Alluvione Lentigione (foto: Marco Bifulco)

Lentigione otto mesi dopo l'alluvione: parla il presidente del Comitato cittadino

Una foto scattata da una finestra mostra una chiesa e un campanile che sembrano galleggiare in mezzo a un lago: un'immagine molto eloquente su cosa è accaduto otto mesi fa a Lentigione, nel reggiano. Oggi il presidente del Comitato cittadino alluvionati ci racconta come stanno ora le cose

Sono trascorsi circa otto mesi dalla mattina del 12 dicembre 2017, quando, dopo giorni di forti piogge su diverse  zone dell'Emilia-Romagna, contestuali allo scioglimento della neve in Appennnino per via dell'aumento delle temperature in quota, tutti i fiumi e i torrenti della zona sono andati in piena, toccando in certi casi massimi storici di colmo. Nella prima mattina del 12 dicembre l'argine destro del fiume Enza a Lentigione, frazione  del Comune di Brescello, nel reggiano, ha ceduto, e circa 10 milioni di metri cubi di acqua si sono riversati sull'abitato circostante causando danni ingentii. Il centro abitato e la zona industriale sono stati inondati e oltre 1100 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case. L'alluvione ha causato anche una vittima, deceduta due giorni dopo per cause indirette ma strettamente correlate all'evento: si tratta di un anziano colpito da un attacco cardiaco dopo aver spalato il fango dalla propria abitazione.

Il ricordo di questa alluvione è stato riproposto da un cittadino di Lentigione, Marco Bifulco che ha partecipato al contest fotografico #veroVolto, iniziativa nata per tenere alta l'attenzione sul rischio alluvionale e che il nostro giornale sostiene e segue sin dal suo esordio. La foto dell'alluvione a Lentigione è stata la più votata del mese di giugno.
Dopo l'alluvione i cittadini di Lentigione si sono riuniti nel Comitato cittadino alluvione Lentigione: nell'intervista che segue Edmondo Spaggiari, Presidente del Comitato, ci racconta come stanno andando le cose.
 
Edmondo, com'è nato il Comitato?
"L'idea a dire il vero mi è venuta subito dopo il disastro, però ho aspettato prima di proporla perché volevo vedere come si sarebbe evoluta. Il comitato si è costituito ufficialmente l'8 gennaio 2018, dopo un'assemblea pubblica. Oggi, a distanza di circa 8 mesi dall'alluvione, abbiamo 380 iscritti e un direttivo composto da 14 persone".


Quali sono i vostri obiettivi?
"Ci siamo costituiti fondamentalmente per seguire l'iter di tutto ciò che si rendeva necessario fare per uscire dall'emergenza e ripristinare la normalità, per accompagnare tutti i cittadini nel percorso di richiesta e ottenimento dei rimborsi dei danni, per seguire il processo di ristrutturazione dell'argine dell'Enza, della pulizia dei corsi d'acqua, e soprattutto delle opere da fare per evitare di ritrovarci in futuro nella medesima condizione".


Com'è la situazione oggi?
"Sono state eseguite le opere di prima emergenza ma non sono ancora stati fatti i lavori di pulizia dell'alveo l'ufficio Postale chiuso, la ferrovia ferma e i cittadini (privati e imprese) sono ancora in attesa dei rimborsi. Nel frattempo tutte le attività commerciali e le aziende hanno ripreso a lavorare".


Che rapporto avete con le istituzioni?
"Siamo in contatto con tutti, a tutti i livelli. Devo dire che il presidente della provincia di Reggio Emilia, Gianmaria Manghi ci ha aiutati moltissimo. Insieme si è costituita una cabina di regia fra tutte le parti in Provincia. Quanto ad AIPO, sappiamo che sta ultimando il progetto per la pulizia dell'alveo dell'Enza, lavori che dovevano essere terminati entro agosto e che invece sono slittati a settembre. A livello regionale ci siano incontrati con il presidente Stefano Bonaccini che, dopo averci illustrato la situazione nel complesso, ci ha assicurato che è stato fatto tutto ciò che va fatto quando si verifica un evento di questo tipo".


