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Nuovo coronavirus, cresce il numero di contagiati in Italia

Uno dei due cittadini veneti ricoverati per contagio da coronavirus in Veneto è morto. Centinaia le persone in isolamento

Uno dei due cittadini veneti ricoverati per contagio da coronavirus è morto. In tutto sono stati accertati 17 nuovi casi in Italia: 15 in Lombardia e due in Veneto.

Delle 15 persone risultate positive ai test in Lombardia, sei "sono in condizioni serie". I malati sono tutti adulti, intorno ai 40 anni: il paziente 38enne, la moglie incinta, il figlio di un barista di Castiglione d'Adda, tre clienti del bar. Sono inoltre risultate positive altre nove persone, fra cui 5 operatori sanitari dell'ospedale di Coldogno dove erano stati ricoverati i primi risultati contagiati.Tutto sarebbe partito da un trentottenne di Codogno (Lodi), ricoverato in prognosi riservata al Sacco di Milano, con insufficienza respiratoria. Positivi ai primi test anche due cittadini veneti: sono già stati isolati in ospedale e si attendono ora gli esiti di un secondo test a cui sono stati sottoposti.

Intanto, il Comune di Codogno ha emanato tre ordinanze "provvisorie e precauzionali" per la chiusura di scuole, bar, ristoranti, locali pubblici in generale (discoteche, sale da biliardo) e uffici comunali per l'emergenza sanitaria valide fino almeno al 23. A Castiglione chiusura delle scuole, dei locali e degli uffici comunali fino al 25. Stesse decisioni a Casalpusterlengo.

Da quanto si sa il 38enne sarebbe andato a cena con un amico che tornava dalla Cina a fine gennaio, ma non è detto che sia stato quello il momento del contagio, visto che i giorni trascorsi da quel momento sarebbero più di quelli finora considerati il periodo di incubazione del virus. L'amico è stato individuato ed è ricoverato in isolamento al Sacco e sono stati fatti su di lui i primi test risultati negativi

La Ausl di Piacenza ha avviato verifiche e controlli anche sul territorio emiliano: il collega rientrato dalla Cina con cui il paziente 38enne è uscito a cena lavora infatti per un'azienda di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza). I controlli servono a verificare gli eventuali contatti dell'italiano rientrato dalla Cina con dipendenti piacentini dell'azienda.

Secondo quanto ricostruito dai medici che da giovedì lo hanno in cura, il 38enne lodigiano è andato a correre e poi al lavoro, ha giocato a pallone, ha partecipato a un corso della Croce Rossa e ha preso parte a tre cene negli ultimi 4 giorni. L'assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha spiegato che "sono stati già effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari sui medici, gli infermieri e i pazienti dell'ospedale di Codogno dove si è presentato il paziente risultato positivo al Coronavirus. Abbiamo tutti i tamponi pronti. Sono già stati messi tutti in isolamento o chiamati a stare in isolamento al loro domicilio. La moglie, i genitori". Gallera ha anche invitato tutti i "cittadini di Castiglione d'Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare ed evitare contatti sociali". 

"Tra la cena del 38enne italiano e la manifestazione dei sintomi sembrerebbero passati tra i 16 e i 18 giorni" ha spiegato l'assessore Gallera in collegamento telefonico ad Agorà su RaiTre. Si sta verificando se si è trattato, dunque, di un contagio da persona asintomatica e se i tempi di incubazione sono stati più lunghi. Per questo motivo, si sta cercando di ricostruire come si sia diffuso il virus: non è detto che il momento della cena con il collega proveniente dalla Cina sia stato il momento del contagio, visto che i giorni trascorsi da quel momento sarebbero più di quelli finora considerati il periodo di incubazione del virus.

"Sono in corso le controanalisi a cura dell'Istituto Superiore di Sanità", ha detto l'assessore al Welfare della Regione Giulio Gallera, aggiungendo che "gli accessi al Pronto Soccorso di Codongo a livello cautelativo, sono attualmente interrotti". L'assessore ha riferito che "i reparti interessati dagli accertamenti sono anche la terapia intensiva e la medicina interna - ha aggiunto - mentre gli altri funzionano normalmente". All’ospedale di Codogno è entrata in azione una squadra per la disinfezione degli ambienti. Inoltre, "si invitano tutti i cittadini di Castiglione d'Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali" ha detto Gallera.

Dopo le segnalazioni di nuovi casi di coronavirus accertati in Lombardia, sono state introdotte nuove di quarantena obbligatoria e sorveglianza attiva: misure di isolamento per i contatti stretti con un caso risultato positivo e la vigilanza con permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato nelle aree a rischio - la Cina in primis - negli ultimi 14 giorni, con obbligo di segnalazione da parte del soggetto interessato alle autorità sanitarie locali.

