Ponte Morandi, 42 vittime: nel giorno di lutto ritrovato l'ultimo disperso. E il Cdm stanzia 28,5 milioni

Diciannove bare allineate per i funerali di Stato e 42 vittime (recuperato il corpo Mirko, ultimo disperso). Fico si «scusa», Mattarella chiede la «verità». Il 27 agosto il ministro Toninelli riferirà alle commissioni. Il Cdm stanzia altri 28,5 milioni per l'emergenza, anche Autostrade si «scusa» e annuncia la ricostruzione in 8 mesi

Nel giorno del lutto nazionale e dei funerali di Stato è stato ritrovato anche l'ultimo corpo che mancava all'appello dei dispersi nel crollo del ponte Morandi. I vigili del fuoco hanno infatti estratto oggi il corpo di Mirko Vicini, il dipendente dell'Amiu che con il collega Bruno Casagrande aveva appena terminato il turno di lavoro quando il ponte è collassato. Il cadavere di Vicini era sotto uno dei grossi blocchi di cemento che contenevano la struttura del pilone del ponte. Con il ritrovamento del dipendente dell'Amiu è dunque completa la lista dei dispersi. Ma con questo ritrovamento sale a 42 il numero delle vittime accertate.

I funerali - Diciannove bare allineate. Dentro i corpi di alcune delle vittime del drammatico crollo del ponte Morandi. Una bara in più rispetto a quanto annunciato ieri (all'ultimo momento si è aggiunto il ragazzo francese che ha trovato la morte mentre con gli amici si stava dirigendo a un rave). Un padiglione della Fiera di Genova che, con fatica, ha raccolto migliaia di persone arrivate per dare il proprio addio a chi, la vigilia di Ferragosto, ha trovato la morte in una tragedia assurda. Ma anche per esprimere vicinanza ai parenti devastati dal dolore. Lo Stato, in questi funerali, c'è tutto. C'è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il quale, accolto da un lungo applauso, ha voluto abbracciare i familiari delle vittime. Si è intrattenuto con loro, ha sentito i loro racconti, si è fatto partecipe del dolore rassicurandoli della presenza dello Stato nella ricerca della verità. Mattarella, nel corso della celebrazione religiosa presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ha preso posto accanto al presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e al presidente della Camera Roberto Fico. E c'è il governo, a partire dal premier Giuseppe Conte. Ma anche i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro alle infrastrutture Danilo Toninelli.

Le parole - «Genova non si piegherà a condizione che tutti però ci diamo una mano e ci teniamo per mano» ha detto l'arcivescovo e presidente dei vescovi europei, cardinale Angelo Bagnasco. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha detto che «il Paese unito rende anche più forte e più efficace la severità nell'accertamento della verità e delle responsabilità». Insomma, che non sia una nuova Viareggio. E se la verità si comincia a cercare fin da subito, ecco che arrivano anche le prime scuse. «Oggi i familiari delle vittime ci hanno dato un grande insegnamento e chiedo scusa, anche se non è mia colpa oggi, a nome dello Stato per quello che può non aver fatto negli ultimi anni. Le scuse sono sempre una parola importante» ha detto il presidente della Camera Roberto Fico.

La conferenza dei capigruppo - Lunedì 27 agosto il ministro delle infrastrutture, Danilo Toninelli, riferirà alle commissioni competenti e il 4 settembre ci sarà il voto delle risoluzioni in Aula sulle comunicazioni del governo. Lo ha deciso - come riferisce il deputato genovese di Possibile, Luca Pastorino, segretario di presidenza per Liberi e Uguali alla Camera - la conferenza informale dei capigruppo che si è svolta a Genova.

Nuovi fondi - Sempre a Genova, oggi, si è riunito il Cdm che ha deciso i contributi d'emergenza dopo il crollo. Dal Governo, per Regione Liguria e Comune di Genova ci saranno altri 28,5 milioni in aggiunta ai 5 già stanziati per superare le prime emergenze. «Avevamo urgenza di aggiornare l'ordinanza con cui è stato decretato lo stato di emergenza a materie che non vi erano contenute. L'ordinanza è stata integrata con fondi per viabilità, trasporti su ruota e gomma, alloggi per gli sfollati più permanenti» ha detto il governatore della Liguria, Giovanni Toti.

