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La pandemia si sarebbe potuta evitare?

Secondo un rapporto commissionato dall'Oms, la lentezza dei governi mondiali ha permesso all'epidemia del nuovo coronavirus di trasformarsi in una pandemia da milioni di morti

La pandemia di Covid-19 si sarebbe potuta prevedere. Milioni di morti in tutto il mondo si sarebbero potuti evitare. A dirlo è un rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ripreso in un articolo del Guardian, che accusa i leader mondiali e chiede a gran voce dei cambiamenti significativi che impediscano il ripetersi di altre catastrofi.

Un intero mese perso: febbraio 2020
Il rapporto, stilato da un gruppo di ricerca presieduto dall'ex prima ministra neozelandese Helen Clark a da Ellen Johnson Sirleaf, già presidente della Liberia, ha trovato “anelli deboli a ogni livello della catena”. Nel rapporto si legge che la preparazione è stata inconsistente e scarsamente finanziata, che il sistema di allerta è stato lento e troppo debole, mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità è stata depotenziata. In conclusione, le disuguaglianze che già esistevano durante la catastrofe si sono esacerbate. “La leadership politica mondiale è stata praticamente assente”, afferma il rapporto. Helen Clark ha descritto senza messi termini il febbraio 2020 come “un mese di occasioni mancate” in cui, quando si sarebbe potuta evitare la pandemia, molti Paesi hanno scelto di “aspettare e guardare”. “Alcuni, finché i letti delle terapie intensive non hanno cominciato a riempirsi, non hanno preso contromisure”, ha detto. “E allora è stato troppo tardi per scongiurare l'impatto pandemico. Da quel momento in poi c'è stata una corsa ad accaparrarsi i dispositivi di protezione e le terapie. In tutto il mondo medici e infermieri i sono stati portati al limite delle loro possibilità e i tassi di infezione, malattia e morte sono saliti e continuano a salire tutt'ora”. Secondo Sirleaf: “la situazione in cui ci troviamo oggi poteva essere evitata”, ma ora l'epidemia del nuovo patogeno Sars CoV-2 “è diventata una pandemia catastrofica che a oggi ha ucciso più di 3,25 milioni di persone, e continua a minacciare le vite e i mezzi di sussistenza in tutto il mondo. La causa va cercata in una miriade di fallimenti, lacune e ritardi nella preparazione e della risposta. Ciò è stato in parte dovuto al mancato apprendimento di quanto era già accaduto in passato”. 

Si sarebbe potuto prevedere
Secondo Sirleaf, dovevano essere applicate misure urgenti, anche sulla scorta di conoscenze consolidate. “Sono disponibili molti studi su crisi sanitarie precedenti che suggeriscono raccomandazioni ragionevoli. Eppure, questi studi sono fermi a raccogliere polvere nei seminterrati Onu o sugli scaffali dei governi. Il nostro rapporto mostra che gran parte dei Paesi erano semplicemente impreparati ad affrontare una pandemia”. Il rapporto è stato commissionato dal direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità su invito degli Stati membri, che all'Assemblea Oms nel maggio dello scorso anno avevano richiesto uno studio imparziale di ciò che era accaduto – oltre a ciò che poteva essere imparato dalla pandemia. Il gruppo di ricerca al termine del proprio rapporto è arrivato a chiedere cambiamenti radicali che portino i capi di Stato a sorvegliare le contromisure pandemiche, assicurando che i fondi e gli strumenti di cui il mondo ha bisogno siano al loro posto. Gli esperti vogliono un'Oms più veloce e meglio equipaggiata. E vogliono che i leader dei Paesi ricchi si impegnino ora a fornire vaccini al resto del mondo, anche per il futuro. Per non ripetere gli errori fatti in passato, soprattutto da un certo livello della catena di comando in poi: il Governo cinese era riuscito a rintracciare e identificare velocemente il nuovo virus non appena era apparso, alla fine del 2019, e aveva avvertito che sarebbe potuto essere pericoloso. 

