Fonte sito ESA

I Meteosat Third Generation, prevedono eventi estremi e "cacciano" i fulmini

Il 13 dicembre dalla base spaziale di Kourou della Guyana francese partirà il primo dei nuovi satelliti Meteosat Third Generation (MTG), progetto europeo con tanta Italia dentro

Cacciatore di fulmini e capacità di prevedere eventi estremi fino a 3-5 ore prima, sono due delle caratteristiche della terza generazione di satelliti Meteosat pronti a essere lanciati nello spazio. Il prossimo 13 dicembre, infatti, dalla base spaziale di Kourou nella Guyana francese partirà il primo dei nuovi satelliti Meteosat Third Generation (MTG) che, dopo un periodo di allineamento e di test strumentale, sarà in orbita nei nostri cieli e potrà entrare in piena funzionalità già dalla fine della prossima estate. 

Una tecnologia presentata durante una conferenza stampa tenutasi presso il Centro Spaziale di Telespazio al Fucino (L’Aquila), struttura che ha collaborato attivamente allo sviluppo del programma MTG con 40 persone dedicate e 5 anni di impegno, realizzando e gestendo il segmento di terra “Mission Data Acquisition Facility”, curando sia l’acquisizione di dati, sia le operazioni di comando e controllo dei satelliti. I nuovi satelliti saranno in grado di analizzare molto più velocemente i dati e di ridurre il tempo di passaggio sull’Europa da 10 a soli 2,5 minuti con capacità di immagini ad altissima risoluzione per “capire le nubi basse, la velocità dei venti, identificare a una risoluzione di 1 chilometro incendi boschivi” come ha spiegato Paolo Ruti, chief scientist di Eumetsat. Il programma MTG avrà una vita di 20 anni e comprenderà sei satelliti, di cui 4 Imaging (MTG-I), dotati tra l’altro del Lighting Imager per la rilevazione dei fulmini, e 2 Sounding (MTG-S), con ecoscandagli a infrarossi in grado di monitorare la struttura tridimensionale del vapore acqueo atmosferico e della temperatura. I satelliti trasmetteranno i dati al Centro spaziale del Lario (Como), alla Stazione di Leuk in Svizzera tramite collegamenti radio ad alta velocità in banda Ka. Il segmento di terra di Telespazio analizzerà in tempo reale i dati, per eliminare gli effetti negativi della pioggia, e li invierà a Darmstadt, quartier generale Eumetsat che elaborerà l’analisi finale a disposizione di circa 30 Paesi. Strumento strategico del MTG è il Lightning Imager, un vero e proprio cacciatore di fulmini, in grado di individuare anche un singolo fulmine in qualsiasi condizione di luce. Il “fulminometro” come è stato soprannominato, potrà registrare fulmini brevi fino a un minimo di 0,6 millesimi di secondo di durata, monitorando Europa, Nord Africa, Sud America e parti di Asia. Un gran lavoro su questo rilevatore è stato fatto dai tecnici per evitare le interferenze da luce del sole, direttamente sullo strumento o riflesso su terra e mare. L’applicazione di filtri, che oscurano la luce di contorno rilevando solo quella del fulmine, e l’istallazione di schede elettroniche, con algoritmi che selezionano solo le immagini associabili a fulmini, eliminano il disturbo e forniscono chiare letture dell’attività elettrica all’interno di nubi.

Il cacciatore di fulmini è sotto l’attenzione degli esperti del DPC, che ne attendono i primi risultati, poiché esiste una forte correlazione tra attività elettrica e precipitazioni e l’analisi dei dati darebbe la possibilità di individuare tempeste violente nelle prime fasi. I Meteosat di Terza Generazione MTG, come detto, rappresentano un supporto altamente innovativo di previsione in tempi stretti di eventi atmosferici estremi e questo sarà di sicuro indispensabile ai fini delle attività di protezione civile, come ha dichiarato Silvia Puca, del Dpc, al Fatto Quotidiano: “MTG porterà a una maggiore accuratezza delle informazioni attualmente già disponibili e quindi di poter monitorare gli eventi intensi temporaleschi, che tanto affliggono il nostro territorio, molto meglio rispetto ad adesso. Il fatto di avere a disposizione nuovi strumenti, quali il Lightning Imager, ci darà la possibilità di vedere dallo spazio le fulminazioni, che sono delle caratteristiche importanti di questo tipo di nubi.”

Fabio Ferrante