Come affrontare l'isolamento? Vademecum Cisom per bambini e adulti

Gli psicologi del Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta hanno stilato un decalogo per aiutare a superare il lungo periodo di isolamento. Anche per aiutare bambini e ragazzi

Definiamo emergenza ogni situazione in cui è necessario ricorrere all’attivazione di risorse personali e/o sociali di soccorso fuori dall’ordinario. Tali occasioni, in quanto eventi stressanti e inaspettati in cui si vivono esperienze destabilizzanti, fanno sperimentare alle persone uno stato di allarme. Questo stato richiede l’attivazione delle necessarie difese psicologiche, o anche manifestazioni comportamentali per affrontare l’evento.

Le modalità di reazione allo stress sono molteplici e possono amplificarsi col trascorrere del tempo ancor più se l’evento permane o si amplifica. Per evitare che le paure vengano tradotte in scelte individuali controproducenti per se stessi e che implichino un aggravio come danno collettivo, può essere utile conoscere alcune informazioni sulle reazioni psicologiche all’emergenza che stiamo vivendo per gestirla al meglio.

Come indicato nel Vademecum del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, la paura è un’emozione potente e utile, che funziona bene se è proporzionata al pericolo. La percezione che abbiamo di un pericolo è influenzata anche dai messaggi che riceviamo dai mezzi di informazione e dai social media. Se la paura diventa eccessiva si trasforma in panico e finisce per danneggiare. Si ha più paura dei fenomeni sconosciuti, rari e nuovi, e la diffusione del Coronavirus ha proprio queste caratteristiche. Di seguito alcune informazioni utili, stilate dagli psicologi del Cisom, che possono aiutarci ad evitare due errori possibili: sopravvalutare o sottovalutare (negare) il problema.

Normali reazioni psicologiche agli eventi stressanti

1. Le prime reazioni possono comprendere ansia, paura intensa, sentimenti d’impotenza, rabbia, disperazione, aggressività oppure negazione/sottovalutazione del pericolo. Nei bambini queste reazioni possono essere manifestate con un comportamento disorganizzato e/o agitato.

2.L’attuale emergenza può far sperimentare sogni spiacevoli, difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno regolare. Nei bambini possono manifestarsi sogni spaventosi, risvegli notturni e in alcuni casi potrebbe anche ricomparire enuresi notturna.

3. Amplificazione delle risposte di allarme ad eventi che generano incertezza, insicurezza e senso di imprevedibilità, come il susseguirsi degli aggiornamenti sul Covid-19. La visione e/o l’ascolto eccessivo di servizi televisivi, radiofonici, o articoli di giornali che parlano di quanto sta accadendo, può generare un sovraccarico di informazioni (information overload) che può generare forme d’ansia che portano alla ricerca continua di informazioni (information anxiety) o riduzione della capacità di attenzione e di prendere decisioni (information fatigue syndrome).

4. Variazioni dell’emotività generale: tendenza all’individualismo (“non mi riguarda”) o al contrario ipercoinvolgimento emotivo; sentimento di mancanza di speranza e/o sentimento di diminuzione delle prospettive di vita futura; maggior predisposizione agli scoppi d’ira o a momenti di collera, impazienza, ipersensibilità; insoddisfazione generale; sensazione di non farcela, paura, perplessità; insicurezza in se stessi, preoccupazione, ansia.

5. Variazioni del modo di ragionare: difficoltà di concentrazione e/o di memoria, irrisolutezza e mancanza di progetti a lungo termine, avversione nei confronti di cose e situazioni nuove, senso di destabilizzazione e/o disorientamento (difficoltà a pensare in maniera chiara, problemi nella presa di decisione, distrazione, preoccupazione costante, perdita del senso dell’umorismo, mancanza di creatività), ricerca di capri espiatori, senso di minaccia sproporzionato rispetto alla realtà.

6. Variazioni comportamentali: difficoltà di comunicazione, tensione interpersonale, liti, riduzione della capacità di lavorare in gruppo, isolamento sociale.

