fonte: Dipartimento della Protezione Civile

Esercitazione Campi Flegrei, D'Angelo (DPC): "Obiettivo: cittadini informati sui piani di protezione civile"

Il Dipartimento della Protezione Civile ha intenzione di "mettere a frutto le migliori tecnologie di cui oggi disponiamo, coinvolgendo amministrazioni, mezzi di informazione e scuole del territorio" per diffondere le informazioni contenute nei piani e allertare la popolazione in caso di emergenza

Sensibilizzare la cittadinanza sul tema del rischio vulcanico e testare la pianificazione d'emergenza per l'aerea dei Campi Flegrei. Questi i due obiettivi principali dell'esercitazione EXE Flegrei 2019 che da oggi fino a domenica 20 ottobre terrà impegnato il sistema della protezione civile nazionale nei Comuni della zona rossa dei Campi Flegrei (Napoli, Pozzuoli, Quarto, Bacoli, Monte di Procida, Marano di Napoli e Giugliano in Campania). Lo scenario esercitativo simula una variazione dei parametri di monitoraggio e il verificarsi di fenomeni tali da determinare un passaggio dallo stato attuale di allerta gialla del vulcano, ad una situazione di allerta arancione, fino ad arrivare ad uno stato di eruzione imminente, ovvero di livello di allerta rosso. I passaggi ai diversi livelli di allerta si presenteranno in maniera sequenziale e saranno caratterizzati da durate variabili.

"Vogliamo che i cittadini sappiano che c’è un piano, sappiano quali siano le procedure all'interno del piano e sappiano quali siano le norme di comportamento che devono adottare", spiega al nostro giornale l'Ing. Luigi D'Angelo, direttore operativo per il coordinamento dell'emergenze del Dipartimento della Protezione Civile e specifica: "Chiaramente, l’esercitazione è stata programmata perché è un'area a rischio, non perché il vulcano ci stia dando dei segnali che facciano pensare alla necessità di un innalzamento del livello di allerta".

L'esercitazione, spiega D'Angelo, servirà anche per mettere in evidenza come le istituzioni scientifiche, a partire dall'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv, e le informazioni che dalla scienza derivano contribuiscano a supportare le decisioni delle autorità di protezione civile.

La simulazione prevede il coinvolgimento dei Comuni della zona rossa dei Campi Flegrei, della Prefettura – UTG di Napoli e dei Centri di Competenza del Dipartimento della protezione civile (Osservatorio Vesuviano dell’INGV, Centro studi Plinivs e CNR-IREA). Nella zona rossa vivono circa 500mila persone. Nell'esercitazione sono coinvolte 4mila persone, di cui 625 saranno evacuate sabato 19 ottobre con mezzi della Regione Campania e accompagnate presso le aree di incontro, fuori dalla zona rossa e sicure. Le persone, poi, in caso di reale emergenza, da qui dovrebbero partire per raggiungere le regioni gemellate. I Comuni coinvolti in test allontanamento assistito sono Bacoli (100 persone), Monte di Procida (165 persone), Pozzuoli (360 persone). Il test di evacuazione durerà circa 3 ore. Nella stessa giornata, inoltre, nelle piazze dei Comuni della zona rossa saranno presenti i banchetti di "Io Non Rischio". In questi mesi la popolazione dei Comuni della zona rossa è stata coinvolta, come spiega D'Angelo, "attraverso incontri organizzati nei sette Comuni che si sono dimostrati molto proattivi, coinvolgendo anche le scuole, i comitati di quartiere, le parrocchie e le associazioni del territorio".

Aumentare la consapevolezza del rischio vulcanico e divulgare le misure di autoprotezione tra la popolazione, sottolinea D'Angelo, è uno degli obiettivi fondamentali dell'esercitazione e della strategia per i Campi Flegrei. Per fare ciò il Dipartimento ha intenzione di fare altre esercitazioni nell'area e "mettere a frutto le migliori tecnologie di cui oggi disponiamo, coinvolgendo amministrazioni, mezzi di informazione e scuole del territorio" per far conoscere i piani di protezione civile. "Nei siti dei Comuni della zona rossa sono disponibili indicazioni importanti, ad esempio il Comune di Monte di Procida nella sezione dedicata al piano protezione civile dà la possibilità ai cittadini di sapere qual è l’area di attesa indicata in base alla via in cui abitano". Tra le novità in arrivo, D'Angelo, cita poi IT-Alert, il nuovo sistema di allertamento in via di sviluppo da parte del DPC che sarà in grado di inviare, attraverso un'app, messaggi a tutti gli smartphone presenti in un territorio.

Ecco, in breve, come si svolgeranno le 5 giornate di esercitazione:

  • 16 ottobre: attività di monitoraggio e valutazione da parte dei centri di competenza del Dipartimento; simulazione della variazione dei parametri del vulcano;
  • 17 ottobre: riunione straordinaria CGR-SRV (Commissione Grandi Rischi Settore Rischio Vulcanico) e attivazione del SNPC (Sistema Nazionale di Protezione Civile); passaggio al livello di allerta arancione, fase operativa di preallarme e delibera stato di emergenza. Convocazione comitato operativo della protezione civile, attivazione CCS (Centro di Coordinamento dei Soccorsi) e COC (Centro Operativo Comunale), attivazione Di.Coma.C. (Direzione di Comando e Controllo);
  • 18 ottobre: test delle pianificazioni di settore, allestimento aree di attesa, variazione dei parametri di monitoraggio e, da valutazioni della CGR-SRV, passaggio a livello di allerta rosso – fase operativa di allarme;
  • 19 ottobre: test dell’allontanamento assistito nei comuni di Napoli, Pozzuoli, Monte di Procida, Bacoli, Quarto e Marano di Napoli. Campagna Io non rischio – rischio vulcanico nei Comuni della zona rossa.
  • 20 ottobre: debriefing.


Martina Nasso