La VR per insegnare ai bambini cosa fare in caso di emergenza

L’Università dell’Australia Meridionale ha studiato come un’esperienza immersiva di realtà virtuale può aiutare i bambini a prendere decisioni durante un’emergenza

Ti stai occupando del cane di un amico quando comincia a divampare un incendio. Cosa fai?
Questo lo scenario che è stato proposto a un gruppo di bambini tra i 10 e i 12 anni della Mawson Lakes Primary School per mezzo della tecnologia di realtà virtuale immersiva con l’obiettivo di stimolare il loro processo decisionale in una situazione di emergenza.

Lo studio
In uno studio realizzato dall’Università dell’Australia Meridionale (UniSA) e pubblicato sul Journal of Educational Computing, un gruppo di ricerca guidato da Safa Molan (PhD) e dal suo supervisore Delene Weber ha sviluppato un’esperienza immersiva di realtà virtuale che ha permesso di proiettare i bambini all’interno di uno scenario emergenziale di incendio boschivo e di chiedere loro di portare a termine alcuni semplici compiti. I risultati raccolti dimostrano come vivere questa esperienza immersiva abbia reso i giovani partecipanti più sicuri di sé e della propria capacità di valutare con calma le opzioni e prendere decisioni sagge per proteggersi da un incendio boschivo. "Una VR ben progettata può costituire un’opportunità per i bambini di applicare conoscenze appena acquisite, rinforzare i concetti appresi e ricevere un riscontro immediato - spiega il professor Weber di UniSA -. I bambini non devono essere vittime passive dei disastri, e grazie a esperienze di realtà virtuale appositamente costruite come queste, possiamo aiutarli non solo a comprendere i rischi ma anche a realizzare che possono dare una mano".

Il rischio e la prevenzione
In una regione come quella dell’Australia Meridionale, duramente colpita dalla siccità e con casi fin troppo frequenti e regolari di incendi boschivi, è quanto mai vitale imparare come sopravvivere in situazioni di emergenza, soprattutto per i soggetti più fragili come i bambini. Una delle strategie più efficaci per migliorare la risposta della popolazione, in particolare di quella più giovane e meno esperta, sono le esercitazioni pratiche di protezione civile, che consentono di testare le strategie di resilienza a eventi estremi, come gli incendi boschivi, che necessitano di una pianificazione attenta e una risposta tempestiva. In seguito alla pandemia da Covid-19 molte esercitazioni di protezione civile in programma sono state posticipate o cancellate, e questo ha reso necessario lo sviluppo di strategie alternative per condurre delle simulazioni efficaci. La soluzione è stata trovata grazie alle nuove tecnologie che hanno permesso di realizzare virtualmente ciò che non poteva essere più fatto in presenza. La realtà virtuale immersiva ha il grande potere di trasportare gli utenti all’interno di una situazione emergenziale con un elevato livello di realismo ma senza allo stesso tempo comportare alcun rischio, nemmeno per un bambino con una scarsa forza fisica e privo di qualunque esperienza e competenza nella gestione dell’emergenza. "La VR ha un potenziale enorme nell’istruire i bambini sulle emergenze. Come nativi digitali sono assorti dalla tecnologia, quindi quando questa è immersiva - come lo è la realtà virtuale - possono sperimentare gli eventi realisticamente, rimanendo all’interno di parametri sicuri", spiega il professor Weber.

Sviluppi futuri
I risultati molto positivi ottenuti da questo studio gettano le basi per un più ampio sfruttamento della tecnologia immersiva per preparare la popolazione, fin dalla giovane età, a gestire anche altre tipologie di emergenze. "Questa tecnologia potrebbe essere facilmente applicata ad altri disastri come inondazioni e guerre, il che è particolarmente pertinente in questo momento storico, con le inondazioni estreme che ancora colpiscono il New South Wales e il Queensland e le atrocità della guerra che si verificano in Ucraina". Il professor Weber conclude infine dicendo che "non c’è alcun motivo per cui non dovrebbero ottenersi gli stessi risultati positivi nell’applicazione a diversi eventi traumatici, anche se più i processi sono prevedibili, più è facile per gli sviluppatori creare uno scenario adeguato".

Margherita Venturi