Zola Predosa: chiesti chiarimenti dall'opposizione sulla discarica abusiva dei Gessi

Si attende la risposta dell'Assessore

Dopo la scoperta e il relativo sequestro da parte della Guardia Forestale della discarica abusiva in località Gessi, Leganord e Pdl sono sul piede di guerra,  ed hanno presentato due le interpellanze, che verranno discusse in consiglio comunale. Francesco Lari, capogruppo della Lega chiede "Come mai una zona che nel 2006 era stata destinata a diventare verde pubblico sia stata lasciata degradare in quel modo? L'area era stata oggetto di variante urbanistica e la si voleva riqualificare connettendola ed integrandola con il percorso del Parco del Monte Capra. Nel 2008 ci fu l'i n a u g u r a z i o n e del sentiero dei Gessaroli proprio nel luogo dove ora è stata scoperta la discarica, con tanto di banda del paese e d'intervento delle autorità fra cui l'assessore provinciale Emanuele Burgin". A chiedere invece chiarimenti sulle costruzioni che stanno nascendo a lato del sentiero dei Gessaroli, lungo la salita che dalla zona della discarica sale a Monte Capra, è Domenico Nobile del Pdl:" Perché non è stata presa in considerazione l'idea di de localizzare queste costruzioni data la particolare natura del luogo in cui stanno sorgendo?". Si attende la risposta dell'assessore.
La discarica, un deposito di rifiuti (alcuni pericolosi) e macerie a cielo aperto, illegale e pericoloso per dal punto di vista sanitario, era stata rinvenuta nei giornii scorsi dalla Guardia forestale in localita' "Gessi", nel Comune di Zola Predosa, sull'area in cui sorgeva il polo industriale dell'"ex cava Gessi": secondo la Forestale la stessa si è creata, in parte con scarichi abusivi e in parte in seguito a operazioni di demolizioni. Nell'area, di circa 3.000 metri quadrati, c'erano accumulati circa 4.000-5.000 metri cubi di rifiuti, tra cui  anche residui e lastre ondulate in cemento amianto usurate. Inoltre materiali ferrosi, macerie di calcestruzzo, ceramiche e altri rifiuti edilizi, pneumatici, ingranaggi di macchinari industriali, pneumatici e materiali plastici di ogni genere.

Ad aggravare la situazione, nell'alveo del torrente Rio Gessi, affluente del Lavino, sono stati trovati una batteria al piombo esausta e quattro fusti in lamiera, il cui contenuto (olio o altro liquido) potrebbe essere stato rovesciato nel torrente al momento dell'abbandono. La Guardia forestale ha sottoposto a sequestro preventivo la zona, data la grave situazione  di degrado del sito, tale da ipotizzare il "pericolo di creare pregiudizio all'ambiente e alla sanita' pubblica".

La decisione di effettuare il sequestro e' stata presa, spiega la Guardia forestale, per "evitare che il sito continuasse ad essere punto di abbandono e di degrado", ma anche perche' il terreno occupato dai rifiuti si trova "in un contesto urbano e delicato dal punto di vista paesaggistico ed idrico" ed e' "idrogeologicamente instabile".
Alla luce del ritrovamento della discarica, avvenuta nel corso di un monitoraggio sul territorio, la Guardia forestale si è informata presso il comune di Zola Predosa. L'area, in base a  quanto e' stato spiegato, "doveva essere oggetto di ‘rinaturalizzazione' e la potenzialita' edificatoria era gia' stata trasferita in un'altra area urbana". I ritardi "hanno contribuito al degrado dell'area, permettendo che diventasse un ricettacolo per lo smaltimento di rifiuti di ogni genere, dando la connotazione di una discarica a cielo aperto".



 Julia Gelodi