(Fonte foto: Vigili del Fuoco)

Frana di Petacciato, "I tempi saranno molto lunghi"

Dopo l’interruzione della A14, Ciciliano avverte che finché la frana non si ferma “non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale”

A partire dalle 9:30 della mattina del 7 aprile si è registrata la riattivazione della frana di Petacciato, in provincia di Campobasso, una frana importante e già conosciuta, dal fronte lungo oltre 4 km, tanto da causare l’interruzione dell’autostrada A14. “La situazione è molto complessa e porterà via qualche settimana se non addirittura qualche mese” ha dichiarato Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile, dopo la riunione del Comitato operativo. Secondo Ciciliano, finché la frana non si ferma “non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale. I tempi saranno molto lunghi”.

La pioggia che ha riattivato la frana
La zona era stata interessata nei giorni precedenti da significativi eventi meteo, con apporti al suolo superiori a 200 mm di pioggia, evidenziando un quadro di marcata persistenza e intensità. A titolo precauzionale è stata disposta l’evacuazione di circa 50 persone nel comune di Petacciato. “La frana - si legge nella nota della Protezione civile - ha interrotto l'autostrada A14, da Montenero di Bisaccia a Termoli in entrambe le direzioni, e la linea ferroviaria "Adriatica", tra Vasto e Termoli. Disagi alla viabilità acuiti dalla recente chiusura di un tratto della Strada Statale 16, a causa del crollo di un viadotto in località Montenero di Bisaccia”. Per supportare le autorità locali e per far fronte alle esigenze della popolazione, un team della protezione civile ha raggiunto la Prefettura di Campobasso.

Nel corso del vertice è stata disposta l’immediata attivazione del volontariato di protezione civile per fornire assistenza ai viaggiatori in autostrada e predisposto un percorso di viabilità alternativa. Ferrovie dello Stato, invece, ha provveduto a deviare i treni passeggeri che avrebbero dovuto percorrere il tratto interessato dall’evento. Nonostante non siano state evidenziate, al momento, criticità relative al Servizio Sanitario Nazionale, il Capo Dipartimento ha richiesto, al fine di prevenire eventuali criticità sanitarie, la riorganizzazione delle reti assistenziali dedicate ai pazienti affetti da patologie tempo-dipendenti e l’individuazione di soluzioni alternative per l’approvvigionamento dei radio farmaci per i servizi ospedalieri di medicina nucleare.

“Serve un cambiamento culturale”
Non mancano le polemiche per la gestione degli interventi. “Nel caso di Petacciato – afferma Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale – il bando per l’affidamento congiunto di progettazione esecutiva e realizzazione dell’intervento è stato pubblicato solo a dicembre 2025, a fronte di eventi che richiederebbero interventi ben più tempestivi”. Secondo Fiore, anche a causa della crisi climatica, “il sistema amministrativo e le procedure di pianificazione risultano dunque spesso incapaci di sostenere la rapidità con cui si manifestano i disastri, lasciando le regioni vulnerabili come la Puglia esposte a lunghi periodi di isolamento e crisi economica. Questo scenario impone un urgente cambio culturale nella gestione del territorio, con una programmazione e una prevenzione più efficaci e rapide, capaci di rispondere alle nuove sfide di un Paese geologicamente fragile e ormai sempre più soggetto a eventi estremi quali frane, mareggiate e alluvioni. Solo così sarà possibile proteggere infrastrutture fondamentali e garantire la continuità dei collegamenti indispensabili per il benessere e lo sviluppo economico regionale e nazionale”.

red/gp

(Fonte: Dpc, Rainews, Ordine dei geologi)