fonte: Psicologi per i Popoli

Marco di Rovereto (TN), la sicurezza al centro del campo scuola degli Psicologi dell'Emergenza

Il campo, che si svolgerà dal 14 al 16 settembre, porrà al centro della formazione 2018 il tema della "sicurezza" coniugandolo alla funzione professionale dello psicologo in emergenza

Dal 14 al 16 settembre a Marco di Rovereto (TN) si terrà il XII Campo Scuola Nazionale degli Psicologi dell'Emergenza dal titolo "Sicurezza e professionalità nel lavoro degli psicologi in emergenza". Il campo porrà al centro della formazione 2018 il tema della "sicurezza" coniugandolo alla funzione professionale dello psicologo in emergenza. In passato l’argomento della "sicurezza" è stato ampiamente affrontato nell’ottica della "sicurezza lavorativa" in ambito di Protezione Civile, nel rispetto, ma anche nella diversa interpretazione applicativa, della normativa del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008.

In questo Campo Scuola si vuole ritornare alla forte valenza psicologica della terminologia della sicurezza, in base non solo dall’etimo antico (“sine-cura”, cioè “senza preoccupazione”) ma anche dagli studi dei maestri di psicologia: sicurezza come “bisogno primario” (Maslow), come “base di una relazione” (Bowlby), come “attaccamento sano” (Ainsworth), come funzione di “holding cioè sostenere-prendersi cura di...” (Winnicott), come caratteristica maturativa “dell’identità” di una persona (Erikson). 

Sono oltre centottanta gli iscritti all'evento, compresi i presidenti territoriali di Psicologi per i Popoli e rappresentanti del Dipartimento di Protezione Civile.

Nei corsi, nei laboratori, nella tavola rotonda e nelle esercitazioni previsti nel ricco programma del XII Campo Scuola si farà riferimento a quelle “competenze” della psicologia cognitiva, sociale, della comunicazione, dell’organizzazione e del lavoro, pure della psicologia clinica, che a partire dall’ambito aeronautico sono state paradossalmente sdoganate da parecchi anni come “non-technicals skills” per approdare, raccomandate dal Ministero della Salute, nel Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di procedure e tecniche quali: consapevolezza della situazione, costruzione di una decisione, leadership, lavoro di squadra, comunicazione, gestione dello stress e dell’affaticamento.

L’accento sugli “human factors”, pur senza negare l’utilità dei “Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)” per la sicurezza dei volontari in emergenza, consolida la professionalità degli psicologi nei riguardi delle persone sopravvissute ai disastri, dei soccorritori e, non ultimo, degli psicologi stessi dell’emergenza.

red/mn

(fonte: Psicologi per i Popoli)