Nella foto Vallo di Nera (PG)

Emergenza coronavirus, la voce dei sindaci di montagna

Solidarietà e resilienza sono le due specificità che le terre alte stanno mettendo in campo per affrontare la crisi sanitaria, ma le difficoltà non mancano

Come stanno affrontando l’emergenza sanitaria causata dall’epidemia di coronavirus i Comuni di montagna? Quali sono le difficoltà e quali i punti di forza? Il nostro giornale ha intervistato alcuni sindaci che vivono nelle terre alte, da nord a sud. Tutti i primi cittadini hanno sottolineato come il senso di comunità, così radicato nei territori di montagna, stia emergendo in tutta la sua importanza nella gestione della crisi e delle problematiche quotidiane. Allo stesso tempo, però, alcune difficoltà non possono essere superate senza l’intervento dello Stato, affermano i sindaci, ad esempio per quanto riguarda l’annoso problema del digital divide delle aree interne.

Comunità resilienti
“Nella mia carriera mai avrei immaginato di affrontare una situazione simile, spiega Tiziano Maffezzini, sindaco di Chiuro (SO), presidente Uncem Lombardia e presidente CM Valtellina -. Siamo abituati a ben altre emergenze. Quelle idrogeologiche, legate al clima e all'ambiente. Ho visto intervenire la protezione civile per le alluvioni, per le strade interrotte o per abitazioni isolate, ma non ho mai visto grandi catastrofi. Però non ci siamo fatti trovare impreparati, perché conosciamo le nostre comunità”. La specificità dei territori montani, infatti, è proprio quella di conoscersi tutti, una marcia in più quando bisogna rispondere ai bisogni di ciascuno. “Nei Paesi si crea un senso di comunità che aiuta molto nell’emergenza”, afferma Antonio Marino, sindaco di Acquara (SA). “Chi fa il sindaco in montagna - spiega, poi, Agnese Benedetti, sindaca di Vallo di Nera (PG) - è abituato a gestire emergenze: sento molto la preoccupazione per le persone, ci conosciamo tutti. Mi concentro sulla cura continua della mia comunità e sull'organizzazione. In questo momento rispondono tutti positivamente ad appelli e regole, nessuno va richiamato, stanno a casa e tutti si comportano molto bene”. La crisi sanitaria sembra che stia unendo ancora di più chi vive nelle terre alte, come spiega la sindaca di Fosdinovo (MS) Camilla Bianchi: “Devo dire che quello che emergerà dal post emergenza è un nuovo senso di comunità. Infatti, abbiamo visto che il vicinato sta aiutando le persone più anziane in modo molto più mirato e attento dell’amministrazione comunale che per forza di cose non riesce ad arrivare dappertutto”. 

Volontari di montagna
Ovviamente, oltre all’impegno dei singoli cittadini, anche nei territori di montagna sono operativi, sin dall’inizio dell’emergenza, i volontari della protezione civile, impegnati nella consegna di farmaci a domicilio, di beni essenziali e di prima necessità o nella distribuzione delle mascherine. “Bisogna puntare di più su questo servizio: di vitale importanza per i piccoli comuni”, dice la sindaca di Fosdinovo che spiega: “Ci sono volontari attivi nel centro operativo comunale. I volontari dell’antincendi boschivi si sono convertiti ai servizi sociali (consegna beni di prima necessità). Infine, ci sono i volontari di pubblica assistenza (Croce rossa e altri) che nonostante i tagli sono ancora operativi sul territorio”. Maffezzini sottolinea che a Chiuro “ad oggi, visto che i nostri numeri non sono allarmanti, i volontari suppliscono ai bisogni. Trasportano e consegnano la spesa e si prestano per piccoli servizi di assistenza alla popolazione. Non tutti hanno i parenti vicini e non tutti i negozi riescono a rispondere alle tante richieste”. 

Connessione debole
Eppure, nonostante il grande impegno della comunità nel sostenersi a vicenda, ci sono problemi strutturali che non possono essere superati con la solidarietà. In particolare, quasi tutti i sindaci lamentano la difficoltà di accesso ai servizi online a causa dell’assenza di infrastrutture digitali adeguate. La sindaca di Vallo di Nera afferma: “Il nostro problema principale è la connessione web, non abbiamo ancora la banda larga. Attualmente questo ha conseguenze importanti sulla didattica on line e sui servizi on line. Si tratta di un problema che va risolto quanto prima, anche in ottica post emergenza. Dotare le montagne di questi servizi potrebbe aprire scenari nuovi, anche in un’ottica di ripopolamento di questi territori. La gente sarebbe più invogliata a ritornare con una connessione che consentisse loro di lavorare. Sarebbe bello trasformare questo periodo da emergenza a opportunità per migliorare il futuro”. Le fanno eco le parole di Silvia Rovere, sindaca di Ostana (CN): "Le terre alte si sono rese conto del gap che esiste con le cittadine di valle in merito alla scarsa connessione internet: i miei dipendenti in Comune non possono fare smart working, i miei figli faticano a fare didattica a distanza. Questo problema è noto da tempo e spero che questa emergenza sia l'occasione buona per fare una riflessione generale sui servizi internet e il vuoto che c'è tra noi e a chi è garantito il servizio”. Alberto Colombatto, sindaco di Vallo Torinese (TO), aggiunge: “Sulla carta il Comune è inserito tra quelli dove si stanno svolgendo i lavori per la banda larga, ma in realtà non è così. Qui non si è mai visto nessuno”.

I sindaci chiedono unanimemente che sia prestata particolare attenzione ai territori di montagna nella fase post emergenza, soprattutto per quanto riguarda la crisi economica che potrebbe scaturire a causa degli effetti delle misure restrittive sul turismo. “Le aree di montagna sono fragili, hanno bisogni legati a queste realtà che non sono gli stessi di una città come Torino o un paese di pianura. Si devono considerare dei provvedimenti che tengano conto di queste specificità e fragilità”, spiega la sindaca di Ostana (CN). Nonostante ciò nessuno mette in dubbio la resilienza di chi abita nelle terre alte, e come dice Camilla Bianchi “la montagna ce la farà. Siamo comunità solidali, agricole e sono proprio queste comunità a resistere con più forza alle situazioni di emergenza”.

red/mn

Interviste a cura di Laura Polverari, Lorenzo Arduini, Gianluca Testa, Valerio Castrignano, Marco Tonelli