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Protezione civile: una comunità informata è una comunità preparata. Il progetto "Comune Sicuro"

Si chiama  "Comune sicuro" il progetto del CRN-IMAA che si pone l'obiettivo di mettere in rete Regioni, Comuni, associazioni e volontari per una protezione civile diffusa e consapevole

"Quanto può costarci non gestire bene i dati e le informazioni e le risorse disponibili ? Molto, se pensiamo che viviamo in un mondo in cui le risorse sono sempre più scarse e che bisogna essere competitivi su tutti i fronti. Oggi i dati e le informazioni giocano un ruolo importantissimo per vivere meglio. La nostra sicurezza non fa eccezione come non fa eccezione pensare a come rendere più sicuri i luoghi in cui viviamo e le nostre comunità".
E' quanto scrive il dott. Dimitri dello Buono (
Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di Metodologie per l'Analisi Ambientale (IMAA CNR) e Centro di competenza per lo scambio dei dati del Dipartimento Protezione civile), presentando  "COMUNE SICURO", un progetto nato dalla collaborazione del CNR IMAA con Aziende del settore ICT nazionale. Il progetto si basa  sul riuso della piattaforma geo-Platform e sull'esperienza di oltre un decennio di attività del laboratorio geoSDI del CNR (di cui Dello Buono è fondatore e responsabile), e sulle soluzioni operative avanzate realizzate dalle Aziende ICT per la Pubblica Amministrazioni, soluzioni di cui  altrimenti la PA non non potrebbe disporre e che possono essere ripagate sfruttando la replicabilità dei servizi in cloud.  Il progetto è stato presentato durante lo scorso 16 dicembre in occasione dell'evento organizzato da INGV a 160 anni dal grande terremoto in Val d'Agri.
COMUNE SICURO si basa su una piattaforma operativa con
un Sistema di Comando e Controllo "AAA" iIntegrato e interoperabile, un geoportale con mappe specifiche aggiornate in  tempo reale,  e una app per dispositivi mobili.

«Il progetto "Comune sicuro" - scrive Dello Buono - ha l'obiettivo di offrire a tutti i comuni, anche e soprattutto i più piccoli, l'opportunità di poter redigere e gestire un Piano di Protezione Civile. L'idea cardine è rendere utilizzabile una piattaforma nel cloud per un perfetto scambio di dati ed informazioni, ottimizzando le risorse disponibili. Alla base c'è la realizzazione di un insieme di funzionalità che permette di coinvolgere tutti, sia gli
operatori sia i semplici cittadini, ogni giorno, rendendoli così tutti parte integrante del sistema».

Gli Obiettivi del Progetto
• Definire i rischi incidenti sul territorio
In primo luogo bisogna definire molto bene quali sono i rischi che incidono in un territorio ed avere coscienza di tutto ciò che può accadere. Questo deve essere fatto non a ridosso di una emergenza ma con la dovuta serenità e calma in modo da avere le condizioni ideali a poter disegnare scenari e modalità di reazione.
• Censire le risorse disponibili
Alla base di qualsiasi tipo di pianificazione c'è il censimento delle risorse disponibili. Questa attività va fatta in modo capillare e soprattutto bisogna condividere non solo le informazioni che possono risultare utili al proprio operato ma anche i dati delle informazioni che possono essere utili all'operato di altri soggetti. Spesso infatti non ci si pone il problema di dover comunicare ad altri le nostre informazioni ma si organizza l'informazione solo in funzione di quello che noi sappiamo fare.
• Pianificare le esigenze in funzione dei rischi
Esistono vari tipi di rischi, ognuno ha caratteristiche e modalità di intervento diverse, ma è simile agli altri per metodologia e modalità di reazione della comunità. Nei Piani di Protezione Civile sono ben definite le varie fasi di Attenzione, Allerta ed Allarme e sono, tranne qualche caso, comuni a tutti i rischi. Reagire nel modo corretto alla fase di attenzione e alla fase di allerta spesso può minimizzare i danni e minimizzare il rischio. Infatti, la pericolosità e l'importanza di un rischio dipendono dal modo con cui una comunità si sa organizzare nell'affrontarlo. Per far ciò bisogna innanzitutto conoscere il rischio, prevedere come e dove sul territorio possa provocare danni, ricercare e mettere in atto le migliori soluzioni possibile per contrastarlo.
• Conoscere per sapere cosa fare
Conoscere come il rischio comporti e quali sono gli elementi di contrasto, aiuta alla popolazione a modificare il proprio modo di viverlo e affrontarlo. Questo presuppone la realizzazione di un sistema che riesca a scambiare informazioni, diffondere la conoscenza del territorio, del rischio stesso permettendo di mettere in pratica le "best practice".
• Un Servizio Geo Social per tutti
Ogni dato è utile, ogni informazione aiuta a conoscere il territorio, tutti possono contribuire a migliorare il flusso informativo e quindi necessita un sistema che, utilizzando metodologie proprie dei social, riesca a condividere ogni singolo dato d'ogni singola informazione tra i vari soggetti interessati in modo da avere sempre un quadro quanto più aggiornato possibile della situazione e di come il territorio reagisce.
La tecnologia web, il posizionamento geografico dell'informazione, la condivisione dei dati e un sistema multilivello in cui vari soggetti con diverse professionalità possono allo stesso modo interagire, sono la base nel sistema proposto dal progetto.