Però manca ancora il ristoro dei danni ..
"Sì, privati e imprese non hanno ancora ricevuto i rimborsi. Ora siamo tutti in attesa delle decisioni del governo. A dire il vero la Regione, ha stanziato 350.000 euro per agevolare le attività commerciali, ricettive e di ristorazione di Brescello e Lentigione (Re), Colorno (Pr) e Campogalliano (Mo) come anticipo sulle risorse che arriveranno da Roma. Per quanto riguarda Lentigione questi fondi, circa 110.000 euro, sono arrivati in Comune ma non ci risulta siano ancora stati assegnati. I cittadini privati che hanno subito danni invece dovranno aspettare ancora, con la speranza che qualcosa arrivi...."


Come vi state muovendo come Comitato?
"Diciamo che stiamo sempre sul pezzo, che sorvegliamo che ciò che va fatto venga fatto celermente e bene e che facciamo pressioni laddove vediamo che ci sono dei ritardi. Siamo in costante contatto col presidente della Provincia Manghi e questa settimana si riunirà la cabina di regia per gli aggiornamenti del caso. Domenica 22, in occasione di un evento pubblico di altro tipo, abbiamo avuto modo di parlare di nuovo anche col presidente della Regione Bonaccini, cui abbiamo chiesto di risollecitare il Governo sulla questione dei rimborsi. Il presidente ci ha assicurato che nei prossimi giorni andrà a Roma e ne parlerà col premier Conte. Stiamo anche cercando contatti diretti con il nuovo governo, che vorremmo incontrare a breve".


Da chi è composto il vostro comitato?
"Ci tengo a dire che siamo tutti volontari, ci siamo costituiti spontaneamente in un Comitato senza scopo di lucro, abbiamo aperto un conto corrente apposito per le donazione pro-alluvionati e comunichiamo tramite la nostra pagina facebook e assemblee pubbliche. Siamo semplicemente cittadini che hanno vissuto una calamità, uno spaccato della società civile rappresentata nei suoi diversi aspetti: io ad esempio sono un operaio ma ci sono avvocati, ingegneri, commercialisti, architetti, impiegati, commercianti, imprenditori e via dicendo. Faceva parte del Comitato anche l'attuale sindaco di Brescello, Elena Benassi, ma ha lasciato per motivi di opportunità istituzionale nel momento in cui è stata eletta".


Cosa vi ha insegnato questa esperienza?
"La prima cosa è che la prevenzione non è mai abbastanza. Il problema delle piene c'è sempre stato in questo territorio ma evidentemente è stato sottovalutato. Bisogna aumentare la prevenzione e migliorare il sistema di allertamento alla popolazione. Personalmente sono anche rimasto deluso da alcune carenze che ho riscontato a livello di gestione comunale, dobbiamo dire però che questa alluvione è stata un evento eccezionale sviluppatosi in un contesto eccezionale: da una parte la combinazione di forti piogge in pianura con lo scioglimento delle neve in Appennino che ha riversato un'ingente massa d'acqua nei nostri fiumi già molto pieni, e dall'altra la mancanza della figura chiave per il territorio, quella del Sindaco. In quel periodo infatti il comune di Brescello era retto da 3 commissari non del posto, che non sapevano bene come muoversi mentre, contestualmente, a Reggio Emilia si era appena insediato il nuovo Prefetto, anche lei da fuori zona, che si è trovata a dover affrontare da subito un evento molto complesso".


Da ultimo, il concorso #veroVolto. La foto dell'alluvione di Lentigione è stata la più votata del mese di giugno. Ve lo aspettavate?
"Ovviamente no, ma ci ha fatto piacere. La foto è di Marco Bifulco, membro del Direttivo, appassionato di foto e pratico di Campagne Benefiche: ha letto del concorso sulla pagina fb del vostro giornale e ha deciso di partecipare. E' stata scattata dalla finestra di casa sua ed è molto eloquente. E soprattutto, grazie a lui, abbiamo ora la possibilità di parlare della 'nostra alluvione', del Comitato e del lavoro che stiamo portando avanti affinché un simile disastro non si ripeta mai più".

patrizia calzolari
@pakal_1