(fonte foto: DPC)

Filippine: notizie dalla missione umanitaria italiana

Nelle Filippine, devastate dal tifone Haiyan, lavorano da giorni volontari italiani all'interno del Posto Medico Avanzato (PMA). Moltissimi i pazienti che vengono curati. Il direttore dell'ARES, che gestisce il PMA, invia aggiornamenti e notizie sulla gestione della parte sanitaria della missione umanitaria

Circa 400 pazienti, di cui 150 bambini, sono stati curati solo nei primi tre giorni di attività del Posto Medico Avanzato che la Protezione civile italiana ha inviato nelle Filippine. Il PMA della Regione Marche, gestito dall'associazione ARES (Associazione Regionale di Emergenza Sanitaria e Sociale delle Marche), è diventato operativo il 22 novembre e da allora lavora incessantemente per soccorrere la popolazione così duramente ferita dopo il passaggio del tifone Haiyan.
Il team sanitario ha gestito casi di chirurgia minore e di internistica tra cui, in particolare, ha trattato malattie respiratorie, malattie intestinali e del metabolismo. Sono stati attivati anche interventi di supporto psicologico per i bambini. Il team sanitario dell'ARES è stato anche integrato e potenziato nel suo equipaggiamento per far fronte anche a necessità internistiche, non previste nell'assetto ordinario del PMA.

Il PMA è stato installato nella periferia di Burauen, a 50 km da Tacloban, città più colpita dal violento tifone nella quale si contano al momento almeno 4mila vittime. A Burauen, prima dell'impatto del ciclone, sorgeva un ambulatorio medico, ma dopo la tempesta la città è rimasta senza strutture sanitarie di riferimento. Ecco perchè il PMA italiano è stato installato qui. Le autorità locali hanno riconosciuto l'importanza della presenza del PMA in una zona a ridosso di aree ricche di foreste e con forti dislivelli e strade interrotte che non hanno consentito ai soccorsi di penetrare con facilità.

La situazione nelle Filippine è devastante: la distruzione è totale, manca tutto. Gli aiuti arrivano, per fortuna, e pian piano si soccorre la popolazione. Il cibo e l'acqua scarseggiano e vengono distribuiti dalle missioni umanitarie, le case delle persone sono state quasi tutte rase al suolo, i bagni devono essere costruiti o improvvisati, migliaia di persone sono ancora disperse, molti cadaveri devono ancora essere recuperati e l'allarme epidemie non è ancora stato risolto.

L'assistenza sanitaria portata dalla nostra Protezione Civile è dunque un aiuto importantissimo. Si è sparsa la notizia dell'arrivo del PMA nella remota zona di Burauen e si sono presentati molti feriti che non erano stati visti fino ad ora da nessuno, per far fronte a casi urgenti sono state dunque concordate procedure con l'ospedale da campo australiano installato a Tacloban a cui vengono inviati casi che richiedono interventi chirurgici maggiori o che necessitano di indagine diagnostica radiologica o di laboratorio. Sono stati presi inoltre accordi con le autorità locali per poter garantire un servizio di ambulanza h24 a favore del PMA.

Il direttore dell'ARES Marche, Mario Caroli, è tra i volontari che in questi giorni stanno intervenendo nelle Filippine. Tramite telefono satellitare riesce a comunicare con l'Italia e sta dando aggiornamenti, che poi vengono pubblicati sul sito dell'associazione, circa la situazione che il team si trova ad affrontare.
L'ultima notizia arrivata stamattina riferisce che i logisti del campo sono riusciti a terminare la realizzazione di bagni, fino ad ora assenti.
"Anche la cucina sta prendendo forma - scrive Caroli in un sms -. Per quanto riguarda l'attività Ospedaliera ci sono una media di 150/160 pazienti al giorno, orario 8/17 perchè poi è buio e ad esclusione di emergenze non dovrebbero esserci problemi. Il morale dei ragazzi rimane alto nonostante la stanchezza e i disagi di vita quotidiana. La nostra psicologa ha iniziato un ottima attività di supporto ai bambini del posto che non possono andare a scuola e a breve inizierà il supporto agli adulti". E' stato comunicato anche che nelle Filippine si è in piena stagione delle piogge: piove sempre ed è prevista pioggia fino a fine dicembre. I volontari lavorano tanto e in condizioni difficili, con le casse di materiali in mezzo all'acqua e al fango.

Nei prossimi giorni partirà un nuovo team di circa 30 componenti che darà il cambio e sostituirà il team italiano attualmente operativo nelle zone colpite dal tifone Haiyan. A comunicarlo ufficialmente è il Dipartimento della Protezione Civile.

A tal proposito dal sito dell'ARES si apprende che ci sarà un piccolo gruppo che partirà prima, composto dal responsabile ARES della missione, da un funzionario di Protezione Civile della Regione Marche e da un funzionario del Dipartimento di Protezione Civile di Roma, e seguirà la partenza del grosso del team Ares e dei logisti. Questo perché nel PMA allestito non è possibile ospitare neanche per un giorno di sovrapposizione i componenti del primo e del secondo turno: non c'è lo spazio fisico. Quindi il primo gruppo di 3 persone verrà ospitato stringendosi nelle tende e verranno passate le consegne in vista dell'arrivo del resto del team.
Le date previste per la partenza, non ancora ufficiali, ma molto probabili sono: per il piccolo gruppo di 3 persone il 29/11, per il secondo gruppo composto da tutto il team ARES e dai logisti il 30/11.

Se la Protezione Civile nazionale accetterà sono stati ipotizzati anche un terzo e un quarto turno di chiusura. Un terzo turno composto da 8 sanitari dal 20/12 al 31/12 circa e un quarto turno composto solo da 2 sanitari i primi 4 o 5 giorni del 2014, presumibilmente trattandosi della chiusura e della consegna della struttura ai locali uno dei due sanitari sarà nuovamente Mario Caroli.


Redazione/sm



(fonti: DPC, ARES Marche)