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Cnsas FVG, il report delle attività durante l'epidemia

Ventitre interventi di soccorso durante i due mesi di lockdown. Ripresa delle attività formative e di addestramento del Cnsas nel rispetto delle distanze sociali e della norma sui dpi e nascita di un vademecum per il soccorso in tempi di coronavirus

Durante i due mesi di chiusura imposti dal Governo a causa dell’epidemia di Coronavirus il Corpo del Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venzia Giulia non ha mai interrotto il servizio di soccorso e assistenza sul territorio regionale nel suo ambito di competenza (terreni impervi e ipogei). Come struttura nazionale operativa del Servizio nazionale di Protezione Civile e come riferimento esclusivo del Servizio sanitario per l’attività di soccorso tecnico in ambiente montano, ipogeo, impervio ed ostile infatti il Soccorso Alpino e Speleologico ha garantito, per legge, la continuità nei soccorsi. Ha inoltre, con la stazione di Pordenone, anche svolto attività in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e la Protezione Civile Friuli Venezia Giulia per la distribuzione di mascherine, spesa banco alimentare e supporto a famiglie bisognose.

Non sono mancati gli incidenti e gli interventi di soccorso che, soprattutto per evitare forme estreme di gogna mediatica, non sono stati comunicati ai giornalisti, salvo poche più eclatanti eccezioni. Sono stati 23 gli interventi di soccorso attivati durante i due mesi di lockdown: quattro di ricerca dispersi, due per incidenti stradali, diversi incidenti di sci, in pista e fuoripista (nelle prime settimane di marzo), e soccorsi a escursionisti, parapendisti, mountain bikers, boscaioli per quanto riguarda il terreno impervio, ma anche incidenti avvenuti nell’ambito di terreni di proprietà adiacenti alla propria abitazione in aree montane.

Il Presidente del Soccorso Alpino del Friuli Venezia Giulia, Sergio Buricelli, ha informato le Prefetture con comunicazione ufficiale che, in base all’articolo 2 comma 4 del D.P.C.M. 10 aprile 2020, sta per iniziare anche l’attività formativa dei soccorritori, che devono compiere le numerose e fondamentali esercitazioni addestrative, completamente sospese durante il periodo di chiusura per garantire la sicurezza dei tecnici di soccorso.

La ripresa delle attività formative avrà luogo in questi giorni assicurando agli operatori i dispositivi e le conoscenze necessarie a minimizzare il rischio di contagio da Covid-19 durante gli interventi, garantendo nel contempo anche la sicurezza delle persone soccorse. Le procedure operative standard, fino ad oggi utilizzate, subiranno necessariamente delle modifiche e presenteranno maggiori difficoltà di gestione dal momento che i tecnici di soccorso dovranno operare garantendo il mantenimento della distanza interpersonale e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (Dpi). Queste modifiche riguarderanno ad esempio le modalità di intervento in cui sia necessario il supporto dell’elicottero. In ambiente ipogeo, inoltre, eventuali interventi di soccorso potrebbero esporre ad un considerevole rischio di contagio i tecnici soprattutto a causa dell’elevato numero di soccorritori normalmente coinvolti nelle operazioni e per le caratteristiche stesse delle grotte, che molto spesso possono essere paragonate a spazi “confinati” in cui il mantenimento della distanza interpersonale risulta difficilmente attuabile. Complicanze che si aggiungono ad un’attività già di per sé dispendiosa in termini di tempo ed energie, nonché pericolosa.

Grazie alla disponibilità della Protezione Civile della nostra Regione e del Servizio Regionale Umbria, è arrivata un certa quantità di dispositivi di protezione individuale, distribuiti alle stazioni per far fronte alle prime necessità. Si sta lavorando inoltre per poter garantire continuità nei prossimi mesi al reperimento di mascherine chirurgiche, guanti monouso e gel disinfettanti, da distribuire costantemente a tutti gli operatori del Soccorso Alpino e Speleologico.

All’interno del Corpo del Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia si è formato un gruppo di lavoro tecnico-sanitario alpino-speleologico al fine di monitorare le evidenze scientifiche in tema di diffusione del virus e contenimento del contagio e poterle poi adattare alle peculiari caratteristiche dell’attività di soccorso svolta sia in ambiente alpino che ipogeo. È stato approntato a tal fine un vademecum con indicazioni sugli accorgimenti e le buone pratiche da seguire per garantire la tutela della salute di soccorritori e infortunati: a questi ultimi, in caso di soccorso, verranno fatti indossare mascherina e possibilmente dei guanti protettivi prima di procedere alla stabilizzazione ed eventuale evacuazione. Altre modifiche ed accorgimenti sono stati riportati nell’esecuzione della rianimazione cardio polmonare, ricalcando esattamente gli aggiornamenti proposti nelle linee guida nazionali e internazionali.

Testi e foto: Cnsas FVG

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