fonte: Regione Lombardia

Nuovo coronavirus, due vittime in Italia. Cresce il numero di contagiati

In tutto sarebbero una cinquantina i casi accertati in Italia, in particolare tra Veneto e Lombardia

Due persone contagiate dal nuovo coronavirus in Italia sono morte. Si tratta di un uomo di Vò Euganeo, nel padovano, una donna ricoverata a Codogno, in provincia di Lodi e una a Crema. In tutto sarebbero una cinquantina i casi accertati in Italia, in particolare tra Veneto e Lombardia.

Il paziente zero sarebbe un trentottenne di Codogno (Lodi), ricoverato in prognosi riservata al Sacco di Milano, con insufficienza respiratoria.
In dieci paesi del Lodigiano – Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano – la regione ha emesso un’ordinanza che vieta quasi tutte le attività all’aperto, e al contempo ha consigliato agli abitanti di non uscire di casa (parliamo di circa 50mila persone). Sono state chiuse anche le stazioni ferroviarie a Codogno, Maleo e Casalpusterlengo. Misure simili saranno introdotte anche in alcuni Comuni del Veneto, ha anticipato il governatore della Regione Veneto Luca Zaia che ha voluto specificare che "il virus, comunque ha una bassa letalità, purtroppo questo non vale per le persone con altre patologie che pregiudicano la loro salute". Il Dipartimento della Protezione Civile, in una nota scrive: "Nell’ambito delle attività messe in campo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, la collaborazione dei cittadini è fondamentale. Si invita pertanto la popolazione a recarsi nelle strutture sanitarie e ad utilizzare i numeri di emergenza solo se strettamente necessario".

"Per evitare eccessivo allarmismo - scrive in una nota Giovanni Maga, direttore CNR-IGM, Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche - è bene ricordare innanzitutto che comunque il rischio di infezione molto basso. Solo nelle zone attualmente interessate dalla circolazione il rischio è superiore e i cittadini devono seguire le indicazioni delle autorità sanitarie. Al di fuori di queste, la situazione rimane come nelle scorse settimane. L'infezione, dai dati epidemiologici oggi disponibili su decine di migliaia di casi, causa sintomi lievi/moderati (una specie diinfluenza) nell'80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza. Si calcola che solo il 4% dei pazienti richieda ricovero in terapia intensiva. Il rischio di gravi complicanze aumenta con l'età, e le persone sopra 65 anni e/o con patologie preesistenti o immuno depresse sono ovviamente più a rischio, così come lo sarebbero per l'influenza. Non c'è un'epidemia di SARS-CoV2 in Italia. Il quadro potrebbe cambiare ovviamente nei prossimi giorni, ma il nostro sistema sanitario è in stato di massima allerta e capace di gestire efficacemente anche la eventuale comparsa di altri piccoli focolai come quello attuale. Quindi, ribadiamo, al di fuori dell'area limita tain cui si sono verificati i casi, il cittadino può continuare a condurre una vita assolutamente normale. Seguendo le elementari normedi igiene".

Da quanto si sa il 38enne sarebbe andato a cena con un amico che tornava dalla Cina a fine gennaio, ma non è detto che sia stato quello il momento del contagio, visto che i giorni trascorsi da quel momento sarebbero più di quelli finora considerati il periodo di incubazione del virus. L'amico è stato individuato ed è ricoverato in isolamento al Sacco e sono stati fatti su di lui i primi test risultati negativi

Secondo quanto ricostruito dai medici che da giovedì lo hanno in cura, il 38enne lodigiano è andato a correre e poi al lavoro, ha giocato a pallone, ha partecipato a un corso della Croce Rossa e ha preso parte a tre cene negli ultimi 4 giorni. "Tra la cena del 38enne italiano e la manifestazione dei sintomi sembrerebbero passati tra i 16 e i 18 giorni" ha spiegato l'assessore Gallera in collegamento telefonico ad Agorà su RaiTre. Si sta verificando se si è trattato, dunque, di un contagio da persona asintomatica e se i tempi di incubazione sono stati più lunghi. Per questo motivo, si sta cercando di ricostruire come si sia diffuso il virus: non è detto che il momento della cena con il collega proveniente dalla Cina sia stato il momento del contagio, visto che i giorni trascorsi da quel momento sarebbero più di quelli finora considerati il periodo di incubazione del virus.


Dopo le segnalazioni di nuovi casi di coronavirus accertati, sono state introdotte nuove di quarantena obbligatoria e sorveglianza attiva: misure di isolamento per i contatti stretti con un caso risultato positivo e la vigilanza con permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato nelle aree a rischio - la Cina in primis - negli ultimi 14 giorni, con obbligo di segnalazione da parte del soggetto interessato alle autorità sanitarie locali.

Intanto arrivano anche le prime guarigioni. "L'uomo cinese, ricoverato assieme alla moglie allo Spallanzani, si è negativizzato ed è in buone condizioni di salute", ha detto l'assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D'Amato, in una conferenza stampa allo Spallanzani. Si tratta del primo paziente in Italia per il quale viene dichiarata la guarigione completa.

I medici dello Spallanzani hanno poi aggiunto che "La moglie è ancora terapia intensiva ma non è intubata: c'è ancora qualche problemino da risolvere. Nel giro di qualche giorno uscirà e andrà in reparto". Il ricercatore italiano ricoverato
allo Spallanzani per coronavirus sarà "dimesso in giornata". Il giovane, caso confermato di COVID-19, nei giorni scorsi era risultato persistentemente negativo ai test per il Coronavirus.

Le indicazioni del ministero della Salute:


red/mn

(Fonte: ANSA, Il Post, Repubblica)