Fonte Cnsas

Coronavirus, come cambiano gli interventi del Soccorso Alpino

L'epidemia da coronavirus ha costretto anche il Cnsas a modificare le procedure per soccorrere i feriti. Tramite una formazione dal vivo e online sono state attivate nuove linee guide per gli interventi

In tempi di pandemia anche il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha modificato le procedure di salvataggio in aree montane attivando una serie di corsi di formazione in presenza e altri online. Abbiamo intervistato il presidente del Cnsas Maurizio Dellantonio per farci spiegare quali sono le novità.

Come è cambiata la vostra attività di soccorso con il coronavirus?
Il soccorso alpino per legge non si è mai fermato con il lockdown, siamo passati da una quarantina di interventi al giorno a farne 3 o 4. In un primo momento ci siamo trovati in difficoltà perché non c'erano neanche i presidi e la formazione adatta. Quindi abbiamo cercato di trovare DPI a seconda della disponibilità e a organizzarci in base a quello che giorno per giorno sentivamo dai media. Abbiamo scritto nuove procedure e cercato di insegnarle dal vivo. Online non si riesce a spiegare come piantare una sonda nella neve con guanti di lattice e mascherina, devo poterlo provare, non posso farlo solo perché l'ho visto in foto. Siamo riusciti a farlo con attenzione rispettando le disposizioni che man mano arrivavano.

È stato chiaro fin da subito come e se si poteva fare formazione?
Su alcuni decreti che si sono succeduti c'erano discordanze: da una parte c'era scritto che le attività formative pubbliche e private venivano interrotte, ma in qualche decreto c'era scritto invece che le attività che garantiscono la buona esecuzione di un servizio di pubblica utilità, quale quello del Soccorso Alpino, potevano, comunicandolo alle prefetture territoriali, essere consentite. Abbiamo seguito questa strada rispettando le regole di distanziamento e indossando le mascherine, siamo così riusciti a provare queste procedure. Puntando anche a stare attenti ai tempi: se ti chiamano e tra vestizione e sanificazione perdi 10 minuti quel tempo è importante per la persona che chiede soccorso. Per farlo abbiamo caricato i DPI sui mezzi, insegnato con tutorial e video per ogni tipologia interventistica, dalla grotta alla forra, alla valanga, dando massima diffusione alle nuove procedure.

Le attività di esercitazione per i tecnici del soccorso alpino e speleologico nazionale sono partire a inizio maggio. Ad oggi esistono delle linee guida stilate dal Cnsas insieme alla Scuola Nazionale Medica e dei video online dedicati al soccorso in tempi di Covid-19 che riguardano l'incidente in montagna (generico), il soccorso con manovre tecniche e l'elisoccorso.




Come è cambiato il modo in cui vi attivate per soccorrere le persone?

Cambia tutto: dalla riunione in stazione, al modo di viaggiare, al modo di avvicinarsi all'infortunato, vanno introdotte innanzitutto le regole di distanziamento. Prima di intervenire ogni soccorritore deve escludere di avere i sintomi del Covid-19 e lo stesso dovrà fare con gli infortunati: in caso di sospetta presenza di infetto il Cnsas dovrà avvisare il 112 o il 118. In caso di certezza o sospetto che l'infortunato sia positivo entra in gioco un kit Covid-19 alpino, uno zaino contenente 4 mascherine (FFP2 o FFP3), 4 tute monouso (consigliate non obbligatorie), 12 paia di guanti monouso, maschere protettive per gli occhi e gel idroalcolico. Solo i 4 soccorritori che si decide entreranno a contatto con il paziente si vestiranno con il contenuto del kit.
Poi sui mezzi grandi come i furgoni possono salire due per sedile, con mascherine indossate già all'interno del mezzo, usando due mascherine da soccorritori una personale e sopra quella chirurgica. Anche all'infortunato bisogna far indossare la mascherina e cambiare la propria da soccorritore indossando la FFP2, cioè una mascherina con il filtro.

Mi fa un esempio di come è cambiato il soccorso in forra?
È sicuramente più complicato perché c'è l'acqua di mezzo. Abbiamo optato per una mascherina speciale. E quindi già dalla partenza i soccorritori non salgono in 10 in una macchina, si raggiunge il luogo distanziati. E poi tutti i DPI e le attrezzature devono essere già sanificate dall'intervento precedente e per ogni cosa che sia tessile o ferrosa ci sono tipi diversi di sanificazione. Il lavaggio con alcol e soluzioni. I mezzi vanno sanificati tutti. Inoltre sopra ai guanti che già utilizzavamo in precedenza sarebbe bene ora mettere anche un altro guanto tessile che protegga il guanto sotto. Ci si deve anche abituare a manovrare le corde e i mezzi con i guanti. E inoltre chi si approccia all'infortunato, sarà colui che da quel momento in poi starà sempre vicino alla testa dell'infortunato, sia nella barella che nelle calate. Questa persona non può scambiarsi con altre per tutto il tempo dell'azione di soccorso. Prima di risalire in macchina ci si cambia avendo cura di smaltire correttamente i DPI monouso e di riporre in un sacco a parte i DPI non monouso e gli indumenti utilizzati per il soccorso che verranno in seguito sanificati.

Claudia Balbi