fonte: Unione Europea

La Commissione vuole riformare la protezione civile dell'Ue

Si vuole creare un sistema in grado di rispondere rapidamente ed efficacemente a un'emergenza che colpisce un gran numero o persino tutti gli Stati membri dell'UE

Una delle lezioni tratte dalla pandemia di COVID-19 è che l'Europa ha bisogno di un sistema di protezione civile più solido. Con queste parole il Commissario europeo per la gestione delle emergenze Janez Lenarčič ha presentato la proposta di riforma del Meccanismo di Protezione Civile dell'Ue. L'obiettivo è di mettere in piedi un sistema in grado di rispondere rapidamente ed efficacemente a un'emergenza che colpisce un gran numero o persino tutti gli Stati membri dell'UE.

Finora, il sistema di protezione civile dell'Ue si basava esclusivamente sulla solidarietà tra gli Stati membri, nel senso che dipendeva dalle offerte volontarie degli Stati membri allo Stato membro che lo richiedeva. Questo sistema ha funzionato molto bene in tutte le situazioni di emergenza di portata limitata a uno o pochi Stati membri. Ma non è molto efficace nei casi in cui un numero elevato o tutti gli Stati membri dell'Ue siano interessati allo stesso tempo.

Ora la Commissione propone di rafforzare le capacità di risposta europee ampliando il campo di applicazione di rescEU, ovvero le risorse di riserva strategica a livello dell'Ue che possono essere mobilitate rapidamente.

Con la riforma, rescUE includerebbe, ad esempio, attrezzature mediche, piani di evacuazione medica, ospedali da campo, aerei ed elicotteri antincendio e altri beni che possono essere mobilitati rapidamente in caso di emergenze di vario genere, come emergenze sanitarie, incendi boschivi, incidenti chimici, biologici, radiologici o nucleari o altre emergenze importanti.

In secondo luogo, si propone anche di rafforzare il mandato della Commissione europea in modo che l'UE sia in grado di acquisire direttamente queste capacità, garantendo una rete di sicurezza di mezzi di risposta alle emergenze in grado di sostenere gli Stati membri in una situazione di crisi travolgente.

In terzo luogo, si vuole anche consentire all'UE di finanziare completamente lo sviluppo e i costi operativi di tali capacità di salvataggio.

Infine, si propone di rafforzare il ruolo del Centro di coordinamento della risposta alle emergenze, rendendolo un hub per la rete di centri di crisi nazionali. Rafforzando il coordinamento si vuole dare una risposta efficace a una vasta gamma di emergenze: l'Unione sarebbe ben attrezzata per sostenere gli Stati membri e i cittadini se le capacità nazionali saranno sopraffatte.

Naturalmente, tutto ciò richiede finanziamenti aggiuntivi. Per questo la Commissione sta proponendo un sostanziale aumento dei finanziamenti UE con l'obiettivo di raggiungere € 3,1 miliardi in totale per il meccanismo di protezione civile dell'UE nei prossimi sette anni.

Per l'Italia sarà il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio a curare il parere che il Comitato delle Regioni esprimerà sulla riforma del sistema europeo di Protezione Civile. Durante la crisi Covid19, gli enti locali hanno confermato di essere attori chiave nella gestione delle crisi e che una maggiore cooperazione a livello europeo è fondamentale per prevenire e combattere emergenze transfrontaliere.

Martina Nasso