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Caldo e siccità. Le conseguenze sull'agricoltura

La produzione di molti prodotti cala anche del 30%, la vendemmia viene anticipata e i campi di riso sono stati in molti casi abbandonati  

Le immagini dei campi arsi dal sole, dei fiumi in secca e le notizie della mancanza d'acqua per le poche piogge e lo scioglimento anticipato delle nevi rimbalzano sui media ogni giorno ma quali conseguenze hanno effettivamente il caldo e la siccità sui raccolti? Lo abbiamo chiesto a Lorenzo Bazzana, responsabile economico Coldiretti ed agronomo. 

Quali sono gli effetti di caldo e siccità sui raccolti, sono diversi?
“Intanto diciamo che la siccità viene aggravata dalle alte temperature, se fosse stata una siccità con temperature attorno ai trenta gradi ovviamente il problema sarebbe stato molto più contenuto. Invece con temperature così elevate aumenta l'evaporazione delle piante e quindi lo stress idrico diventa ancora più rilevante”. 

Quali conseguenze per le piante?
“La pianta tende a perdere acqua per cercare di riequilibrare la temperatura e questo comporta uno stress forte della stessa così che la pianta chiude gli stomi che la tengono in vita e blocca la sua crescita o può anche morire. Temperature elevate possono danneggiare i frutti e gli ortaggi con scottature con effetti non desiderati sull'evoluzione della crescita del frutto, magari non prende colore, o ha delle lesioni e delle lacerazioni determinate dall'alta temperatura”. 

Si parla di vendemmia in anticipo, ci spiega perché? E che conseguenze avrà?
“Perché le temperature elevate l'hanno anticipata però ci sono grappoli con dimensioni ridotte e questo comporterà un raccolto meno abbondante e poi c'è il problema di quelli che possono essere gli eventi grandinigeni. In questo periodo infatti, con temperature così elevate magari arriva una perturbazione che invece che portare acqua che può aiutare a portare avanti la coltura, con temperature così elevate c'è il rischio di grandine e quindi che venga danneggiata la coltivazione stessa: i grappoli ma anche quella delle olive”.

Il caldo quindi anticipa solo la maturazione della frutta o ha altri effetti?
“Il caldo sta anticipando la maturazione e poi ridimensiona i frutti perché comporta una riduzione delle capacità della pianta di riuscire ad avere una dimensione più elevata. Inoltre può avere delle conseguenze più interessanti: per esempio quest'anno le mele saranno più piccole per il caldo e saranno meno colorite ma saranno anche più dolci perché c'è un maggior contenuto di zuccheri per via delle dimensioni ridotte”

Tutto ciò avrà ripercussioni anche sui prezzi, saranno più care le mele di cui parla? 
“Questo è tutto da vedere: noi abbiamo delle previsioni di raccolto in Italia da un +5% a +1%, quindi c'è un raccolto di mele che dovrebbe essere più abbondante di quello dell'anno scorso poi bisognerà vedere come sarà il mercato, quindi quale sarà la domanda e l'offerta. In generale c'è un aumento dei costi di produzione poi bisognerà vedere se questo aumento sarà pagato ai produttori. Dipende da come viene quotato il prodotto sul mercato”.

Si parla anche di problemi di coltivazione per il riso, ce ne parla?
“Il perché è abbastanza evidente: il riso è una coltivazione che ha bisogno di molta acqua. Noi abbiamo avuto dall'inizio -10mila ettari nelle semine vista la carenza di acqua e quindi forse la riduzione della neve in montagna ha fatto sì che ci fosse una riduzione di quelli che erano gli investimenti nella coltivazione del riso. E poi durante la stagione in molti casi si è dovuto abbandonare la coltivazione stessa perché comunque anche quello che era stato seminato non aveva sufficiente acqua per crescere e quindi gli agricoltori hanno dovuto scegliere quali campi irrigare e quali abbandonare. Ovviamente quelli abbandonati non daranno raccolto. Quindi c'è una previsione di un -30% di produzione del riso. Le zone più colpite sono quelle a cavallo tra Piemonte e Lombardia, poi il Veneto”. 

Ci sono altri casi simili a quello del riso?
“Sì ad esempio quello del frumento che è già stato raccolto ma che ha delle rese ridotte. Quindi quest'anno avendo meno frumento aumenterà quello per importazione. In più abbiamo problemi nella produzione di mais e foraggio che sono propedeutici alla produzione zootecnica. Per cui va in crisi la produzione di latte, carne e uova. Poi ovviamente c'è anche un problema di benessere degli animali che con temperature così elevate soffrono e tendono a mangiare di meno e a produrre meno latte: c'è un'aspettativa di circa -20% della produzione del latte”. 

Altre conseguenze date dalla correlazione caldo-siccità?
“Sull'ortofrutta c'è un'aspettativa di circa -15% di produzione come conseguenza delle temperature molto elevate che hanno in certi casi ridotto le rese. E poi ci sarà da vedere a consuntivo la produzione di un prodotto un po' particolare che è il miele. La stagione è stata buona ma solo nel momento del raccolto si potrà vedere se si tratterà di un prodotto di soddisfazione o, in linea con gli ultimi anni, di delusione per gli apicoltori. Delusione per la quantità raccolta”. 

Quali soluzioni di fronte a questa situazione?
“La soluzione noi l'abbiamo già proposta da anni ed è quella della creazione di invasi per poter trattenere l'acqua ed averla a disposizione quando serve. Sulle temperature e le grandinate c'è poco da fare, è chiaro che possiamo usare strumenti come gli invasi per cercare di arginare questo tipo di problemi. Poi c'è una tutela attiva che possono fare gli agricoltori utilizzando reti antigrandine e le attrezzature per contenere il danno delle gelate”. 

Claudia Balbi