Modifiche al Codice di Protezione Civile, via libera Commissioni parlamentari

Sono disponibili sul sito della Camera la relazione illustrativa, la relazione tecnica e l'analisi tecnico-normativa dello schema di decreto, nonché il testo dell'intesa raggiunta in Conferenza unificata e il parere del Consiglio di Stato

Lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al Codice della protezione civile incassa i pareri favorevoli delle Commissioni alle quali era stato assegnato in Senato e alla Camera. Il termine per l'esercizio della delega legislativa concordata dal Parlamento al Governo in materia scade il 6 febbraio 2020. Entro quella data il provvedimento definitivo dovrà essere adottato dal Consiglio dei Ministri e poi trasmesso al Capo dello Stato per l'emanazione.

Per approfondire, sono disponibili sul sito della Camera la relazione illustrativa, la relazione tecnica e l'analisi tecnico-normativa dello schema di decreto, nonché il testo dell'intesa raggiunta in Conferenza unificata e il parere del Consiglio di Stato.

Come anticipato, il decreto si pone come obiettivo quello di semplificare le norme e le procedure amministrative previste durante la fase di emergenza e di superamento dell’emergenza in caso di eventi calamitosi. Le disposizioni definiscono anche in modo più puntuale le responsabilità nell’ambito del Servizio nazionale della protezione civile e adeguano l’ordinamento agli obblighi relativi all’appartenenza del Servizio al Meccanismo di protezione civile dell’Unione europea.

La procedura
Il comma 5 dell'art. 1 della legge delega n. 30/2017 prevede che i decreti delegati al Codice siano "adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri che si avvale, ai fini della predisposizione dei relativi schemi, del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri interessati, previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata" e "previa acquisizione del parere del Consiglio di Stato, che è reso nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso, corredato di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria del medesimo ovvero dei nuovi o maggiori oneri da esso derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura, alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato".

Martina Nasso