Nasce la prima Scuola per operatori di Sale operative e Centri di coordinamento

Fondata a Civitacampomarano (CB), la Scuola ha l'obiettivo di formare gli operatori di tutta Italia. Ne abbiamo parlato con Sergio Achille di Assodima, l'associazione che curerà l'insegnamento

Dopo più di due anni di lavoro, a Civitacampomarano (CB), uno dei paesi simbolo del rischio frane in Molise, il 17 novembre 2021 è stato inaugurato il Centro operativo comunale per la gestione delle emergenze, che sarà la sede anche della prima Scuola nazionale formazione per gli operatori di Sale operative e Centri di coordinamento, a cura di Assodima, l’Associazione Nazionale Disaster Manager. Ne abbiamo parlato con Sergio Achille, presidente di Assodima, che ci ha illustrato l’importanza di questo nuovo progetto.

Un’idea che parte da lontano
Quale percorso ha portato alla nascita della prima Scuola nazionale per la formazione degli operatori di Sale operative e Centri di coordinamento? “La Scuola nasce dalla consapevolezza che nel Codice della Protezione Civile, Articolo 6, comma D, c’è l’obbligo della formazione degli addetti ai Presidi operativi di protezione civile”, risponde Sergio Achille, presidente di Assodima. “Quando si parla di Presidi operativi, naturalmente parliamo dei Ccs, dei Com, dei Cop e via discorrendo. Naturalmente, in genere il personale della protezione civilee deve essere qualificato, ma la legge parte dalla specificità nei confronti degli addetti ai Presidi operativi”. Oltre a questo, fino a questo momento non c’erano soggetti nel sistema di protezione civile che facessero una formazione adeguata. “Quindi gli enti locali erano e sono in difficoltà per adempiere al mandato della legge, perché non c’era nessuno che se ne occupasse. Noi, già dal 2018 - dal nostro meeting di Senigallia - abbiamo lanciato questa idea del Centro per le emergenze. Lo abbiamo fatto anche chiedendo aiuto ai disaster manager per la collaborazione a questo progetto, per organizzare una scuola di formazione proprio per gli operatori di protezione civile. D’altro canto, e lo dico con un certo orgoglio, noi siamo l’organismo che ha il maggior know how sulla protezione civile in Italia, e la nostra scuola per i disaster manager è la più prestigiosa. E quindi abbiamo cominciato a lavorare su questi presupposti, partendo innanzitutto da un’ipotesi su come affrontare l’argomento”.

La modalità dei corsi
In che modo verranno organizzati i corsi? “In fase di organizzazione”, risponde Achille, “come prima cosa, dovevamo cercare di formare il personale su due piani: il primo è quello della conoscenza, cioè la capacità di saper discernere i vari concetti e le discipline di cui abbiamo bisogno in queste situazioni - e di conoscerli in questo caso in maniera non approfondita come nei corsi per disaster manager, ma sufficiente per comprendere bene il sistema; l’altro piano è quello della competenza e abilità nell’agire all’interno di un presidio operativo. Quest’ultima parte a sua volta si divide in due aspetti: uno è quello delle cosiddette soft skill, cioè le modalità in cui si agisce in un presidio operativo, l’altro è proprio la capacità di dare risposte nel coordinamento di una funzione di supporto. Per fare questo quindi abbiamo creato, con un gruppo di lavoro pluriqualificato, degli scenari - e li abbiamo concentrati su due tipologie di rischio, che sono le più diffuse in Italia: il rischio sismico e il rischio idraulico. Quindi, studiando gli scenari, abbiamo innestato una simulazione che prevede un’attività interattiva all’interno di una sala operativa simulata, con dei tempi prestabiliti. Oltre a questo, che sarà effettuato in presenza, ci sarà un’altra parte di formazione sarà seguita online a distanza - come si fa già con i corsi per disaster manager. Naturalmente ci sono modalità innovative sul corso: ognuno dei partecipanti sarà ripreso da telecamere e audio, quindi insieme a un mentor si potrà procedere a una autovalutazione di loro stessi, rivedendosi - con il mentor che darà suggerimenti su come migliorare”.

Le tempistiche del corso
Quanto durerà il corso e come sarà organizzato? “Abbiamo creato un percorso formativo agile, di circa 36 ore, di cui 12 in presenza e 24 online. Poi noi abbiamo partecipato al progetto per la costruzione del Coc di Civitacampomarano come partner per rendere questo progetto un progetto multiruolo, da una parte quindi avremo un Coc vero, reale, e all’interno del Coc, in tempi ordinari, si svolgeranno questi corsi. Noi prevediamo che la domanda di partecipazione sarà enorme: basti pensare che gli addetti ai centri operativi in Italia sono un minimo di 9 in quasi 9.000 comuni, quindi stiamo parlando di quasi 100.000 persone. Se poi pensiamo al ricambio, ai supplenti e altro, diventa una campagna di formazione professionale enorme. Ora, noi abbiamo ricevuto già molte richieste da parte di molte Regioni di poter installare questa scuola nei vari territori, però vorremmo ancora procedere a un periodo di osservazione del corso”, sottolinea Achille, illustrando i progetti futuri. “Quindi in questo momento noi partiremo con un monitoraggio e un collaudo che faremo con gli studenti del Corso di Protezione Civile dell’Università del Molise a partire da gennaio/febbraio. Poi, prima di aprile, cominceremo a mettere in formazione gli addetti dei Centri operativi del Molise e non solo. In sostanza faremo un anno di sperimentazione, dal quale ovviamente potremmo trarre le indicazioni per migliorare ancora il corso. A quel punto, e questo avverrà tra circa un anno, porteremo i corsi della Scuola su tutto il Paese. Sotto questo punto di vista c’è stata una forte legittimazione da parte del Dipartimento di Protezione Civile, nella persona di Fabrizio Curcio, e anche dell’Anci, con l’intervento di Paolo Masetti, delegato alla protezione civile Anci, che ha ribadito quanto questa operazione di Assodima possa essere utile per gli enti locali. Noi vorremmo fare in modo che il sistema risponda bene e con consapevolezza e competenza alle situazioni che per altro si stanno un po’ intensificando sul territorio, a partire dalla questione della crisi climatica che rende i fenomeni più intensi, anche con problemi di impatto sul territorio”. 


L'intervento del Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio all'inaugurazione


Giovanni Peparello