fonte: Protezione Civile Piemonte

Piemonte, dal 1° dicembre cambia il sistema di allertamento

Il cambiamento è generato dalla necessità di uniformarsi al sistema nazionale, secondo le direttive del Dipartimento nazionale di protezione civile

Da sabato 1 dicembre entra in vigore il nuovo sistema di allertamento approvato a fine luglio dalla Regione Piemonte, che cambia in modo sostanziale le procedure con cui Città metropolitana, Province e Comuni informano le autorità di protezione civile e la popolazione sui rischi connessi alle criticità meteo e idrogeologiche.

Il nuovo sistema ha reso necessaria una integrazione al Piano di emergenza della Città metropolitana, che è stata approvata dal Consiglio provinciale nella seduta del 28 novembre. Cambia così anche per la Città metropolitana l’emissione dei bollettini di allertamento, che saranno conformi alle nuove regole sia nelle comunicazioni che avvengono verso i Sindaci che verso i cittadini.

Il nuovo sistema di allertamento, pur poggiando in modo sostanziale su quello messo a punto all’inizio degli anni Duemila, è nato dalla necessità di uniformarsi il più possibile a livello nazionale, secondo le direttive del Dipartimento nazionale di protezione civile.

Dal bollettino delle allerte meteoidrologiche emesso ogni giorno alle ore 13 dal Centro funzionale della Regione Piemonte ed elaborato dall’Arpa Piemonte, scompaiono i codici numerici 1-2-3, sostituiti definitivamente dai colori del "semaforo": verde, giallo, arancio, rosso, a indicare il fenomeno atteso sul territorio.

Al livello di criticità subentra l’idea di fase operativa, ovvero quell’insieme di procedure che ogni autorità di protezione civile deve adottare sul proprio territorio in base alla gravità del rischio: si va dal normale controllo all’apertura delle sale operative alle più complesse necessità che coinvolgono gli enti sovraordinati.

Ogni sindaco può comunque decidere di “cambiare” la propria fase operativa (per esempio di aprire un Coc anche se il bollettino annuncia allerta gialla), oppure di passare da una fase di preallarme a una di allarme sulla base di valutazioni che non necessariamente coincidano con quelle del bollettino, ma che vadano nella direzione della tutela delle persone.

La fase operativa che ciascun ente stabilisce sulla base delle valutazioni sull’allerta segnalata con il “semaforo” deve essere comunicata agli altri operatori di protezione civile e alla popolazione: anche la Città metropolitana di Torino segnalerà la sua fase operativa, per esempio con la pubblicazione sul canale dedicato del sito web. Vengono poi unificati il bollettino di allerta meteo-idro e quello nivologico relativo al rischio valanghe, mandati fin'ora separatamente.

La previsione dei bollettini inoltre non si limiterà alle consuete 24 ore, ma proverà a disegnare gli scenari anche per il giorno successivo, in modo da consentire con un certo anticipo di prepararsi a eventuali situazioni critiche. Nel bollettino vengono infine considerati quei fenomeni estremi e rapidi causati da situazioni non facilmente prevedibili innescati da temporali e venti forti, che possono riguardare solo alcune porzioni del territorio.

Per approfondimenti si invita a visitare il sito della Protezione Civile di Torino.

red/gp

(Fonte: Protezione Civile Torino)