Giornata Internazionale del Volontariato: Mattarella ringrazia i volontari e il DPC mostra il loro impegno

Il Dipartimento della Protezione Civile lancia l'hashtag #lemanideivolontari per ringraziare tutti i volontari d'Italia e invitarli a mostrare le mani con cui ogni giorno lavoriamo per la comunità. Il presidente Mattarella: "Il volontariato? Un antidoto alle chiusure"

Si celebra oggi 5 dicembre 2018 la 33^ Giornata Internazionale del Volontariato, istituita dall’ONU con una ricorrenza che ogni anno riconosce il lavoro, la capacità e il tempo che ogni anno i volontari di tutto il mondo mettono a disposizione.

La rete di impegni e rapporti cementifica le comunità e i Paesi interi. Perché “un Paese dove si spezzano i fili che uniscono le persone minando la coesione sociale è un Paese impaurito e fragile. Il volontariato è, al contrario, un antidoto alle chiusure e agli egoismi che possono generarsi di fronte a momenti di difficoltà personale o collettive”, ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto proprio per questa celebrazione, sottolineando l'importanza per l’Italia delle Associazioni di Volontariato.

Se il rapporto tra l’Italia e le Associazioni di Volontariato è strettissimo, con 336mila associazioni registrate e oltre 5,5 milioni di volontari (secondo gli ultimi dati Istat), in tutto il globo oggi si celebra l'importanza della solidarietà e dell'impegno. Il tema centrale della Giornata 2018 è quello della resilienza, caratteristica fondamentale di ogni volontario, ovvero la capacità di reagire sotto sforzo, nelle situazioni difficili.

Perché le comunità resilienti sono realtà collettive che “sanno orientare, in ragione dei legami sociali tra le persone che le compongono, in modo positivo, sfide e cambiamenti”, ha ricordato il presidente Mattarella, sottolineando il compito che ogni singolo volontario svolge per la propria comunità, come esempio e come snodo nevralgico di legami sociali, valori morali, rapporti umani: “Il volontariato mette al centro la persona ma va oltre l’individuo: è un modo di pensare in grande, una spinta a mettersi nei panni degli altri e, nondimeno, una fonte di benessere soggettivo oltre che collettivo”.


“Il volontariato viene quindi omaggiato come forza di trasformazione delle comunità”, ha proseguito il Presidente, focalizzandosi sull’aspetto della capacità attiva dei volontari. Quasi come se i volontari, con la loro forza attiva, riescano concretamente a plasmare il mondo con le loro stesse mani. E dalle mani di ognuno parte la campagna del Dipartimento della Protezione Civile, #lemanideivolontari, che invita a fotografare le mani con cui ogni giorno lavoriamo per la comunità.

Possono essere le mani infangate di Giancarlo Manfredi, che su Twitter ricorda il nubifragio del 2014 a Santa Marinella.


Possono essere le mani unite di un gruppo, come quelle presentate dall’ANPAS, per cui “ogni volontario è tutti i volontari”.


Possono essere anche le mani, i piedi e le zampe dei soccorsi dati dalle unità cinofile, come ricorda ancora Support at rescuers.


Ma essenzialmente le mani dei volontari possono essere davvero le mani di tutti: le mani di chi contribuisce; di chi avvisa; di chi manda messaggi; di chi scrive; di chi ringrazia e di chi applaude. Perché tutti siamo parte di una comunità, e perché “ogni volontario è tutti i volontari”.

red/gp