Genova, approfondimento per nucleo familiare
"Questa mattina, intorno alle 9, Regione Liguria ha ricevuto dagli uffici competenti di Alisa la segnalazione che sono state attivate a Genova le procedure di approfondimento, presso l’Ospedale Policlinico San Martino, per un nucleo familiare composto da 7 persone, già sottoposto a sorveglianza attiva dal 16 febbraio". Nel pomeriggio alle 17.30 presso la Sala Trasparenza di Genova è previsto un punto stampa di aggiornamento, con il presidente Giovanni Toti, la vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale e gli esperti della task force di Alisa, l'azienda sanitaria ligure.

Gli italiani lasciano la Cecchignola
Intanto hanno lasciato stamattina la cittadella militare della Cecchignola anche gli ultimi 36 italiani rimpatriati il 3 febbraio scorso da Wuhan focolaio del coronavirus, dopo aver concluso le circa due settimane di isolamento. In totale erano 56 i connazionali rimpatriati con quel volo dell’Aeronautica militare. Diciannove erano già usciti dalla Cecchignola ieri nel tardo pomeriggio, dopo il saluto dei ministri della Salute Roberto Speranza e della Difesa Lorenzo Guerini. Uno dei 56 italiani invece, 29enne reggiano, risultò, nel corso dell’isolamento, positivo al coronavirus e fu trasferito all’ospedale Spallanzani dove resta ancora ricoverato. Ora la cittadella militare, dopo le bonifiche necessarie, si prepara ad accogliere altri connazionali che erano rimasti bloccati a bordo della nave da crociera Diamond Princess in Giappone e che saranno rimpatriati domani.

Situazione nel resto del mondo
Nel frattempo, i contagi da Covid-19 sono più di 75 mila e i morti 2.236. Le nuove infezioni nella provincia dello Hubei sono calate per una settimana di fila, ma c'è stato un rialzo del numero di nuovi contagi, diffuso questa mattina sull'aggiornamento a ieri. I nuovi casi accertati sono infatti passati da 411 a 631, a seguito del conteggio dei 220 registrati in un carcere. Il nuovo dato, secondo la commissione sanitaria locale, rappresenta un'inversione di tendenza. Il numero complessivo della provincia, epicentro dell'epidemia, supera adesso i 62.600 casi.

In Corea del Sud sta salendo esponenzialmente il numero delle persone contagiate dal coronavirus. Secondo l'ultimo bilancio del Centro coreano per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Kcdc) sono 204. Solo oggi nel Paese asiatico sono stati confermati 100 nuovi casi. La maggior parte dei contagi, ben 153, sono stati registrati a Daegu e nella circostante provincia del Gyeongsang del Nord. Le autorità sudcoreane ritengono che molti dei contagi in questa città siano legati alla presenza di una donna a una funzione religiosa in una chiesa. L'aumento dei casi confermati di coronavirus ha portato le autorità della Corea del Sud a dichiarare "zone di controllo speciale" le aree di Daegu e Cheongdo, nel sudest del Paese. Lo riferisce l'agenzia Yonhap senza fornire dettagli sulle misure. Il premier Chung Sye-kyun ha promesso misure "efficaci e rapide" per evitare un'ulteriore diffusione del virus e ha parlato di situazione di "emergenza".

In Iran altre 13 persone sono state contagiate e due di loro sono morte. Lo ha annunciato su Twitter un portavoce del ministero iraniano della Sanità, Kianush Jahanpur, precisando che sette nuovi contagi sono stati registrati a Qom, quattro a Teheran e due nella provincia di Gilan. Sale così a 18 il numero dei casi di coronavirus confermati in Iran con quattro morti.

In Russia circa 2.500 persone arrivate a Mosca dalla Cina hanno ricevuto l'ordine di restare in quarantena per il coronavirus. A vigilare poi che la misura venga rispettata ci pensa poi la tecnologia di riconoscimento facciale in uso nella capitale russa. Lo ha detto il sindaco di Mosca Serghei Sobyanin. Tutti i passeggeri in arrivo dalla Cina sono tenuti a sottoporsi ad un esame fisico e ad un test per il coronavirus all'aeroporto, ha scritto Sobyanin sul suo sito web. A loro viene poi dato l'ordine di mettersi in quarantena per due settimane, anche in assenza di sintomi.

Articolo aggiornato alle 00:01

red/gp

(Fonte: ANSA, Dire, South China Morning Post, AdnKronos)