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Sicurezza sul lavoro, 1.000 iniziative per la Giornata Mondiale. Ma si contano troppe vittime

Domenica 28 aprile si svolgerà il roadshow promosso dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro. Ma in Italia ogni giorno tre persone muoiono sul lavoro. Landini accusa: "è inaccetabile che si muoia come 50 anni fa"

Oltre 1.000 appuntamenti tra iniziative nelle aziende, nelle scuole, nelle piazze, tutti gratuiti, per parlare di prevenzione. È il roadshow #Ils19 organizzato in occasione della Giornata mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro del 28 aprile, promossa dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro, e che vede insieme Fondazione Lhs e Saipem per il quarto anno consecutivo, con il movimento Italia Loves Sicurezza.

''Il roadshow un momento importante per rendere ancora più capillare la diffusione di una nuova cultura della sicurezza", spiega Davide Scotti, segretario generale della Fondazione LHS, ricordando i dati del report elaborato da ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal, diffuso lo scorso febbraio: in Italia ogni giorno tre persone muoiono sul lavoro e nove restano vittima di incidenti sulle strade. "una vera e propria emergenza a cui bisogna dare una risposta concreta ed efficace che smuova le coscienze e porti a un cambiamento culturale'', aggiunge Scotti.

In programma trasmissioni radiofoniche, spettacoli teatrali, proiezioni e iniziative in azienda, come workshop o contest creativi. E ancora, visite guidate, esercitazioni e attività di edutainment anche con coinvolgimento di Polizia di Stato, Protezione Civile e Vigili del Fuoco. Ci saranno anche iniziative che uniscono sport e sensibilizzazione: il progetto #Girolevitespezzate, 1.000 km in bicicletta dal Cilento a Milano con tappe in molte città dove lo scorso anno si sono verificati incidenti mortali sul lavoro; la regata Sailing4Safety lungo il litorale di Livorno e le imprese podistiche targate Italia Loves Sicurezza.

Ma nonostante le campagne il problema delle morti bianche non si risolve, e anzi peggiora: solo nella giornata del 24 aprile si sono contati ben 4 morti per incidenti sul lavoro. Un conto drammatico che unisce tutta Italia, da Nord a Sud, e fa dire al segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, che "è inaccettabile che si continui a morire come 50 anni fa". Gli incidenti mortali si sono verificati nel porto di Livorno, che ne conta ben sei dal 2010 a oggi, a Savigliano in provincia di Cuneo, a Sestu, vicino a Cagliari e a Ravello, in provincia di Salerno.

A Livorno ha perso la vita Vincenzo Langella, un operaio meccanico di 51 anni, originario di Torre del Greco. A Ravello, in provincia di Salerno, un montacarichi ha colpito alla testa Nicola Palumbo, 54 anni, nel cantiere di San Cosma dove l'uomo stava lavorando in quanto titolare e socio dell'azienda. Nel cuneese, a Savigliano, Daniele Racca, 44 anni, titolare di una piccola azienda di ristrutturazioni edili ha perso la vita nell'ex complesso industriale "Origlia", rimasto schiacciato da un tubo che stava tagliando. Si tratta della terzo decesso sul lavoro negli ultimi due mesi in provincia di Cuneo. A inizio marzo un operaio perse la vita in una cava di Robilante; pochi giorni dopo una caduta fu la causa della morte di un muratore nel Monregalese. In Sardegna, nell'hinterland di Cagliari, un operaio di 65 anni, Renzo Corona, è stato travolto e ucciso da un furgone guidato in retromarcia da un collega.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini sottolineando l'elevato numero di morti sul lavoro da inizio anno ha detto: "prevale una cultura che vede in salute e sicurezza non un investimento ma un costo. Si fa un gran parlare di tecnologie - osserva sempre Landini - di nuovi modi di lavorare ma spesso modelli organizzativi e logiche sono altre. Bisogna agire: c'è bisogno di investire maggiormente in formazione e prevenzione. E c'è bisogno di investire sugli organi ispettivi". Ora siamo alla vigilia della Giornata mondiale della Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro del 28 aprile e dalla Festa dell'1 Maggio; come afferma il presidente Anmil Franco Bettoni: “contare quattro morti e due feriti gravi è uno schiaffo alla credibilità di quanto sulla carta sembra si stia facendo".

red/gp

(Fonte: AdnKronos, La Repubblica)