red/pc

(fonte: regione Veneto)