LIFE UrbanProof: verso un adattamento urbano integrato

Prima di iniziare a sviluppare un piano di mitigazione o adattamento ai cambiamenti climatici, è fondamentale fare il punto di ciò che è già stato fatto: il Comune di Reggio Emilia sta lavorando per mettere a sistema tutte le risorse vigenti che già possono considerarsi utili per l'adattamento urbano

Il secondo appuntamento con i partner di Life Urbanproof: Climate proofing urban municipalities - progetto europeo per l'incremento della resilienza ai cambiamenti climatici nei Comuni -, vede oggi il contributo di Filippo Magni, PhD Research fellow Department of Design and Planning in Complex Environments Università IUAV Venezia
Al progetto partecipano il Comune di Reggio Emilia, l'Università IUAV di Venezia insieme a partner ciprioti e greci. UrbanProof ha avuto inizio nel 2016 e durerà sino al 2019.


"Il governo del territorio rappresenta oggi un mezzo importante tanto per agire tanto sulla mitigazione quanto per gestire l'adattamento. In questo senso, una delle prime decisioni rilevanti da prendere, nel momento in cui ci si appresta a predisporre un qualsiasi processo, che porti alla formulazione di piani o strategie per l'adattamento (o un piano integrato di adattamento e mitigazione), è capire come questo si relazioni con il principale strumento locale di governo del territorio, il PRG/PSC (piano regolatore generale/piano strutturale comunale) nel caso del contesto regionale dell'Emilia Romagna. Ignorare gli obiettivi strategici definiti dal piano urbanistico a favore di una gestione esclusivamente a breve termine può portare a cambiamenti che avranno esiti irreversibili. Stabilire quindi una visione comune e condivisa con le strategie di lungo termine previste dal piano urbanistico vigente (e cogente) è un modo per integrare gli obiettivi e principi di adattamento/mitigazione nella visione più ampia della comunità, contribuendo ad impostare obiettivi specifici in una fase successiva.
L'esempio dato da numerose iniziative europee e internazionali, indica che prima di iniziare a sviluppare un piano, tanto rivolto alla mitigazione quanto all'adattamento, risulta fondamentale fare il punto della situazione riguardo piani, politiche e misure esistenti e vigenti all'interno dell'amministrazione locale, stilando una lista delle azioni che sono già in corso, e successivamente di quelle previste che potrebbero contribuire a rendere climate proof il territorio in questione. Questo passaggio contribuisce a determinare se e dove vi siano azioni esistenti che già affrontano il tema del cambiamento climatico, se queste, nel caso non siano specificamente rivolte al clima, necessitino di una leggera revisione e se esistano dei settori, non ancora coperti da specifiche azioni, in cui è possibile prevedere ulteriori interventi.
Il comune di Reggio Emilia con il supporto dell'Università IUAV di Venezia, all'interno del progetto LIFE UrbanProof, che ha come obiettivo principale quello di aumentare la resilienza dei Comuni aderenti, dotandoli di uno strumento che li sostenga nei processi decisionali di pianificazione per l'adattamento, sta lavorando intensamente per mettere a sistema tutte le risorse esistenti (in termini di azioni e misure) che già possono considerarsi utili per l'adattamento

urbano (Fig. 1. Prima fase)



In molti casi, durante questo processo di "analisi dell'esistente" è facile trovare azioni che già considerano gli impatti legati al cambiamento climatico (anche se non vengono etichettate con questa finalità), per cui diviene utile valutare come tale impatto sia destinato a cambiare in futuro e come tale azione possa richiedere revisioni utili a prevedere impatti futuri attualmente imprevisti. Rientrano, per esempio, in questo tipo di azioni quelle di gestione-risposta delle emergenze, di manutenzione delle infrastrutture, di prevenzione e tutela della sanità pubblica, ecc. Per quello che riguarda invece gli strumenti (cogenti e volontari), in molti casi esistono piani e politiche che già trattano al loro interno tematiche legate al clima senza avere uno specifico riferimento nominale, come invece hanno i piani o le politiche di mitigazioneadattamento. Guardare attentamente fra la varietà di piani settoriali che esistono (Piano dei trasporti, Piani del verde pubblico, Piano Energetico Comunale, PAES, ecc.), così come tra gli altri documenti di politica strategica (e.g. PTCP, PAI, ecc.) consentirà quindi una conoscenza di ciò che è in atto (anche se non con specifica volontà) e di come il tema del clima possa essere inserito o integrato in essi. In quest'ottica si diviene necessaria anche la coerenza con le politiche settoriali europee, le strategie e i piani nazionali (o regionali ove esistenti) di adattamento, al fine di garantire la buona riuscita del processo di pianificazione locale, sfruttando le possibili sinergie tra livelli amministrativi ed evitando così potenziali conflitti e sprechi di risorse. Il lavoro che si sta svolgendo in questa fase del progetto, si configura quindi come una ricerca finalizzata a definire un quadro organico di riferimento tra tutte le azioni che insistono all'interno del territorio comunale di Reggio Emilia, evitando cosi, una delle principali criticità che accompagna spesso i processi di adattamento, quella relativa all'integrazione di informazioni, conoscenze e dati raccolti da diverse fonti e/o istituzioni.

a cura di:
Filippo Magni
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PhD Research fellow Department of Design and Planning in Complex Environments - Università IUAV di Venezia