Protezione civile, il 12% dei Comuni è senza un piano. Borrelli: «Inaccettabile»

Da quando è in carica il Capo dipartimento Borrelli, che sarà a Bologna insieme al premier Conte per 'Io non rischio', la percentuale è aumentata dall'84 all'88 per cento. Ma non è abbastanza

Non si può (né si deve) parlare di protezione civile solo in caso di emergenza. Piuttosto, in tempo di pace e non solo, si può (e si deve) promuovere cultura. Un primo passo, che coinvolge direttamente le istituzioni, sono i piani comunali di protezione civile. Un dato fortunatamente in crescita, ma il 12% ancora ne è sprovvisto. E restano ancora dubbi sull'aggiornamento di questi stessi piani.

«Quando ho assunto l'incarico di Capo, l'8 agosto 2017, la percentuale dei Comuni che aveva un piano di Protezione civile era all'84 per cento, oggi siamo all'88» spiega Angelo Borrelli durante l'audizione in commissione ambiente dedicata al crollo del ponte Morandi e sulla piena delle gole del Raganello in Calabria.

«Quello che ancora non è definito è quanti di questi piani siano aggiornati. Il 12 per cento dei Comuni senza un piano è intollerabile e farò di tutto perché i sindaci provvedano a redigerli. Se c'è da fare qualche investimento - aggiunge il Capo dipartimento della Protezione civile - credo che dovremmo essere disposti a supportare i sindaci per trovare le professionalità per l'aggiornamento dei piani».

Domani, sabato 13 ottobre, Borrelli sarà a Bologna insieme al premier Giuseppe Conte in occasione di "Io non rischio". Saranno oltre 3.500 volontari nelle oltre 300 piazze coinvolte. Sono questi i numeri della campagna della protezione civile nato per sensibilizzare i cittadini ai rischi dovuti a terremoti, alluvioni e catastrofi naturali.

La campagna si terrà nel fine settimana del 13 e 14 ottobre e vedrà anche la partecipazione di Conte, che sarà il pomeriggio di sabato 13 a Bologna per incontrare i volontari al gazebo di via Rizzoli. «Il nostro è un paese fragile» spiega Borrelli. «Per questo è fondamentale che i cittadini siano costantemente informati sui rischi dei territori in cui vivono ma, anche, che siano parte attiva e centrale del sistema di protezione civile, assumendo comportamenti responsabili e conoscendo quali sono le azioni e gli atteggiamenti da evitare" in caso di terremoti, alluvioni o altre catastrofi naturali».


red/gt