fonte: Ingv

Novità per il monitoraggio dei Campi Flegrei

Con la misura del tremore sismico generato dalle fumarole di Pisciarelli è possibile monitorare le variazioni nella caldera dei Campi Flegrei

L'area idrotermale di Pisciarelli è un sito chiave per monitorare i Campi Flegrei e l’analisi del tremore sismico delle fumarole può dare informazioni sullo stato di attività della caldera. Questo è il risultato della ricerca Insight into Campi Flegrei caldera unrest through seismic tremor measurements at Pisciarelli fumarolic field condotta da un team di geofisici e geochimici dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), appena pubblicata sulla rivista “Geochemistry, Geophysics, Geosystems” dell'American Geophysical Union.


Figura 1 - Mappa della caldera dei Campi Flegrei (a sinistra) e dell'area idrotermale di Pisciarelli (a destra). Nel pannello a sinistra, la linea rossa indica il bordo della caldera e il cerchio arancione evidenzia l'area idrotermale di Solfatara-Pisciarelli. Il pannello a destra mostra il campo fumarolico di Pisciarelli. I cerchi blu indicano le posizioni delle stazioni sismiche e il cerchio verde indica la posizione della fumarola principale

L'analisi a lungo termine del tremore sismico generato dalla fumarola in oggetto - spiega Flora Giudicepietro, ricercatrice dell'Osservatorio Vesuviano dell’INGV (OV-INGV) - indica un aumento dell'ampiezza del tremore fumarolico tra maggio 2017 e la fine di aprile del 2019, incremento che trova riscontro negli andamenti dei parametri geochimici registrati nei Campi Flegrei. La sismicità successiva al 2000 fornisce una chiara immagine di questo processo: le localizzazioni dei terremoti e la densità ipocentrale delineano i percorsi dei fluidi che si muovono da un'ampia zona all'interno del sistema idrotermale, a una profondità di 1-2 km, verso i siti idrotermali di Pisciarelli-Solfatara, dove gli eventi si concentrano a profondità molto basse (<1 km). Analizzando l'ampiezza del tremore fumarolico - conclude l’esperta - è stato inoltre possibile identificare un episodio di allargamento dell'area di emissione vicino alla fumarola principale di Pisciarelli”.


Figura 2 - Ampiezza del segnale sismico della componente verticale della stazione CPIS. I punti blu rappresentano la serie temporale pubblicata in Chiodini et al. [2017]. I punti rossi indicano la serie storica dal 1 maggio 2017 al 23 aprile 2019. Il massimo, nel periodo studiato, è il 29 novembre 2018.

“I Campi Flegrei - spiega l'esperta - sono una caldera vulcanica, formatasi a seguito dello svuotamento di una camera magmatica superficiale, dovuto alla grande eruzione dell'Ignimbrite campana di circa 40.000 anni fa. Quest’area, ricca di storia, è caratterizzata, come molte caldere nel mondo, da deformazioni, sismicità e dalla presenza di un vasto sistema idrotermale”. Dagli anni Cinquanta del Novecento in quest'area si sono verificati episodi di intensificazione dei fenomeni vulcanici caratterizzati da terremoti e sollevamento del suolo, noti come bradisismo.

“In passato - prosegue la ricercatrice - in diverse occasioni abbiamo assistito ad un’intensificazione del bradisismo: in particolare intorno al 1950, nel periodo 1968-72 e nel periodo 1982-85. Dal 2004 ad oggi, ai Campi Flegrei, si assiste a una moderata ma progressiva variazione delle manifestazioni vulcaniche come il sollevamento, la sismicità rappresentata da terremoti di bassa energia e l'attività del sistema idrotermale che è diventata più intensa”. La variazione di questi processi tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 ha portato il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale (DPC) a elevare il livello di allerta da verde (base) a giallo (attenzione).


Figura 3 - Sismicità nei Campi Flegrei dal 2000. A sinistra, localizzazioni dei terremoti registrati nei Campi Flegrei dal 2000. A destra, densità ipocentrale. Il valore minimo (giallo chiaro) è di due terremoti per cella; il massimo (rosso) è di 10 terremoti per cella. La freccia rossa indica la posizione dell'area idrotermale di Pisciarelli. I plot hanno un'esagerazione verticale di 2.

La ricerca pubblicata ha una valenza essenzialmente scientifica, priva al momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di protezione civile.

red/mn

(fonte: INGV)