fonte: Vigili del Fuoco

Maltempo, Bonaccini lancia l'allarme sul dissesto idrogeologico: "Preoccupati per chiusura Italia Sicura"

Il presidente della Conferenza delle Regioni spiega che "la conseguenza è che a fine ottobre, non sappiamo nulla degli stanziamenti per la lotta del dissesto idrogeologico con il rischio che ogni ministero non sappia quello che fa l'altro"

L'Italia è sotto una pesante ondata di maltempo che sta aggravando il dissesto idrogeologico endemico del nostro Paese. Assumono quindi un particolare significato le parole pronunciate da Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Emilia Romagna, in un collegamento Skype al convegno "Beni pubblici globali, salvaguardia del territorio e innovazione" organizzato a Roma da Anbi. Il ragionamento di Bonaccini parte dalla scelta del Governo di cancellare l'unità di missione sul dissesto idrogeologico e sismico "Italia Sicura" la cui conseguenza è che a "fine ottobre, non sappiamo nulla degli stanziamenti per la lotta del dissesto idrogeologico con il rischio che ogni ministero non sappia quello che fa l'altro"

"C'è un grido di allarme che voglio lanciare - dice Bonaccini - al ministro dell'Ambiente Sergio Costa. Abbiamo detto di essere preoccupati della scelta, seppur legittima del nuovo governo, di cancellare l'unità di missione Italia Sicura. Si può pensare qualsiasi cosa dei governi precedenti, ma se c'è una cosa che a mio parere - e di molte regioni - era stata meritoria. Finalmente dopo decenni si era deciso di passare da una politica che interveniva solo nelle emergenze e dopo i disastri a una politica che cominciasse a pensare alla prevenzione. Ovviamente per farla servono risorse e Italia Sicura aveva pensato di destinare un miliardo di euro alle Regioni italiane come investimenti per intervenire in prevenzione". Dopo la cancellazione di Italia Sicura, però, afferma Bonaccini, "ad oggi, fine ottobre, non sappiamo nulla degli stanziamenti per la lotta del dissesto idrogeologico, quando dovremmo saperlo perché stiamo componendo e andando ad approvare i bilanci delle Regioni italian. Non voglio mettere becco sulle motivazioni per le quali la Cabina di regia è stata sciolta con il rischio che ogni ministero non sappia quello che fa l'altro ma chiediamo al Governo di riflettere sullo scioglimento di Italia Sicura, struttura che aveva il merito di integrare le politiche che si fanno per i territori.  Non mi permetto di indicare alcuna soluzione differente, ma vi segnalo un grido di allarme: ad oggi non abbiamo certezza dei finanziamenti di cui i nostri territori hanno bisogno".

Temi che sono stati ripresi anche dall'assessore al Territorio e Protezione civile della Regione Lombardia, Pietro Foroni, nel momento in cui ha revocato il codice rosso per rischio idraulico e idrogeologico trasformandolo in arancione. "La Lombardia ha fatto tantissimo per la prevenzione del rischio idrogeologico, ma tanto resta ancora da fare, sia per la realizzazione di altre nuove opere, sia per la manutenzione ordinaria dell'esistente per la quale abbiamo ad oggi richieste per interventi che superano i 500 milioni di euro - ha spiegato Foroni - Invito quindi il Governo e il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, a dare seguito al patto siglato con le Regioni nell'ambito di 'Italia Sicura' e a sbloccare quanto prima i 148 milioni di euro che ci spettano nei prossimi 15 anni, per poter proseguire su questa strada. Con il presidente Fontana stiamo monitorando, minuto per minuto, la situazione straordinaria di maltempo che da tre giorni sta colpendo tutta la Lombardia. In questi giorni, abbiamo registrato fenomeni che hanno portato quantitativi di pioggia a dir poco eccezionali. Fortunatamente, nonostante le varie, e in certi casi rilevanti, criticità che sono state riscontrate in diverse province della Regione, non abbiamo registrato nessuna vittima e alcun ferito. Siamo comunque vicini ai cittadini colpiti dall'emergenza".  "Il sistema lombardo - ha continuato Foroni - sta reggendo. Tutto questo è stato possibile grazie alla preparazione a 360 gradi della nostra Protezione civile che ringrazio per essersi attivata, ancora una volta, immediatamente e a tutte le opere che abbiamo messo in campo per la prevenzione e contro il rischio idrogeologico. Difatti numerose sono le criticità mantenute sotto controllo e che non sono sfociate in situazioni di vera e propria emergenza a fronte dell'eccezionalità dei fenomeni meteo che si sono verificati. Abbiamo avuto anche modo - ha aggiunto Foroni - di pensare a chi ha avuto situazioni più gravi, dando il via libera alla colonna mobile per portare soccorsi a chi negli altri territori ha avuto danni ben peggiori dei nostri. Cinquantadue uomini della colonna mobile sono infatti partiti per andare in soccorso delle popolazioni venete, in particolare nella provincia di Belluno, rispondendo prontamente alle richieste di emergenza giunte. La Lombardia è vicino alle popolazioni colpite".

Tranquillizzanti i toni usati dal ministro dell''Ambiente, Sergio Costa, che promette più di sei miliardi per il dissesto e, per la prima volta, fondi per la manutenzione del territorio; subito 50 milioni per progetti strutturali, nell''ambito di un programma triennale di interventi. "Il drammatico bollettino di questi giorni a causa del maltempo,  e l'evidente fragilità del territorio italiano, ribadiscono, purtroppo ancora una volta, l'urgenza di intervenire con una programmazione di breve-medio-lungo periodo per la prevenzione del  dissesto idrogeologico, una delle mie priorità sin dall'insediamento", dichiara Costa. "Proprio per questo - aggiunge - abbiamo voluto approntare, e ciò è avvenuto per la prima volta, un programma finanziato e definito per la manutenzione del territorio, che prevede subito 50 milioni per progetti strutturali, oltre a una roadmap ferrea e articolata che porterà in tutta Italia, a partire dalle zone più a rischio, 900 milioni di euro a triennio contro il dissesto. I fondi per la manutenzione in particolare sono una prima risposta significativa alle richieste degli enti locali, e si aggiungono a quelli regionali e vanno inquadrati nell''ambito di una programmazione complessiva di lungo periodo di oltre 6 miliardi di euro destinati a interventi contro il dissesto idrogeologico. Il nostro obiettivo - sottolinea il ministro dell''Ambiente - è avviare su tutto il territorio nazionale una programmazione seria, non iniziative spot, con risultati concreti che nel passato non sono stati prodotti. Da ora in avanti, la manutenzione deve poter essere finanziata con continuità nell'ambito delle risorse che il ministero metterà a disposizione e a valere su quelle che le Regioni hanno all'interno del proprio bilancio. Si tratta di farne un obiettivo di governo del territorio, a livello centrale e locale''.

red/mn

(fonte: Regioni.it)