Cosa fare per avere cura di sé?

7. Limitare la tendenza ai pensieri ripetitivi sulle tematiche riguardanti il Covid-19: possono alimentare e/o amplificare sentimenti di mancanza di speranza o la ricerca di soluzione magiche. Attenersi al necessario per essere aggiornati. È importante usare i contenuti delle comunicazioni ufficiali e adottare i comportamenti indicati dal Governo e dai Ministeri competenti.

8. Quando e dove possibile, mantenere le precedenti abitudini, hobby e attività quotidiane nel rispetto delle Direttive in corso. Scrivere, leggere, ascoltare musica e dedicarsi per qualche ora alle proprie passioni, alla cura personale e della casa. Anche cimentarsi in cucina può essere un modo per essere creativi e utili allo stesso tempo.

9. Ricordarsi che l’esercizio fisico in casa (es.: seguendo tutorial TV) può aiutare ad affrontare. Anche le attività spirituali e di rilassamento aiutano ad affrontare lo stress connesso ai cambiamenti. Inoltre un riposo regolare ed un’alimentazione bilanciata e sana favoriscono la capacità psicofisica di affrontare gli eventi stressanti.

10. È importante creare un clima relazionale di solidarietà e comprensione: il Coronavirus è un fenomeno che riguarda allo stesso tempo ciascuno di noi individualmente, la nostra famiglia e tutta la comunità. È il momento della massima attenzione alle conseguenze delle nostre azioni negli altri. Ci dobbiamo proteggere come collettività responsabile. Manteniamo i rapporti sociali con le modalità e mezzi consentiti (telefonate, chat, videochiamate, ecc.): ad esempio può essere questa l’occasione per riprendere contatti che a volte sono interrotti o poco frequenti per mancanza di tempo.

Cosa fare per il benessere psicologico di bambini e ragazzi?

1. INFORMAZIONE Evitare che i bambini stiano davanti alla televisione o altri media (incluso internet) a recepire informazioni e a vedere immagini inerenti il Covid-19 senza la presenza di un adulto: la sovraesposizione a immagini e notizie potrebbe attivare meccanismi di amplificazione della percezione del pericolo. È consigliabile scegliere 1-2 momenti al giorno in cui condividere l’aggiornamento delle notizie.

2. L’ASCOLTO Ascoltare attentamente il minore: prima di fornire informazioni, cercare di capire quale è la sua percezione dell’evento e quali sono gli interrogativi che si pone. Rispondere con spiegazioni semplici, con un linguaggio misurato all’età, lasciando che possano esprimere le proprie emozioni e preoccupazioni. Le paure sono emozioni necessarie per sviluppare comportamenti autoprotettivi per la vita: è importante aiutare il bambino a conoscerle e imparare a utilizzarle per accompagnare il proprio processo di crescita.

3. CONVERSAZIONE TRA ADULTI È importante ricordare che i minori possono ascoltare anche quando sembrano impegnati in altro e percepiscono lo stato d’animo dell’adulto, dalle parole, dai comportamenti, dalla postura del corpo, dal tono e dal volume della voce. È consigliabile in presenza di bambini che la conversazione tra adulti mantenga un atteggiamento rassicurante. I bambini risentono degli stati emotivi degli adulti.

4. RASSICURAZIONI Fornire ai minori supporto affettivo-relazionale. Ascoltare con attenzione le loro domande e rispondere spiegando loro quello che si sta facendo per affrontare e superare il problema. È importante usare i contenuti delle comunicazioni ufficiali e adottare i comportamenti indicati dal Governo e dai Ministeri competenti. È particolarmente importante raccogliere e comunicare solo informazioni che provengono da fonti ufficiali. Altre fonti informative possono distorcere la percezione delle comunicazioni promosse dalle istituzioni pubbliche e indebolire la coesione sociale alla base della resilienza individuale, familiare e comunitaria.

