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I reati contro ambiente e incolumità pubblica: scienza e giurisprudenza uniti per la prevenzione

A Bologna un convegno su “Tecniche forensi e della prevenzione dei reati contro ambiente e incolumità pubblica” in occasione della presentazione di un master su questi temi

Nuovi percorsi di confronto tra due dimensioni, quella della ricerca scientifica e quella della giurisprudenza, la cui collaborazione potrebbe rendere decisamente più solide le difese della collettività e della società di fronte alle insidie degli illeciti che espongono l'ambiente e gli esseri umani a pericoli estremamente dannosi per la salute e l'equilibrio degli ecosistemi. Questo l'intento da cui prende le mosse un'iniziativa accademica – un Master di II° livello – , presentato a Bologna lo scorso 24 novembre nell'ambito del convegno "Tecniche forensi e della prevenzione dei reati contro l'Ambiente e l'Incolumità Pubblica: un incrocio di saperi".

La sinergia nata tra i dipartimenti dell'Università di Bologna di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali (BiGeA) e di Scienze Giuridiche (DSG), finalizzata all'attivazione di questo programma di postgraduate, pone al centro la "verità" nelle diverse accezioni del caso: quella scientifica, che riguarda i fenomeni naturali, e quella processuale, proiettata alla codificazione e regolazione delle responsabilità per i reati ambientali o quelli che comunque mettono a repentaglio la sicurezza e la salute della collettività.

Ed è stata proprio sul tema delle responsabilità per i reati ambientali il primo intervento del convegno, a cura del Sostituto Procuratore Generale della Corte di Cassazione Pasquale Firmiani, che ha definito le categorie che la giurisprudenza identifica nell'ambito delle funzioni, della delegabilità degli obblighi fondamentali, del dovere della vigilanza. Il Prof. Nicola Casagli, dell'Università di Firenze, ha invece storicizzato l'eterno problema del dissesto idrogeologico e i reati connessi: "fenomeno solo italiano" non solo nella sua annosità, ma anche nella tragica frequenza degli eventi nonché nell'endemica difficoltà politico-economica e legislativa nel cercare per lo meno di limitarne gli effetti disastrosi. In un contesto come quello descritto, risulta evidente la difficoltà con cui i dipartimenti delle forze dell'ordine preposti alla tutela dell'ambiente cercano di contrastare gli illeciti ambientali. In tal senso, il Ten. Col. Massimiliano Corsano, dell'arma dei Carabinieri, ha evidenziato come sia di fondamentale importanza investire risorse ed energie nel potenziamento della dimensione dell'investigazione, al fine di poter applicare al meglio leggi e normative atte a contrastare gli illeciti commessi da soggetti privati oppure organizzazioni criminali, colpendo anche le sponde di appoggio politico-istituzionale di settori corrotti presenti negli ambienti politico-amministrativi.

Carlo Cacciamani, del Dip. Nazionale della Protezione Civile, si è fatto carico di introdurre il tema di stretta attualità delle responsabilità nell'ordine della previsione meteorologica, ironizzando fin dal titolo del suo intervento sulla certezza della colpa in caso di "previsione incerta". Effettivamente, la complessità della catena di responsabilità nel sistema di allertamento, si incontra spesso – o per meglio dire, si scontra – con l'imprevedibilità di alcuni fenomeni meteorologici, generando il cosiddetto "dilemma del decisore", al momento del comunicare o meno un allarme: è più grave un "falso allarme" o un "mancato allarme"? Cosa rischiano il previsore e il decisore a livello penale?

Delle recenti riforme nel campo legislativo dei delitti ambientali e della vigilanza e controllo sul territorio nazionale, ha parlato il Direttore di Arpae Giuseppe Bortone nel suo intervento. La nuova Legge sugli Ecoreati ha definito finalmente nuovi delitti ambientali e nuovi strumenti procedurali che andranno a incidere sul ruolo delle agenzie di controllo e monitoraggio, tra cui le stesse Arpa.

Arpae svolge un lavoro importante a tutela dell'ambiente: nel 2017 sono state oltre 12 mila le ispezioni ambientali, 500 le notizie di reato segnalate alle Procure, 1450 gli interventi per emergenze ambientali sul territorio dell'Emilia-Romagna e 4.500 le autorizzazioni ambientali ed energetiche concesse.

Il ruolo dell'Istituto Superiore di Sanità di fronte alle emergenze ambientali è di fondamentale importanza – secondo Riccardo Crebelli dell'ISS – soprattutto nell'identificazione dei fattori di pericolo, nella caratterizzazione del rischio per la salute e nella prevenzione e mitigazione dello stesso: in caso di emergenze ambientali di natura dolosa, "le informazioni prodotte possono essere determinanti per l'autorità giudiziaria".

Il ruolo della commissione e del legislatore nel contrasto agli illeciti ambientali è stato il tema che ha concluso il convegno, a carico dell'onorevole Alessandro Bratti, Presidente Commissione Bicamerale di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.

È seguita poi la presentazione del Master.

Giorgio Tinelli