Le Attività Principali
In pratica si parte dall'idea di rendere operative le quattro attività principali di un Piano di Protezione Civile
• Previsione e Pianificazione
Le attività di Protezione civile si basano sulla capacità di poter prevedere gli eventi che accadranno e quindi pianificare le azioni da intraprendere sia durante l'avvicinarsi di un evento emergenziale sia durante e dopo l'evento stesso. La previsione di un evento è un'attività abbastanza complessa ma che può essere svolta anche grazie al supporto delle organizzazioni regionali e nazionali per cui, i bollettini meteo così come una serie di informazioni sempre più precise, aiutano a dare all'operatore comunale un messaggio preventivo sul potenziale evento che si sta scatenando. Una buona conoscenza, poi, del proprio territorio offre la possibilità di poter pianificare, con la calma e l'attenzione del caso, cosa fare durante le varie fasi emergenziali partendo da una soglia di attenzione per finire alle attività post evento.
• Interoperabilità
Agire quando eventi straordinari accadono non è mai cosa che possono fare singoli individui ma sono attività che un'intera collettività deve contribuire a realizzare. Ognuno è utile e può essere utilizzato nel migliore modo solo se l'intero sistema ne conosce le caratteristiche e le potenzialità ed utilizza tutto ciò nel modo migliore possibile. Le sinergie e le complementarietà poi sono un elemento strategico di una attività di gruppo. Tutto deve essere reso all'interno di una armonica gestione e quindi deve essere assicurata l'interoperabilità tra i vari soggetti e soprattutto dell'informazione.
• Coordinamento
Purtroppo bisogna evidenziare che sempre più spesso durante le attività di emergenza ci si comporta seguendo una logica intuitiva che è frutto di tante buone intenzioni ma che fa emergere la mancanza, spesso quasi totale, di coordinamento e di conoscenza delle fasi emergenziali. Lavorare insieme significa in primo luogo conoscere chi sono i soggetti con cui si collabora, sapere esattamente chi fa cosa e come ci si deve relazionare e conoscere  chi sono i soggetti che interverranno dopo di noi. Ciò permetterà di eseguire il lavoro nel modo più utile ed efficace. Inviare una corretta informazione alle squadre che stanno operando è fondamentale per assicurare un miglior risultato e soprattutto una più efficiente organizzazione delle attività.
• Ottimizzazione delle risorse in campo
Le risorse che un'amministrazione comunale ha a propria disposizione sono sempre più scarse e quindi sorge la forte necessità di dover utilizzare al meglio tutto quello che sia ha a disposizione: anche il semplice recensire le varie disponibilità e aver chiaro il loro possibile utilizzo può risultare un'ottimizzazione delle risorse in campo. In emergenza tutto ci sembra importante, tutto è prioritario e quindi, di conseguenza, nulla è importante e nulla è prioritario. Solo una visione esterna di ciò che sta accadendo può definire le priorità in campo altrimenti si rischia di utilizzare il grande impegno di tutti i soggetti interessati in modo errato.
Inoltre va evidenziato che molte attività non vengono ben coordinate e non tengono presente alcuni presupposti propri di chi opera in questo settore. Eventi e comportamenti cambiano al cambiare delle condizioni a contorno pertanto bisogna avere approcci diversi in condizioni diverse. In ogni fase i soggetti interessati dalle procedure di Protezione Civile attivano o meno procedure e modalità operative diverse:

  • la fase di Attenzione fa sì che una serie di processi siano effettuati più spesso: si controllano che le attrezzature e le strumentazioni siano presenti e pronte per eventuali utilizzi e si verifica che i vari operatori si rendano disponibili in modo da essere pronti all'occorrenza.
  • Queste procedure si intensificano e si faranno più stringenti in fase di Allerta. Infatti in questa fase la popolazione viene avvisata della possibilità che un determinato evento possa accadere e si ricordano istruzioni e regole che possano poi risultare utili se si passa alla fase successiva.
  • La fase di Allarme invece mette in moto la totalità delle risorse presenti e dà il via ad una serie di processi che sono previsti dai piani fino ad eventuali evacuazioni, attività di livello eccezionale con il coinvolgimento di tutti i soggetti previsti.
Affinché la gestione dei Piani di Protezione Civile sia efficiente ed efficace, è necessaria una piattaforma software che metta in condizione tutti i soggetti coinvolti, siano essi responsabili, volontari o cittadini, di aggiornare e conoscere l'informazione ed i modi di operare nelle fasi emergenziali. con uno scambio informativo quotidiano ed omogeneo.
 
Le fasi di Comune Sicuro
L'idea è quella di un sistema unico e condiviso, che per fasi coinvolga tutti. La gestione dei piani infatti prevede 5 fasi :

  1. Censimento delle schede di protezione civile
  2. Mappatura periodica delle aree comunali interessate dal piano
  3. Coinvolgimento degli operatori e dei cittadini
  4. Realizzazione di un WebGis dinamico e tematico
  5. Realizzazione di sistema di comando e controllo multidisciplinare
Fase 1 - Censimento
Ci sono 97 tipologie di schede che ogni amministrazione, per il tramite dei responsabili definiti dal piano, deve compilare per assicurare un quadro generale completo ed aggiornato delle risorse e delle strutture esistenti nel territorio comunale. queste schede sono a loro volte divise in 14 Funzioni

F 1 - Tecnica e di pianificazione;
F 2 - Sanità, assistenza sociale e veterinaria;
F 3 - Mass-media e informazione;
F 4 - Volontariato;
F 5 - Materiali e mezzi;
F 6 - Trasporti, circolazione e viabilità;
F 7 - Telecomunicazioni ;
F 8 - Servizi essenziali;
F 9 - Censimento danni a persone e cose;
F 10 - Strutture operative;
F 11 - Enti locali;
F 12 - Materiali pericolosi;
F 13 - Assistenza alla popolazione;
F 14 - Coordinamento centri operativi

Fase 2 - Mappatura

Mappatura tematica del rischio (sismico, incendi, neve, idrogeologico, antropico, etc).
Questa fase prevede sia una prima mappatura dei vari rischi individuati sia aggiornamenti periodici che offrono anche una sintesi di come il territorio evolve e si modifica.
L'attuale, e sempre crescente, disponibilità di riprese ottiche ad altissima risoluzione da satellite sta modificando sensibilmente lo scenario del mercato dei servizi di aggiornamento cartografico. Ciò soprattutto in virtù di una migliorata risoluzione geometrica che caratterizza i sensori installati a bordo delle piattaforme orbitanti di ultima generazione (anche 30 cm), della economicità del costo delle immagini, della loro natura digitale e, pertanto, della possibilità di un loro immediato processamento al computer.
La soluzione innovativa contempla l'utilizzo integrato di immagini satellitari nuove e di rilievi aerofotogrammetrici e/o satellitari recenti, per realizzare l'aggiornamento speditivo della Cartografia Tecnica - su scala comunale - a media scala (1:10.000) ed a piccola scala (1:5.000 e 1:2.000).