5. ATTENZIONE AI CAMBIAMENTI È importante che i genitori prestino particolare attenzione allo stato emozionale dei minori. Bambini, ragazzi e adolescenti esprimono le loro preoccupazioni connesse ai cambiamenti significativi delle abitudini, sia verbalmente sia attraverso diversi segnali: variazioni nella qualità e quantità del sonno, della nutrizione, della concentrazione, dell’umore. Possono anche essere osservati disturbi fisici passeggeri in assenza di uno stato di malattia. Questi diversi segnali possono essere un modo per manifestare disagio o per esprimere le emozioni (paura, rabbia, dolore) in maniera differente. Può essere utile stimolare il disegno libero o a tema e farsi raccontare semplicemente la loro produzione grafica.

6. ADOLESCENTI Se i bambini più piccoli dipendono dai propri genitori per avere la chiave d’interpretazione di quanto accade, gli adolescenti attingono informazioni con maggior autonomia e da varie fonti. I ragazzi più grandi sembrano avere più strumenti a loro disposizione per gestire il grande flusso di informazioni a cui sono esposti, ma hanno sempre bisogno di essere ascoltati, di affetto, di comprensione e di supporto degli adulti per elaborare al meglio gli eventi nel rispetto delle indicazioni comportamentali del momento. Ricordiamo l’importanza di attingere notizie da fonti ufficiali (Vedi punto 4).

7. DEDICARE TEMPO E ATTENZIONE Bambini e ragazzi hanno bisogno di sentire che gli adulti di riferimento sono vicini, di percepire che sono al sicuro. Parlare, giocare e ascoltare: trovare il tempo per svolgere qualche attività insieme, ad esempio leggere e/o raccontare fiabe, fare qualche gioco da tavolo o vedere un film insieme. Per i bambini e i ragazzi in età scolare è importante seguire le indicazioni che ricevono dalla scuola cercando di costruire un nuovo equilibrio tra gioco e compiti. È quindi importante conservare un ritmo nell’orario di addormentamento e del risveglio. Se siete attrezzati con internet o con smartphone, in questi periodi di particolari limitazioni, può essere utile organizzare qualche appuntamento telefonico e/o in videoconferenza con i coetanei e/o con qualche compagno di scuola.

8. ESSERE UN MODELLO I bambini imparano dai grandi come gestire le emergenze e le emozioni. Occorre essere il più possibile attenti a modulare l’espressione delle proprie emozioni di fronte ai bambini anche in base alle diverse età. Occorre seguire con attenzione le disposizioni delle Istituzioni competenti, riproporre con costanza le norme di igiene da adottare (lavarsi le mani, la distanza tra persone, ecc.) promuovendo la responsabilità individuale. Favorire il più possibile l’adattamento ai nuovi comportamenti richiesti impegnandosi in prima persona. 

9. LA QUOTIDIANITÀ Aiutare i bambini a rimodulare e gestire in modo proficuo la loro attuale quotidianità: è consigliabile trascorrere del tempo all’aria aperta laddove possibile e sempre nel rispetto delle Direttive nazionali in vigore; mantenere al meglio gli orari del pranzo e della cena, giocare, dedicare tempo allo studio, imparare cose nuove stimolando la curiosità e le inclinazioni personali. Tutte queste attività alimentano il senso di sicurezza e il percorso evolutivo di crescita.

10. APPRENDERE GIOCANDO Incoraggiare ad apprendere le attuali Direttive nazionali e le regole per la salute e l’igiene, anche attraverso il gioco. Il gioco ha una funzione molto importante per lo sviluppo dell’individuo ed è necessario per favorire l’apprendimento. Simulare la realtà per gioco aiuta a fantasticare, a sperimentare soluzioni e nuove possibilità di adattamento.

Ricordiamo l'importanza di raccogliere informazioni solo dagli organi ufficiali, quali:

Governo
Ministero della Salute
Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Protezione Civile
Istituto Superiore di Sanità
Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO)
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Ministero Affari esteri e della Cooperazione Internazionale


Testo e foto: Cisom

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