Fonte Twitter Dpc

Due riflessioni al termine degli Stati generali del volontariato

Abbiamo chiesto a Dario Pasini, Presidente del comitato nazionale volontariato di protezione civile, e a Sisto Russo, direttore dell'Ufficio Volontariato e risorse del Servizio Nazionale del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, quali sono i temi sui quali si è deciso di lavorare in futuro

Al termine degli Stati Generali del Volontariato abbiamo chiesto a Dario Pasini, Presidente del comitato nazionale volontariato di protezione civile, e a Sisto Russo, direttore dell'Ufficio Volontariato e risorse del Servizio Nazionale del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, di commentare che cosa gli è rimasto impresso di questa seconda edizione e quali sono i temi sui quali si è deciso di lavorare in futuro. Per Pasini la parola chiave è "Armonizzazione": “Molto spesso è ritornato il termine armonizzazione, questa parola riguarda tanti aspetti: dalle attività di pianificazione fino all'aumento delle risorse, un tema che è ricorso in tanti tavoli ed è anche l'aspettativa che ha il volontariato” spiega Pasini. Il riferimento è chiaramente all'armonizzazione del volontariato nel sistema di Protezione Civile, un obiettivo che secondo il Presidente del comitato nazionale permetterebbe di “essere più incisivi”. Per Sisto Russo la parola chiave di questa seconda edizione è stata “democrazia”. “Come affermato anche dal Capo del Dipartimento è stato un esercizio di democrazia. I tavoli, nella loro autonomia, hanno ognuno rappresentato lo spirito del volontariato nella maniera più libera e meno condizionata dalla forma. Ieri (domenica 19 giugno ndr.) abbiamo fatto una verifica su come ogni tavolo aveva deciso di presentare le proprie attività ed è emerso che qualcuno ha deciso di avere dei relatori, qualcuno dei portavoce, altri dei presidenti: ogni tavolo insomma aveva esercitato nella forma più democratica il proprio incarico” ha affermato il direttore dell'Ufficio Volontariato e risorse del Servizio Nazionale del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Nel commentare i tavoli, che in totale erano otto, Pasini ha commentato quello  della sicurezza dei volontari, delle risorse economiche, della comunicazione e dei valori del volontariato. Russo ha approfondito gli aspetti legati alla rappresentanza del volontariato nelle attività di pianificazione, dell'attività in ambito internazionale e una riflessione sul futuro.

Sicurezza volontari 
A proposito del tavolo dedicato alla Sicurezza dei Volontari Pasini ha spiegato: “In primo luogo si è parlato del decreto 81 e del fatto che questa norma non viene impiegata, per quanto riguarda il volontario, in maniera armonica in tutta Italia”. Il decreto 81 regola la sicurezza sui luoghi di lavoro e in un passaggio si parla anche del volontariato, per la protezione civile vi è un rinvio ad un decreto del Capo del Dipartimento del 2013 per cui vengono applicate modalità diverse per gestire il controllo sanitario, quindi questa regolamentazione non è stata applicata in modo omogeneo su tutto il territorio. “Oggi la norma assegna al legale rappresentante, quindi al presidente dell'associazione, la responsabilità, noi non essendo lavoratori, vorremmo capire se ci sono delle forme per cui questa responsabilità possa essere gestita in modo diverso” spiega Pasini. Per quanto riguarda i certificati medici per i volontari, altro tema emerso al tavolo sulla Sicurezza dei volontari, Pasini racconta che è emersa una proposta: “Pensiamo che possa essere il medico di famiglia a rilasciare il certificato di anamnesi che attesti la salute del volontario”. Ad oggi invece il certificato non è richiesto ai volontari, “Si potrebbe far fare da un medico del lavoro, con le problematiche legate al fatto che i volontari non hanno un cantiere fisso e quindi prevedere i pericoli della mansione diventa difficoltoso”. 

Fare rete per intercettare risorse
Per quanto riguarda il tavolo delle risorse economiche invece si è parlato del “fatto che il volontariato si muove in maniera diversa alla ricerca di fondi europei e delle varie campagne per ottenere dei fondi, quindi il tema forte dei lavori, l'obiettivo del volontariato per il futuro, è quello di fare rete, anche con realtà diverse da quelle del volontariato, per poter intercettare le risorse economiche anche in ambito europeo”. Al momento infatti solo le grandi associazioni strutturate riescono a partecipare ai bandi, ma il mondo dei volontari in Italia è molto frammentato e popolato da realtà medio-piccole che in questo frangente faticano di più. L'idea quindi è quella di “creare delle reti, con un associazione capogruppo che si dedica alla parte amministrativa e gli altri che si dedicano ad altre attività”. 

