L'Italia e il maltempo, dalle allerte alle fake news

L’autunno, da sempre, è sinonimo di piogge, a volte molto intense e spesso persistenti e diffuse. Il passato ci racconta di alluvioni storiche lungo tutta la penisola. Le allerte meteo ci possono salvare?

Non è facile abituarsi a continui fenomeni intensi, spesso dovuti al cambiamento climatico unito all’opera dell’uomo che non sempre rispetta la storia dei territori e gli spazi che la natura esige. Cronaca di questi giorni le tante, troppe, alluvioni che hanno colpito l’intero stivale portando precipitazioni là dove non pioveva da molto tempo e la manutenzione dei corsi d’acqua potrebbe non esser stata sufficiente o dove quest’estate i terreni sono stati percorsi dalle fiamme, portando a smottamenti o detriti portati a valle con alte velocità.

La prevenzione è ancora un tema sottovalutato e un allertamento preventivo, una manutenzione più puntuale e attenta, unita a una consapevolezza diffusa tra i cittadini, potrebbe evitare tragedie e costare meno del soccorso e ripristino della normalità. In Toscana abbiamo assistito a precipitazioni copiose a carattere temporalesco, con allerte meteo arancioni e gialle in tutte le aree della Regione per i rischi temporale, vento e idraulico-idrogeologico, con emissione del codice rosso (il più grave) nella parte costiera a sud della Toscana e nelle isole per vento e mareggiate. Raffiche di vento hanno, infatti, colpito le zone occidentali e la costa della Regione, con punte massime particolarmente violente che hanno portato danni diffusi con frane e smottamenti, allagamenti puntuali e mare mosso con onde alte molti metri.


Una considerazione a parte sul sistema di allertamento e sulle procedure applicate dai vari Comuni. Il Centro Funzionale della Regione Toscana emette l’avviso di criticità con i codici colore per ogni rischio ogni giorno intorno alle 13, ma fino al tardo pomeriggio è sempre difficile sapere con precisione quali Amministrazioni adottino ordinanze di chiusura di parchi, cimiteri, piste ciclabili e scuole. Inoltre, anche in aree omogenee le decisioni non sono sempre unanimi, a dimostrazione che il lavoro di standardizzazione risulti ancora lungo.


Una considerazione è necessaria sul tassello fondamentale della prevenzione: l’informazione alla popolazione. Sempre più diffusa la partecipazione sui social, dove è facile condividere le allerte meteo, ma attenzione alle tante fake news costruite ad hoc. Ultima la “falsa” decisione di chiudere le scuole nell’area metropolitana di Firenze, causata dal rimbalzare nelle chat e nei social di un vecchio documento che si riferiva al codice rosso di molti mesi prima in cui si decretava la decisione unanime di chiudere le scuole di ogni ordine e grado in tutta l’area.

Per chiudere, è doverosa una considerazione positiva: il 4 novembre di 52 anni fa si verificarono alluvioni diffuse in tutta Italia ma le previsioni meteo non erano così accurate e le vittime furono molte decine. Vale, dunque,  investire nel potenziare le allerte meteo e la loro diffusione capillare, puntando a far passare il concetto di una “nuova” Protezione Civile in cui tutti i cittadini devono essere componenti attivi.

Federico D’Evangelista