Fonte Twitter Nord Stream 2RU

Falle gasdotti Stream 1 e 2. Armaroli Cnr: " Evento catastrofico per il clima"

“Su una scala temporale di 20 anni il metano è 85 volte più clima-alterante della CO2” spiega il ricercatore del Cnr-Isof

Abbiamo tutti negli occhi le immagini del metano che ribolle in superficie nel mar Baltico. Questo è l'effetto visibile delle falle rilevate nei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 che secondo la Nato è frutto di “atti di sabotaggio deliberati”. Ma quali sono le conseguenze per il clima? Lo abbiamo chiesto a Nicola Armaroli, ricercatore del Cnr Isof. 

Quanto gas viene rilasciato dalle falle dei due gasdotti colpiti?
Il problema fondamentale è che non si sa quanto metano sia uscito, non ci sono numeri ufficiali. Ci sono delle stime: ad esempio che solo lo Stream 2 abbia perso in questi giorni circa 500 tonnellate all'ora di gas, che sarebbero circa 20 mila tonnellate al giorno. Considerato che la più grande perdita di gas accidentale è stata quella del famoso incidente Aliso Canyon in California tra il 2015 e il 2016 per tre quattro mesi in quel caso vennero perse 100mila tonnellate ma nel corso di tre, quattro mesi. Quindi spannometricamente si può dire che più o meno ogni giorno si perde quanto è stato perso dall'Aliso Canyon in tre quattro mesi. Quindi la perdita è consistente. 

Quali sono i pericoli per il clima in seguito alle 4 falle nei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2?
È evidente che un singolo disastro come questo non va ad impattare in maniera diretta e sensibile sulle emissioni climalteranti enormi che noi abbiamo ogni anno, però è un evento catastrofico che bisognerebbe evitare viste le condizioni della nostra atmosfera. Per quanto riguarda l'impatto sulla fauna marina il problema è in zona: se c'è molto metano nella colonna di risalita del gas è chiaro che in quelle zone lì si può creare carenza di ossigeno e quindi la fauna marina potrebbe morire. Il raggio attorno ad ogni tubo ha un diametro di 1 chilometro: potrebbe non essere un danno devastante anche se non trascurabile. Chiaramente il danno maggiore è quello per il clima. 

Che danno apporta al clima la perdita di metano?
Noi abbiamo un problema di emissioni di gas serra, il metano purtroppo ha un effetto serra che è decine di volte maggiore di quello della CO2, quindi se la CO2 è una pistola il metano potenzialmente è un bazooka. Il metano fortunatamente resta meno in atmosfera della CO2 perchè è una molecola più reattiva quindi il suo danno principale lo fa nei primi 20 anni come impatto climatico, mentre la CO2 sta mediamente in atmosfera 100 anni. Quindi su una scala temporale di 20 anni il metano è 85 volte più clima-alterante della CO2, quindi è un discreto killer del clima. Inoltre il metano è un precursore di inquinanti secondari, quindi in presenza di luce solare il metano reagisce con gli elementi dell'atmosfera e genera l'ozono.

Come si fa a sapere quanto metano va in atmosfera?
Per saperlo bisogna misurarlo e lo si può fare da satellite, ce ne sono alcuni che hanno già rilevato varie perdite però sono stati utilizzati per individuare perdite sulla terraferma. Fare le stesse misure in mare non è banale, perchè la riflettività del mare è diversa da quella della terra (Il pianeta Terra riflette la luce in modo diverso rispetto al mare), quindi i satelliti normalmente non sono attrezzati per andare a misurare quello che sta succedendo nei gasdotti in questione. Quindi il modo migliore per fare le misurazioni sarebbe quello di mandare degli aerei attrezzati con telecamere infrarossi per fare le misure in loco in maniera più precisa. Questo dovrebbe essere in carico alle autorità danesi e svedesi. 

Un intervento di chiusura delle falle sarebbe possibile? 
No, non è possibile, per bloccare la fuoriuscita bisognerebbe chiudere i rubinetti a monte il problema è che i rubinetti son già chiusi. Quindi credo che il problema, da quello che si capisce date le poche informazioni in nostro possesso, sia che certamente il Nord Stream 2 non fluiva, cioè era stato impaccato di metano il gasdotto ma non andava in Germania. Quindi qui il rischio è che perché finisca la perdita si debba sfiatare tutto il tubo almeno fino alla terraferma dove si presume ci possa essere una qualche forma di controllo (ad esempio un compressore). Quindi bisogna vedere dove si trova questo punto e i tubi di partenza come si sa sono sulle coste russe quindi a centinaia di chilometri da dove sono avvenute le falle. 

Ci sono pericoli per la salute di chi vive in Svezia sotto la nuvola di metano che si è formata?
I livelli di diluizione in atmosfera sono molto alti quindi dal punto di vista dell'inalazione diretta direi che i rischi sono bassi anche perché le falle si trovano a parecchia distanza dalle prime coste abitate. 

Cosa evidenzia un fenomeno del genere? Come si potrebbe evitare che accada di nuovo?
Al di là del danno ambientale momentaneo che dobbiamo ancora stimare, abbiamo scoperto ancora una volta quanto sia fragile l'infrastruttura su cui noi contiamo. Questo è un problema serio perchè questi incidenti o attentati possono succedere a qualunque tipo di infrastruttura, dalla centrale elettrica a quella nucleare. Quindi avere infrastrutture energetiche che in maniera concentrata utilizzano o trasportano enorme quantità di energia è un rischio per la nostra sicurezza strategica energetica. Questo rischio viene abbattuto con le rinnovabili che sono spalmate su milioni di utenti e quindi il rischio risulta molto più ridotto. Quindi il passaggio alle rinnovabili è un'esigenza anche di sicurezza energetica, non più solo di ambiente e anche di soldi visto quanto costano oggi i combustibili fossili. 

Claudia Balbi