Cile, Calbuco: vulcano simile al Vesuvio

Il vulcano Calbuco, in eruzione da alcuni giorni, è esplosivo come il Vesuvio e potrebbe causare conseguenze simili al disastro del 79 d.C. Fortunatamente l'area circostante è perlopiù disabitata

Il Calbuco è il terzo vulcano più pericoloso del Cile e, spiega il vulcanologo Salvatore Inguaggiato della sezione di Palermo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è esplosivo come il Vesuvio: anche le sue eruzioni sollevano nell'atmosfera una colonna di gas e ceneri capace di superare i 20 chilometri (ossia di tipo pliniano). Se la colonna attuale, al momento inferiore ai 20 km, dovesse collassare, gas e ceneri scivolerebbero lungo i fianchi del vulcano e genererebbero un vento incandescente capace di distruggere tutto ciò che incontra, in uno scenario che potrebbe ricordare quanto è accaduto a Pompei nel 79 d.C., "ma con le dovute differenze - rileva il vulcanologo - perchè nel caso del vulcano cileno l'area circostante è quasi disabitata".

Al momento è impossibile prevedere quanto durerà l'eruzione e neanche se la colonna collasserà o meno, "dipende dalla quantità di magma in gioco e da quanto è ricco di gas", spiega Inguaggiato. Se la spinta dal basso fornita dall'energia del vulcano viene meno c'è il collasso. La colonna potrebbe anche abbassarsi lentamente, con colate di lava lungo i fianchi del vulcano e con esplosioni più ridotte.

La forza di una eruzione, spiega sempre il vulcanologo, è legata al gas "che è il motore delle eruzioni vulcaniche". Solo il costante monitoraggio potrà fornire indicazioni sull'evoluzione: "due ore prima dell'eruzione è stato registrato in zona uno sciame sismico con 140 scosse, se lo sciame prosegue vuol dire che c'è ancora gas che sta salendo".


Redazione/sm

(fonte: Ansa)