Ricostruzione in 8 mesi - L'ad di Autostrade, Castellucci, si «scusa profondamente». E aggiunge: «Ripristinare il prima possibile la viabilità e ricostruire il ponte sul Polcevera. È il nostro primo impegno. Abbiamo un progetto che ci permette in otto mesi, tra demolizione e ricostruzione di avere un nuovo ponte in acciaio. Per potere costruire il ponte in sicurezza sarà stanziato un fondo per dare indennizzi a tutti coloro che saranno costretti a lasciare le case. C'è l'ipotesi di liberalizzare i pedaggi nel nodo di Genova da Bolzaneto a Voltri a Genova Ovest da lunedì. Non ho molto da aggiungere rispetto a quanto detto a caldo martedì. Tutte le relazioni di cui sono a conoscenza davano uno stato di salute buono" del ponte. Però questo sarà oggetto di verifiche, di analisi della magistratura e di perizie e sarà prima priorità. Dubbi sullo stato di manutenzione del ponte mi dicono che erano stati superati. Ma verificheremo e daremo tutto il nostro sostegno alla magistratura. Altri temi, come il rapporto tra noi e governo, li tratteremo un'altra volta».

Commissario straordinario - «Per affrontare nel modo più rapido possibile la drammatica emergenza creata dal crollo del ponte Morandi, il Governo deve nominare immediatamente il sindaco di Genova Bucci commissario straordinario, assegnandogli tutte le risorse necessarie e poteri straordinari». La proposta arriva oggi da Franco Vazio, vice-pesidente della Commissione Giustizia, eletto in Liguria del Partito Democratico. «Dopo la tragedia del crollo - spiega - sebbene ancora distrutta dal dolore, Genova non può aspettare, deve rialzarsi subito. Le cose da fare con rapidità sono molte: dare una casa agli sfollati, ricostruire il ponte, cantierare infrastrutture come la Gronda o il Terzo valico. Per far questo servono procedure rapide, che evitino gli impacci burocratici inutili o le lungaggini nella progettazione e nell'appalto delle opere. Solo il sindaco di Genova Bucci, che la rappresenta istituzionalmente, che conosce e governa questa città, può assumersi questo incarico. Non conta il suo colore politico, serve un regista, serve comunità di intenti e una squadra di cui tutti ne facciano parte. Indugiare e discutere significherebbe chiudere le luci su Genova e con esse le speranze della Liguria».

Aifvs - Intanto l'Associazione italiana familiari e vittime della Strada (Aifvs) fa sapere che si costituirà parte civile nel processo che dovrà accertare le responsabilità del crollo del Ponte Morandi a Genova ed esprime vicinanza ai familiari delle vittime, apprezzando la decisione del governo di iniziare l'iter per la revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia. È quanto annuncia all'Adnkronos il presidente Alberto Pallotti. «Vogliamo esprimere la nostra solidarietà - spiega - a chi ha perso un familiare in quello che può essere considerato il più grande incidente stradale della storia d'Italia in cui le responsabilità saranno accertate dalla magistratura, ma in cui appaiono evidenti le gravi colpe di chi doveva garantire la manutenzione e che invece non ha saputo prevenire il crollo di un viadotto. Noi saremo parte del processo, fino in fondo, perché vogliamo sapere chi ha provocato tutto questo».

Una struttura per la protezione civile - Cassa depositi e prestiti e il Comune di Genova, in coordinamento con la Regione Liguria e le altre istituzioni coinvolte, hanno messo a disposizione del sistema di protezione civile la struttura ricettiva "Palazzina Ex Casa delle Infermiere" al fine di ospitare le famiglie colpite dal crollo del Ponte Morandi di Genova. Lo si legge in una nota di Cdp. La struttura - di proprietà di CDP Immobiliare, società del Gruppo CDP - ha una superficie utile di 2.200 metri quadrati ed è suddivisa in 40 residence già arredati, in grado di accogliere oltre 100 persone. Sono già in corso tutte le attività finalizzate a garantire in tempi brevi la piena fruibilità dell'immobile, che sarà assegnato al Comune a canone di livello sociale.

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