fonte: Life Primes

Life Primes, il 16/11 la giornata conclusiva del progetto europeo sul rischio alluvioni

In tre anni oltre 3mila cittadini coinvolti in attività di formazione e prevenzione, 2.500 piani civici di adattamento locale al rischio alluvione causato dal climate change, più tre esercitazioni, una piattaforma digitale sull'allertamento condivisa tra Regione Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo

Il progetto europeo Life Primes, avviato nel 2015 con l’obiettivo di ridurre i danni causati al territorio e alla popolazione da alluvioni e mareggiate, volge al termine. La chiusura ufficiale del progetto avverrà venerdì 16 novembre al Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno (BO) con una giornata di confronto e discussione su effetti e strategie di adattamento al cambiamento climatico. Oltre alla presentazione dei risultati è prevista la premiazione delle quattro comunità più resilienti tra quelle che hanno aderito e lo spettacolo teatrale “La Margherita di Adele 2.0” che mette in scena il ‘climate change’.

I lavori saranno aperti dall’assessore regionale all’Ambiente e Protezione civile, Paola Gazzolo. Nel corso del pomeriggio ci saranno gli interventi di esperti, tecnici e amministratori locali per fare il punto su partecipazione, risultati e su come saranno diffuse le buone pratiche di prevenzione ed autoprotezione dal rischio alluvione. Prevista la visione di un video con il racconto delle fasi più salienti del progetto e la premiazione di Lido di Savio e Sant’Agata sul Santerno nel ravennate, San Benedetto del Tronto, Torino di Sangro che si sono dimostrate le quattro comunità più resilienti, cioè quelle con il maggior numero di piani di adattamento in rapporto agli abitanti e che riceveranno un “totem multimediale” a disposizione dei cittadini con le informazioni sul progetto. In conclusione verrà presentata la pièce teatrale di Marco Vignudelli, una storia ambientata nel 2050 che racconta il clima che cambia.

Per iscriversi all'evento c'è tempo fino al 14 novembre. Qui tutte le info sul programma della giornata.

I NUMERI E GLI INTERVENTI
Oltre 3.000 cittadini coinvolti in attività di formazione e informazione, anche nelle sei aree pilota individuate nei territori di Bologna, Ferrara e Ravenna, 16 tra workshop ed esercitazioni sul rischio alluvione, 2.500 piani civici di adattamento locale compilati dai cittadini e nelle scuole grazie ai percorsi di partecipazione realizzati dalle amministrazioni delle 10 comunità coinvolte, tra Emilia-Romagna, Marche ed Abruzzo. E ancora: formazione agli studenti e l’attivazione della piattaforma digitale dove si possono consultare in tempo reale e in modo chiaro le allerte meteo delle tre regioni.

Al progetto, che aveva come obiettivo quello di rendere resilienti le comunità, hanno collaborato tra ottobre 2015 e novembre 2018, le Regioni Emilia-Romagna - con l’Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile come capofila e la Direzione cura del territorio e dell’Ambiente ed Arpae come partner-, Marche e Abruzzo oltre all’Università politecnica delle Marche. Per tre anni una squadra di amministratori locali, tecnici, cittadini, insegnanti ed esperti ha lavorato al progetto con l’obiettivo di ridurre i danni causati al territorio e alla popolazione da alluvioni e mareggiate, potenziando i sistemi di allerta e coinvolgendo la popolazione.

Dieci i Comuni, situati in aree a rischio alluvioni che hanno sperimentato metodi e percorsi partecipati per diventare parte attiva nelle strategie di adattamento al cambiamento climatico: in Emilia-Romagna sono il Lido di Savio, Lugo e Sant’Agata sul Santerno (Ra); Poggio Renatico (Fe),  Imola e Mordano (Bo); nelle Marche Senigalla (An) e San Benedetto del Tronto (Ap); in Abruzzo Scerne di Pineto (Te) e Torino di Sangro (Ch).

Tra gli strumenti realizzati un manuale interregionale per l’omogeneizzazione dei sistemi di allertamento, ideato da un pool di esperti e lifeprimes.eu, la piattaforma per le allerte delle regioni e per i Piani civici di adattamento (Caap), gli strumenti partecipativi che permettono ai cittadini di proporre azioni per ridurre il rischio e testare la propria capacità di autoprotezione (circa 2.500 quelli compilati).

Organizzati anche 13 workshop informativi con gli stakeholders e tre esercitazioni sul rischio alluvioni rispettivamente a Imola e Sant’Agata sul Santerno, a Scerne di Pineto, a Senigallia e San Benedetto del Tronto coinvolgendo cittadini, studenti e scuole.

Infine, sono stati realizzati cinque tutorial ad uso divulgativo per migliorare la conoscenza su rischio alluvioni da esondazioni e mareggiate, cambiamento climatico, azioni di adattamento, allertamento e piano di protezione civile.

red/mn

(fonte: Regione Emilia Romagna)