Fase 3 - Coinvolgimento degli operatori e dei cittadini
Questa fase prevede la realizzazione di app che siano di uso quotidiano per tutti operatori e cittadini. In questa fase ogni soggetto è parte del sistema dal momento che ognuno può offrire il proprio contributo. Così viene coinvolto il cittadino che può segnalare / verificare cosa accade sul territorio e come sono utilizzate o rintracciabili le risorse disponibili. L'utilizzo quotidiano delle segnalazioni innescherebbe il coinvolgimento del cittadino nella gestione pubblica e nella segnalazione di anomalie. Inoltre saranno possibili relazioni tra i vari soggetti in modo diretto ed immediato.


Fase 4 - Creazione di un WebGis dinamico
Questa fase prevede la realizzazione di un portale che espone mappe specifiche in tempo reale.
Esempio: mappa del rischio / intervento neve. Quali strade utilizzare, dove parcheggiare, quali strade saranno prioritariamente liberate, possibilità di raggiungere ospedali, scuole, uffici o luoghi di interesse, ecc.
Un geoportale è un tipo di portale web utilizzato per accedere alle informazioni anche in mappa grazie a servizi geografici associati. I geoportali sono importanti per un uso efficace dei sistemi informativi geografici (GIS) e un elemento chiave di Infrastrutture Dati Spaziali (SDI). Passare da mappa a dato e da dato a mappa è una delle principali funzionalità di un GeoPortale.
Un sito web deve contenere informazioni utili che debbono anche essere immediatamente leggibili e rintracciabili. Il GeoPortale offre la possibilità di vedere le informazioni su mappe e poter passare da una mappa ad una scheda in modo interattivo ed immediato. Uno dei modi di rappresentare l'informazione è appunto in base alla posizione e quando si realizza un portale che dà risalto alla posizione abbiamo un GeoPortale. Una mappa spesso sintetizza cose che altrimenti sarebbero difficilmente rappresentabili, ha caratteristiche uniche ed universalmente riconosciute, non deve essere tradotta, utilizza simboli che esprimono immediata comunicazione e soprattutto associa per posizione cose altrimenti non associabili.


Fase 5 - Realizzazione di Sistema di Comando e Controllo multidisciplinare
Ogni ufficio, per competenza, avrà a disposizione un cruscotto in cui le informazioni in tempo reale saranno disponibili per avere un quadro reale del territorio secondo le proprie specifiche competenze.
L'idea è quella di dotare l'organizzazione di un sistema di comando e controllo finalizzato al supporto alle decisioni, alla gestione e al coordinamento di interventi sul territorio. Integrato e interoperabile, ad accesso web, è un sistema di allerta precoce, pensato per combinare informazioni provenienti da diverse fonti (es. reti di sensori, servizi meteorologici, social network streams, dati geografici, dati da satellite, dati da droni, etc) applicando logiche elaborative programmabili, al fine di individuare (detection) scenari anomali o critici, inviare messaggi di allerta precoce (early warning) alle autorità competenti e fornire un cruscotto web (smart dashboard) per la visualizzazione rapida e intuitiva dello scenario e/o per analisi storiche o predittive delle informazioni a disposizione. Adotta le tecnologie abilitanti per la trasformazione di dati in informazioni, di informazioni in conoscenza e di conoscenza in piani che orientano il processo decisionale ai vari livelli dell'organizzazione: la business intelligence rappresenta, infatti, lo strumento chiave dell'evoluzione verso una gestione sempre più efficace e strategica delle informazioni.
Questa tecnologia a può essere adottata per diversi temi di allerta: dalla prevenzione, la mitigazione e la valutazione delle emergenze legate ai rischi naturali, al contrasto dell'abusivismo, alla lotta a i reati ambientali, ecc. Tutte le fasi dovranno tenere presente l'evolversi degli eventi e quindi autoconfigurare le funzionalità del sistema alle varie fasi emergenziali.