I primi passi sono stati mossi bene
“Quando guardiano indietro a quel periodo del tardo dicembre del 2019, i medici in Wuhan si mossero velocemente non appena riconobbero cluster di polmoniti che non erano normali”, dice Sirleaf. Proprio da Wuhan fu lanciato un allarme su di un potenziale nuovo virus – un allarme che fu rilanciato velocemente dalle aree circostanti, dagli altri Paesi, dai media e dall'Oms stessa. “Questo”, secondo Sirfleaf, “spiega i benefici e la rapidità delle relazioni open-source”. Eppure, da quel momento, i sistemi che avrebbero dovuto convalidare e rispondere a questo allarme sono stati troppo lenti: “questo sistema d'allarme non opera con sufficiente prontezza quando si trova ad affrontare un patogeno così veloce”. 

Un sistema troppo lento
L'Oms “è stata ostacolata dai regolamenti e dalle procedure della sanità internazionale”, afferma Clark. Questi regolamenti disciplinano i casi in cui l'Oms può dichiarare un'emergenza sanitaria pubblica di portata internazionale e sono stati adottati nel 2007. Vincolano l'Oms alla riservatezza e alla verifica costante, impedendo di fatto ogni azione rapida, proibendo alle nazioni di chiudere i confini se non è necessario. Ma in una situazione di rischio ogni giorno che passa è importante. E, secondo il rapporto, l'emergenza sanitaria sarebbe potuta essere dichiarata il 22 gennaio, invece che, come è accaduto, il 30. Durante il “mese perduto” di febbraio, i Paesi si sarebbero dovuti preparare. Alcuni lo hanno fatto e hanno sofferto meno di quelli che non lo hanno fatto. “I Paesi che avevano l'obiettivo di contenere e bloccare l'epidemia a qualsiasi costo hanno mostrato che è possibile agire così”, spiega il rapporto. Altri Paesi invece, hanno negando la gravità della malattia. “Questo comportamento ha avuto conseguenze gravi”, afferma Clark, “e tutto ciò è stato aggravato dalla mancanza di leadership globale, dalle tensioni geopolitiche e dal nazionalismo che ha indebolito il sistema multilaterale, che avrebbe dovuto tenere il mondo intero al sicuro”.

Come evitare altre catastrofi in futuro
Il rapporto raccomanda la creazione di un “consiglio delle minacce sanitarie globali”, che deve essere guidato dai capi di Stato, e che deve fare attenzione alle minacce pandemiche e assicurare un'azione collettiva. Il rapporto auspica anche la convocazione di una sessione speciale dell'assemblea generale dell'Onu nel corso di quest'anno. L'Oms deve poter avere più potere e più fondi, mentre i suoi direttori regionali e il direttore genereale dovrebbero mantenere la loro posizione per un solo mandato di sette anni. Il gruppo di lavoro si dice “profondamente preoccupato e allarmato” sull'attuale alto tasso di trasmissione del virus e sullee  varianti. Ogni Stato deve applicare le misure necessarie a frenare l'epidemia, mentre i Paesi ricchi con abbastanza vaccini ordinati da ricoprire i loro bisogno devono fornire almeno un milardo di dosi, dal primo settembre, a Covax, l'iniziativa Onu per vaccinare 92 paesi poveri, e altri 2 miliardi di dosi per metà 2022. Gli Stati G7 devono fornire il 60% dei 19 miliardi di dollari necessari per i vaccini, le terapie, i test e il rafforzamento del sistema sanitario, insieme al resto del G20 e ad altre nazioni ricche. L'Oms e l'Organizzazione Mondiale del Commercio devono mettere insieme i pPaesi produttori di vaccino e i produttori per aiutare a far crescere la produzione in tutto il monto. Se niente di tutto questo accadrà, allora dovrà entrare in vigore la rinuncia al brevetto richiesta dai dagli Stati a reddito medio e dagli Stati Uniti.

red/gp

(Fonte: Guardian)