Comunicazione
Al tavolo della Comunicazione è emerso che “Quello del comunicare è un tema fondamentale. Comunicare sia in tempo di pace che in emergenza in una modalità corretta tra noi stessi e verso i cittadini è uno dei temi centrali, si sta cercando di dare alla comunicazione un ruolo importante. Un tema che ha toccato anche in altri tavoli perché comunicare bene porta ad intercettare risorse ad esempio” afferma Pasini. “Molte strutture – prosegue il presidente del comitato nazionale del volontariato di protezione civile – hanno già dei team dedicati alla comunicazione, la tematica riguarda le associazioni medio-piccole che mediamente hanno meno risorse disponibili per fare questo tipo di attività. Però se anche in questo caso si riuscissero a creare delle reti, lo scambio di risorse umane o la messa a disposizione di personale per queste attività potrebbe essere strategico”. Il tema del far rete torna così all'ordine del giorno nel dibattito sul volontariato, non a caso il titolo della seconda edizione degli Stati Generali del Volontariato era “Il futuro è insieme”. 

Valori 
Dal tavolo dedicato ai valori del volontariato “é emerso che quello che abbiamo detto dieci anni fa è attuale ancora oggi, ovvero che ci riconosciamo nei principi di solidarietà, partecipazione, lealtà, onestà, responsabilità. In particolare il covid ha modificato l'aspettativa verso il volontariato di protezione civile da parte di tutti quanti, questo quindi ci pone di fronte ad una grande responsabilità. Sicuramente oggi siamo più consapevoli di cosa siamo e cosa possiamo fare insieme”. Il giorno dopo gli Stati Generali del Volontariato i partecipanti si sono salutati con un impegno: “Ci siamo detti che da oggi è l'inizio di un nuovo corso del volontariato e quindi che ci rimbocchiamo le maniche tutti insieme e continuiamo a dare il meglio”. 

Anche Sisto Russo, direttore dell'Ufficio Volontariato e risorse del Servizio Nazionale del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile ci ha offerto la sua visione sui temi al centro degli Stati Generali del Volontariato. 

Rappresentanza volontariato
Uno dei temi di un tavolo era quello della rappresentanza del volontariato nella pianificazione, come spiega Russo: “Un tavolo era dedicato all'attuazione dell'articolo 38 del codice di protezione civile del decreto legislativo 1 del 2018 che prevede la possibilità per i volontari di partecipare insieme alle attività competenti alle attività di pianificazione. È stato un tema nuovo perché è una modalità che vede coinvolte a livello diverso tutte le autorità istituzionali che si rivolgono ad enti ed associazioni che hanno invece un compito di supporto e non sono istituzionali. Il tema era come possono queste realtà associative, che conoscono il territorio, entrare in quelli che sono i compiti istituzionali di enti istituzionali come Comuni, Regioni o enti che devono fare una pianificazione di protezione civile”. Il tavolo ha incominciato a delineare che c'è bisogno di lavorare “sugli strumenti per far sì che, ferme restando le competenze istituzionali, si trovino quei momenti di integrazione operativa con le varie associazioni a livello locale e territoriale. Integrando maggiormente la loro attività nella definizione della pianificazione, integrando maggiormente la loro attività nel supporto agli enti territoriali che devono fare questa pianificazione e con lo sviluppo di tutte quelle attività di formazione e informazione alla popolazione che portano sempre una maggiore conoscenza rispetto alle tematiche del rischio sui territori”. 

Volontari in ambito internazionale
Un tavolo di confronto importante è poi stato quello dedicato all'impiego di volontari in ambito internazionale. “Per quanto riguarda la parte internazionale il gruppo di lavoro ha richiesto una maggiore integrazione con il Dipartimento Nazionale, che come sappiamo è il punto di riferimento per tutti gli interventi all'estero, la possibilità di interagire maggiormente per definire quali sono le modalità di intervento all'estero che non possono prescindere dal coinvolgimento dello Stato, sia attraverso il meccanismo di protezione civile, sia attraverso gli accordi bilaterali che ci sono tra il nostro e gli altri Paesi. Il fatto è che comunque il tutto si deve svolgere nell'ambito di un coordinamento che preveda la maggiore specializzazione e formazione e anche dei requisiti minimi per le attività che devono essere svolte all'estero. "Il tavolo ha tratto una conclusione importante e cioè di dire che ci prepariamo per essere utili in Italia e anche in altre occasioni all'estero e questa operatività si è vista anche durante l'emergenza in Ucraina, quando i nostri team hanno fatto attività di collegamento nei Paesi limitrofi, in Polonia e in Slovacchia, per veicolare l'accoglienza nel nostro territorio”.

Il futuro
“Sul futuro del volontariato sicuramente è emersa una grande voglia di essere operativi e ancora di più specializzati e pronti a rispondere a quelle che sono le nuove sfide del futuro. Il claim di questi Stati Generali: “Il futuro è insieme” ha fatto emergere questa esigenza di una visione in cui l'unità delle diverse voci e delle diverse anime del volontariato venga portata a sistema per rispondere alle nuove sfide, in particolare con una maggiore specializzazione che il comitato nazionale del volontariato di protezione civile deve darci attraverso questi gruppi di lavoro”. Tutto ciò fa intravvedere, secondo Russo, “Una nuova frontiera del Comitato nazionale del volontariato di protezione civile, che dopo tre anni è pronto per fare un passo in avanti ed essere ancora più pronto ad essere quella struttura che il servizio nazionale della protezione civile richiede che sia”. 

Claudia Balbi