Il Sistema di Comando e Controllo "AAA"
- Attenzione Allerta Allarme
Il "sistema AAA" sviluppato dal laboratorio geoSDI del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) in collaborazione con AlienData, è uno strumento per la prevenzione, la mitigazione e la gestione delle emergenze. Il servizio consente di visualizzare su una mappa eventi critici (allerta meteo, sisma, incendi e siccità). Entrando nello specifico, si tratta di un pannello di controllo che consente di monitorare una serie di informazioni aggiornate costantemente (ogni minuto!) relative a: aree interessate, approfondimenti sull'evento (velocità del vento, intensità di precipitazioni, magnitudo del sisma, ecc., geolocalizzazione dell'evento, popolazione interessata, condizioni meteo, news e recent alerts, data collection dai social).

Gli Obiettivi del sistema AAA:
- u
tilizzare il sistema per le attività quotidiane
Il sistema proposto non deve essere utilizzato soltanto durante un'emergenza o nelle fasi immediatamente successive: in quelle situazioni concitate infatti è possibile che gli operatori non riescano a ricordare bene come utilizzare le procedure che non usano da mesi se non da anni, e ripieghino in empiriche soluzioni per ottemperare ai propri ruoli e mandati. L'uso dei cellulari ormai pervade tutte le attività quotidiane e durante le emergenze è lo strumento più importante da garantire: in emergenza però è spesso utilizzato in maniera spropositata quando non inutile o scorretta. Provare a segnalare la posizione di un incendio utilizzando un centralino e parlando con uno operatore è una attività che porta via molto tempo ma soprattutto non garantisce un'informazione precisa. Il cellulare invece può essere utilizzato per comunicare la propria posizione con un semplice tasto che, scelto tra i 7-8 tasti dei rischi possibili, individua anche la causa della segnalazione: un incendio, un incidente stradale, la posizione di una buca in mezzo alla strada, un crollo, una richiesta di aiuto, un'esigenza sanitaria, sono messaggi che possono essere inviati con alta precisione in meno del tempo che occorre per farsi rispondere dall'operatore del centralino. Se il cittadino utilizza questo tipo di metodologia quotidianamente per segnalare la buca in mezzo alla strada,
o  il cassonetto pieno di immondizia o il parcheggio per disabili utilizzato impropriamente o qualsiasi disservizio, non solo aiuta la quotidianità della gestione del Comune, ma si abitua a comunicare in un determinato modo con i soggetti deputati alla gestione delle risorse sul territorio. Durante le emergenze questo si tradurrà nell'avere molto velocemente informazioni utili e ben geolocalizzate con minor carico possibile per chi deve decidere ed operare velocemente. Un cruscotto totalmente automatico dà l'immediata situazione del territorio ed offre, a tutti gli operatori, la possibilità di ottimizzare le poche risorse in campo. Questo si traduce nell'essere molto più tempestivi e nell'evitare la dispersione delle risorse.
- Definire i vari momenti
Quando questa tipologia di cruscotto si cala all'interno di sistemi preventivamente organizzati, possiamo ottenere indicazioni sul raggiungimento dei livelli di attenzione, allerta, allarme e sulla eventuale necessità di ulteriori informazioni utili a capire meglio cosa stia accadendo. La segnalazione di un incendio contestuale ad una previsione meteo di pioggia nel breve termine, darà luogo a decisioni diverse se stessa segnalazione di incendio sarà accompagnata da una previsione meteo di assenza di precipitazioni.  Avere molteplici informazioni disponibili all'interno dello stesso sistema, con la possibilità di verificare anche la fonte di ogni singolo dato, risulta fondamentale per chi deve coordinare le attività e soprattutto per chi deve prendere decisioni.
Un Piano di Protezione Civile canonico che non utilizza la tecnologia in tempo reale è un piano statico, scritto in un tempo diverso da quello in cui verrà utilizzato e in molti casi che non viene applicato per la distanza che c'è tra chi lo ha scritto e chi lo dovrebbe applicare. Quando invece un piano è condiviso con tutti gli operatori ma soprattutto, quando gli operatori utilizzano quotidianamente le modalità di comunicazione tra loro, risulta molto più semplice, se non del tutto naturale, fare quanto previsto al verificarsi di una emergenza. Questo serve quindi ad ottimizzare non solo le risorse messe in campo ma a verificare quotidianamente le ipotesi fatte nel piano stesso che verranno, eventualmente, modificate con una periodicità maggiore rispetto ai piani scritti ma mai compresi da tutti.
- Ottimizzare la disponibilità di mezzi e persone
I mezzi e le persone sono spesso utilizzati in modo improprio: le tre informazioni chiave "dove, cosa e quando" in emergenza sono indispensabili per ogni decisione. E' fondamentale, ad esempio, c
onoscere le condizioni, la precisa dislocazione e gli spostamenti dei mezzi e delle attrezzature, dove si trova il medico più vicino, dove  sta operando una squadra dei vigili del fuoco, in quanto tempo una particolare attrezzatura arriverà in un determinato posto. Il cruscotto AAA, tramite un sistema di controllo flotte e di GFleet, mette a disposizione le informazioni  aggiornate automaticamente relative alla posizione di un evento, lo stato e la dislocazione di un particolare mezzo, la situazione dell'area e le risorse disponibili.

