(Immagine di repertorio)

Assistenti civici, Volontariato di Protezione Civile: "Non si improvvisa un volontario"

Per il presidente del Comitato Nazionale per il Volontariato di Protezione Civile un provvedimento come questo è pericolosissimo, perché introduce “il principio che si possa essere volontari senza avere alcuna preparazione per farlo”

Dopo la notizia del bando per i 60.000 assistenti civici, che stando alle prime dichiarazioni avrebbero dovuto “vigilare sul rispetto delle norme per il distanziamento nella fase 2”, e dopo le precisazioni sucessive, che hanno limitato i compiti degli assistenti civici a quelli di “volontariato” e di “pubblica utilità”, arriva la presa di posizione del Comitato Nazionale del Volontariato di Protezione Civile.

Il presidente del Comitato Nazionale, Patrizio Losi, ha dichiarato di essere profondamente preoccupato per “le notizie relative al bando per sessantamila assistenti civici a sostegno dei sindaci nella delicata gestione della fase 2 di questa emergenza. Emergenza che, lo ricordiamo, dal 30 gennaio scorso ha visto impegnati in tutta Italia centinaia di migliaia di volontari di protezione civile”, i quali hanno già prestato circa “un milione di giornate/uomo di servizi per assistere in tutti i Comuni italiani chi ne aveva bisogno”.

Losi sottolinea che “il volontariato di protezione civile ha rappresentato, dal momento dell'istituzione del Servizio nazionale fino a oggi, un fiore all'occhiello per il nostro Paese, unico al mondo ad aver saputo coinvolgere le competenze e le qualità del volontariato in un sistema organizzato e integrato che in ogni occasione ha dimostrato con generosità una straordinaria efficacia di intervento”.

E per il presidente del Comitato un provvedimento come questo “rischia di ledere in maniera irrimediabile tutti coloro che a questo mondo si sono dedicati”, perché introduce “il principio pericoloso che si possa essere volontari senza avere alcuna preparazione per farlo”. Per Patrizio Losi questo punto è fondamentale, dal momento che “i nostri volontari e volontarie che operano ogni giorni al fianco delle Istituzioni, mettendo al servizio del sistema, oltre al proprio tempo, un impegno costante nella formazione e nell'addestramento, nell'elaborazione di metodologie operative sempre più efficaci, nello studio e nella pianificazione”.

“Tutto ciò è possibile grazie all'impegno delle tante organizzazioni di volontariato di protezione civile, che con un quotidiano lavoro nella società si fanno elemento attivo di partecipazione dei cittadini alla vita comunitaria del Paese, mettendo, attraverso l'impegno dei propri volontari e iscritti, i propri saperi e il proprio know-how al servizio del bene comune. Tali principi sono ovviamente messi in discussione da un provvedimento che affida compiti delicatissimi a sessantamila cittadini reclutati in maniera estemporanea”, precisa ancora Losi, “i quali non possono avere l'adeguata preparazione per sostenere i sindaci né nel delicato compito di garantire il distanziamento sociale nei luoghi di assembramento pubblico, prerogativa delle forze dell'ordine a partire dalla polizia locale”. Attività alla quale il volontariato di protezione civile è in grado di contribuire, “ma solo limitatamente alla funzione che gli è propria: di informazione rivolta ai cittadini; una funzione che rischia, al contrario, di esporre persone impreparate e cittadin comuni a situazioni complesse anche dal punto di vista della sicurezza, aspetto che non può mai essere gestito da volontari”.

Inoltre “gli assistenti civici non potranno essere di sostegno ai Comuni nemmeno per assicurare informazioni adeguate sui comportamenti da adottare, specie nei luoghi aperti al pubblico, e prestare assistenza a coloro che, esposti a particolari condizioni di fragilità, ne hanno bisogno. Queste attività sono proprio quelle nelle quali il volontariato di protezione civile e tutto il Terzo Settore in generale, a partire dal volontariato specializzato sanitario e sociale, è stato ed è impegnato quotidianamente”.

“Per queste ragioni”, precisa il Presidente, “leggiamo con sempre maggiore sconcerto le dichiarazioni del Presidente di Anci e Sindaco di Bari Antonio Decaro che ancora più, assimilando gli assistenti civici ai volontari e alle volontarie di protezione civile che si sono dedicati al servizio degli altri, generano una pericolosa confusione e ne offendono l'impegno”.

Un altro punto centrale è che tali assistenti civici dovrebbero essere riconoscibili portando i loghi e le insegne della stessa protezione civile nazionale: a questo proposito “chiediamo un immediato cambio di rotta”, afferma chiaramente Losi.

“Così come auspichiamo che in nessun caso tali risorse vengano affidate al coordinamento della protezione civile a qualunque livello, a maggior ragione nei comuni dove, in particolare nei centri più piccoli, le strutture di coordinamento dell'emergenza funzionano anche grazie al contributo del volontariato di protezione civile: cioè da persone preparate e qualificate per operare in sicurezza, in armonia con tutte le altre componenti del Servizio nazionale della protezione civile”.

“Auspichiamo”, conclude Losi, “che la riconsiderazione di tale provvedimento conduca al riconoscimento del valore insostituibile che il volontariato di protezione civile, e più in generale il Terzo Settore, per la funzione a cui assolve nella vita sociale del Paese”.

red/gp

(Fonte: Comitato Nazionale per il Volontariato di Protezione Civile)