Nuova Zelanda
Esplosione in miniera

Ancora non chiare le cause. Si teme per i 36 i dispersi, con cui non si riesce a mettersi in contatto. I soccorsi si preparano ad entrare.

Ancora una miniera in primo piano per un'incidente. In Nuova Zelanda, alle 4.30 italiane si è verificata un'esplosione in una miniera di carbone a Pike River, sulla costa occidentale dell'isola del sud. Non è ancora chiaro cosa sia accaduto nel sito, ma le informazioni diffuse dalla compagnia che gestisce la miniera non sono rassicuranti: "stiamo ancora cercando di capire le cause dell'esplosione". A quanto riferisce il New Zealand Herald sul suo sito web, cinque persone sono riuscite ad uscire dalla miniera e due sono state portate in ospedale con lesioni "moderate". Ma rimangono 27  dispersi: 15 dipendenti, fra cui alcuni dirigenti, e 12 contractor.  Peter Whittall, responsabile della compagnia mineraria locale Pike River, ha spiegato che con i dispersi: "non ci sono ancora contatti". I soccorsi si stanno preparando a entrare nella miniera, situata in una zona estremamente isolata ed è strutturata in tunnel verticali. Secondo quanto riportate, poco prima dell'esplosione si era verificato un blackout e un elettricista aveva rilevato  un guasto. Ora si teme che la mancanza di elettricità possa aver creato un deficit nella ventilazione della miniera. Il sindaco di Grey District, Tony Kokshoorn, ha espresso la sua preoccupazione: "Incrociamo le dita, ma non abbiamo un buon presentimento".

L
a miniera, una delle poche sotteranee della Nuova Zelanda, ha iniziato nel 2009 la produzione di carbone coke, destinato alla siderurgia. Il tunnel d'accesso, lungo 2,4 chilometri, è stato scavato sotto il monte Paraoa: la realizzazione è durata 10 anni. La zona, sulla costa occidentale dell'isola del sud, è la stessa dove si verificò la maggiore catastrofe mineraria della storia del paese: un'esplosione uccise 65 minatori nel 1896, nella miniera Brunner.


Julia Gelodi