Una App  per la comunicazione istituzione - cittadino
Le app oggi sono un mezzo alla portata di chiunque usi un cellulare. Il Progetto Comune Sicuro ha sviluppato una app che consente il contatto diretto tra il singolo cittadino e i vari uffici comunali. I cittadini potranno segnalare ad es. la presenza di buche sul manto stradale, problemi con i cassonetti dell'immondizia, rifiuti abbandonati, pericoli, incidenti stradali ecc, mentre il Comune potrà comunicare ai cittadini la risoluzione di un problema, info utili, eventi, manifestazioni, allerta meteo; un utilizzo quotidiano di che crea un forte legame tra gli utenti e chi gestisce le informazioni soprattutto sotto il profilo della Protezione civile.
Grazie a questa app, previo consenso dell'utente, verranno definiti diversi profili di utenti che verranno trattati dal sistema in modo differente. Ad esempio, alla segnalazione di un incidente stradale o di un'emergenza sanitaria, un operatore sanitario localizzato nelle vicinanze del fatto, riceverà un messaggio che lo inviterà a raggiungere il luogo dell'evento per dare il proprio contributo. Se necessario invece, agli altri utenti verrà notificato il luogo dell'incidente e un eventuale percorso alternativo.
In definitiva il portale ha la capacità di auto-configurarsi, discriminando tra i vari soggetti, i luoghi, i tipi di evento e le azioni previste, fino alla redazione dei piani di protezione civile
.

Una mappa dinamica per esercitazioni e simulazioni
Di fondamentale importanza è effettuare periodicamente delle simulazioni in modo tale che tutti i soggetti coinvolti possano, ognuno per le proprie caratteristiche, sperimentare le proprie funzioni e l'interazionee con gli altri soggetti ed evidenziare eventuali criticità. "Comune sicuro" mette a disposizione un sistema chei aiuta a mappare tutte le attività esercitative e a verificare le effettive esigenze in un ambiente condiviso. Una mappa dinamica che si riempie di icone che si muovono e danno l'esatta posizione di ogni soggetto e strumentazione in campo oltre a fornire le reali caratteristiche e potenzialità delle risorse disponibili.

«Proteggere il proprio Comune - conclude Dello Buono - è un impegno che tutti debbono perseguire, una esigenza che bisogna imparare a soddisfare. Quando una calamità o una emergenza ci coinvolge capiamo che tutti hanno qualcosa da fare e possono dare il proprio contributo. Seguire piccole e semplici regole, condividere i modi di operare può cambiare il corso degli eventi. Essere tutti collegati e consapevoli di quello che accade intorno a noi può fare la differenza».


patrizia calzolari
@pakal_1

fonte:
Dott. Dimitri Dello Buono

Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di Metodologie per l'Analisi Ambientale (IMAA CNR) - Responsabile del laboratorio geoSDI del CNR
Centro di Competenza per lo scambio dei dati della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Protezione Civile