Foto aerea Himalaya

Himalaya a rischio terremoti

Lo studio di un'equipe scientifica di Nanyang ha trovato le tracce di due grandi terremoti passati, che hanno creato una faglia potenzialmente distruttiva.

La tecnologia si evolve, gli studi scientifici possono contare su nuove attrezzature. Nascono così nuove scoperte, impensabili fino a pochi anni fa. E' il caso dell'Himalaya, dove uno studio del Politecnico di Nanyang - prefettura della Cina - ha messo al corrente la comunità scientifica sul rischio di importanti terremoti nell'area.

L'università di Nanyang, a livello internazionale è una delle voci più autorevoli. Fondata nel 1955, nel 1980 si è fusa con l'Università di Singapore, dando vita al Nanyang Technological Institute. I ricercatori osservando le montagne e la crosta terrestre himalayana hanno scoperto che una serie di terremoti di magnitudo superiore a 8 ha colpito in passato la zona centrale dell'Himalaya. In particolare sono due i terremoti di grande intensità avvenuti nella zona, nel 1255 e nel 1934. Questi hanno creato una piccola faglia, innalzando la componente di rischio di nuovi terremoti. In particolare, le nuove analisi ad alta risoluzione hanno rivelato che il terremoto del 1934 ha prodotto una frattura di oltre 1509 chilometri, essenzialmente a sud della zona che ospita il monte Everest. Secondo i ricercatori la spaccatura della crosta, con relativi accumuli di energia, può provocare un sisma di magnitudo 8 o superiore, con una percentuale di rischio fino a due volte per millennio.

La scoperta è interessante e ha implicazioni importanti, perché l'area al di sotto dei ghiacci perenni lungo le montagne himalayane è molto popolata. "Possiamo prevedere con ragionevole certezza il manifestarsi di fenomeni sismici importanti, anche superiori alla magnitudo 8, con una frequenza di almeno 2 episodi ogni millennio. Adesso la sfida è capire quali possono essere i rischi per la popolazione, analizzando gli impatti del terremoto su questo territorio e su questi insediamenti", ha commentato Paul Tapponnier, che ha condotto lo studio.

Walter Milan