Testuggine di Hermann - Credit: Michel Gunther WWF

Riscaldamento globale, WWF: "Metà delle specie animali e vegetali rischiano di scomparire"

Nella Mappa tra gli hot-spots più colpiti ci sono Amazzonia, le savane boschive di Miombo nell'Africa meridionale, l'Australia sudoccidentale e il Mediterraneo

Senza una riduzione immediata delle emissioni di CO2, entro la fine del secolo, il mondo perderà almeno la metà delle specie animali e vegetali oggi custodite nelle aree più ricche di biodiversità. Alcuni paradisi come l'Amazzonia, le isole Galapagos e il Mediterraneo, potrebbero diventare irriconoscibili. Anche rimanendo entro il limite di 2°C posto dall'Accordo sul clima di Parigi, perderemmo il 25% delle specie che popolano le aree chiave per la biodiversità.

È l'allarme lanciato da WWF in base ai risultati dello studio pubblicato oggi sulla rivista Climatic Change e realizzato dall'associazione insieme a esperti dell'Università dell'East Anglia, della James Cook University. La ricerca ha esaminato l'impatto dei cambiamenti climatici su circa 80mila specie di piante e animali in 35 delle aree tra le più ricche di biodiversità sul pianeta.

Il Mediterraneo è tra le Aree Prioritarie per la biodiversità più esposte ai cambiamenti climatici, in cui basterebbe un cambiamento climatico "moderato" per rendere vulnerabile la biodiversità: anche se l'aumento delle temperature si limitasse a 2 °C, quasi il 30% della maggior parte dei gruppi di specie analizzate di piante ed animali sarebbe a rischio. Continuando con gli attuali andamenti, senza cioè una decisa diminuzione delle emissioni di gas serra, la metà della biodiversità della regione andrà persa. Le specie più a rischio sono le tartarughe marine e i cetacei.


Globicefalo © Teo Lucas Gigante Azul WWF

L'innalzamento delle temperature probabilmente supererà la variabilità naturale del passato, rendendo questa zona del pianeta un hotspot dell'impatto climatico. Dovremo aspettarci periodi di siccità in tutte le stagioni, con potenziali stress da calore per gli ecosistemi e le specie più sensibili, come le testuggini d'acqua dolce, o gli storioni: questi ultimi sono minacciati sia per il cambiamento del regime di salinità, sia per la riduzione dell'areale idoneo, combinazione drammatica per specie già fortemente indebolite dalla pesca illegale.

Donatella Bianchi, presidente di WWF Italia, dichiara: "Metà delle specie non sopravviverebbe al cambiamento climatico. Splendide icone come le tigri dell'Amur o i rinoceronti di Giava, vissuti sulla terra per 40 milioni di anni rischiano di scomparire, così come decine di migliaia di piante e altre piccole creature, fondamentali per la vita sulla terra. Per questo nel prossimo Earth Hour (il 24 marzo alle 20:30) chiediamo a tutti di fare una promessa per il pianeta, a partire da piccoli gesti quotidiani capaci di proteggere il nostro pianeta vivente".


Amur tiger, Russia -® Vladimir Filonov WWF

Tra le richieste del WWF al futuro governo in Italia per scongiurare gli scenari climatici peggiori: approvare subito gli strumenti regolatori e legislativi per attuare concretamente e davvero la chiusura delle centrali a carbone per la produzione elettrica entro il 2025 e definire il Piano Nazionale Clima ed Energia, richiesto dalla UE entro quest'anno, e la Strategia di Decarbonizzazione a lungo termine.

red/mn

(fonte: WWF)